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Giuramento Guardie Svizzere, dieci cose da sapere sull'esercito del Papa

05/05/2019  Quando nascono le "guardie del corpo" del Papa? Perché le nuove reclute prestano giuramento il 6 maggio? Domande e risposte sul corpo armato che veglia sul papato dal 1506: quanti soldati ne fanno parte, quali sono i requisiti per accedere e i compiti principali

Ecco alcune domande e risposte sulla storia, le curiosità e i numeri della Guardia svizzera pontificia

Cos’è la Guardia Svizzera pontificia?

È un corpo armato al servizio del papato. Si tratta dell'unico corpo di guardie svizzere ancora operativo. Si occupa della vigilanza, della sicurezza e della protezione del Papa all'interno del Palazzo Apostolico e durante i suoi viaggi, oltre che dei servizi d'onore durante le udienze e i ricevimenti. La Guardia svizzera presiede, congiuntamente con il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, alle cerimonie nella basilica di San Pietro e nell'aula Paolo VI; si occupa inoltre del controllo degli accessi in Vaticano e, durante la sede vacante, della protezione del collegio cardinalizio.

Quando nasce ufficialmente?

  

Nel 1506, quando arrivarono i primi Svizzeri su richiesta di Papa Giulio II. Il 22 gennaio 1506 è la data ufficiale della fondazione, il giorno il quale 150 Svizzeri dal Canton Uri entrarono, sotto il Comando del Capitano Kaspar von Silenen, dalla “Porta del Popolo” per la prima volta nel Vaticano e furono benedetti dal papa Giulio II. Con la nascita nel 1929 dello Stato Vaticano le Guardie svizzere divennero la milizia ufficiale del nuovo Stato. Durante Seconda guerra mondiale papa Pio XII ampliò temporaneamente il corpo delle guardie svizzere che fu portato a oltre 300 effettivi, sia per dare rifugio ai molti sfollati sia per dare una maggiore stabilità alla Città del Vaticano.

La cerimonia di giuramento delle nuove reclute della Guardia svizzera
La cerimonia di giuramento delle nuove reclute della Guardia svizzera

Perché il giuramento delle nuove reclute avviene il 6 maggio?

In ricordo del Sacco di Roma avvenuto il 6 maggio 1527. Le guardie svizzere parteciparono a quella battaglia, sferrata da parte delle milizie di Carlo V, permettendo con il loro sacrificio a papa Clemente VII di avere salva la vita. Dei 189 svizzeri se ne salvarono solo quarantadue, cioè quelli che all'ultimo momento avevano accompagnato Clemente VII nella fuga lungo il Passetto di Borgo, il passaggio che collega il Vaticano a Castel Sant'Angelo. Il 5 giugno Clemente VII si arrendeva. Per aver salva la vita dovette accettare pesanti condizioni (l'abbandono delle fortezze di Ostia, Civitavecchia e Civita Castellana e delle città di Modena, Parma e Piacenza oltre al pagamento di quattrocentomila ducati). La guarnigione papale fu sostituita con mercenari spagnoli e lanzichenecchi. Il papa ottenne che gli svizzeri sopravvissuti fossero inclusi nella nuova Guardia, ma solo 12 di essi accettarono tra cui Hans Gutenberg di Coirà e Albert Rosin di Zurigo; gli altri non vollero avere niente a che fare con gli odiati lanzichenecchi. Durante la presa di Roma da parte delle truppe italiane nel 1870, le guardie svizzere rimasero a difesa personale di papa Pio IX nei suoi alloggi.

Dove e come si svolge la cerimonia di giuramento?

  

Nel Cortile di S. Damaso alla presenza delle massime personalità religiose del Vaticano, rappresentanti politici e militari della Confederazione Svizzera, parenti, amici e simpatizzanti che vi assistono. La Guardia è in uniforme di gran gala, dal comandante all'ultimo alabardiere. Il cappellano della Guardia legge per intero il testo del giuramento: «Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice Francesco e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Assumo del pari questi impegni riguardo al Sacro Collegio dei Cardinali per la durata della Sede vacante. Prometto inoltre al Capitano Comandante e agli altri miei Superiori rispetto, fedeltà e ubbidienza. Lo giuro. Che Iddio e i nostri Santi Patroni mi assistano» Poi le nuove reclute, chiamate per nome, si fanno avanti e ciascuna, con la mano sinistra sulla bandiera della Guardia e la destra alzata con le tre dita aperte, quale simbolo della Trinità, conferma e giura: «Io,. . ., giuro di osservare fedelmente, lealmente e onorevolmente tutto ciò che in questo momento mi è stato letto. Che Dio o i suoi santi mi assistano»

Quali sono i Santi patroni della Guardia svizzera?

San Martino (11 novembre), San Sebastiano (20 gennaio) e San Niklaus von Flüe, "Defensor Pacis et pater patriae" (25 settembre).

Quali sono i requisiti per entrare a far parte della Guardia svizzera?

  

-sesso maschile
-cittadinanza svizzera 
-essere di fede cattolica 
-aver svolto il servizio militare nell'Esercito svizzero e aver ottenuto un certificato di buona condotta
-avere un'età compresa tra 18 e 30 anni
-avere un'altezza non inferiore a 174 centimetri
-essere celibe (il matrimonio è ammesso solo per i caporali e gradi superiori)
-avere un certificato di capacità professionale o una maturità medio-superiore

Qual è la giornata tipo di una guardia?

Ogni giorno due terzi del personale sono impegnati a montare la guardia agli ingressi del Palazzo Apostolico, e cioè nel Cortile di S. Damaso, nel Cortile del Belvedere, nei piani delle varie Logge, nella sala Regia, davanti agli uffici della Segreteria di Stato e nell'appartamento privato del Papa; inoltre agli ingressi esterni, ossia al Cancello Petriano (ex Sant’Uffizio), all'arco delle Campane, al Portone di Bronzo e a Porta S. Anna. A prestare servizio d'onore, di controllo e ordine, la Guardia è impegnata tutte le volte che il Papa è presente, ossia nelle celebrazioni liturgiche in S. Pietro, nelle Udienze Generali, nelle visite di Capi di Stato, Capi di Governo, Ministri degli Esteri e Ambasciatori.

Qual è il motto?

  

«Acriter et fideliter» («Con coraggio e fedeltà»)

Da quanti uomini è composto il Corpo delle Guardie Svizzere?

In totale da 110 uomini così suddivisi:
Ufficiali

  • 1 Oberst (colonnello, il comandante delle guardie)
  • 1 Oberstleutnant (tenente colonnello, il vicecomandante)
  • 1 Kaplan (cappellano militare, considerato alla stregua di un tenente colonnello)
  • 1 Major (maggiore)
  • 2 Hauptmann (capitano)

Sottufficiali
  • 1 Feldweibel (sergente maggiore)
  • 5 Wachtmeister (sergente)
  • 10 Korporal (caporale)
  • 10 Vizekorporal (vice caporale) Truppa
  • 78 Hellebardier/Gardist (alabardiere/guardia)

È vero che l’uniforme è stata disegnata da Michelangelo?

  

L'uniforme ufficiale delle guardie svizzere è di colore blu, rosso e giallo scuro, con dei distinti tratti rinascimentali. La diffusa opinione che l'uniforme sia stata disegnata da Michelangelo, dovuta anche al fatto che l'artista si trovava a Roma all'arrivo del primo contingente di soldati elvetici, è una leggenda: l'attuale divisa, infatti, è stata concepita dal comandante Jules Repond agli inizi del XX secolo, ispirandosi alle divise storiche e all'opera di Raffaello. In particolare, i colori blu e giallo si ispirano a quelli contenuti nello stemma familiare di Papa Giulio II della Rovere, il fondatore del Corpo, mentre il colore rosso a quello contenuto nello stemma di Papa Clemente VII della famiglia Medici. Lo stemma di Giulio II è ripreso anche sull'elmetto, più propriamente un morione; infatti una quercia sbalzata campeggia su entrambi i lati del copricapo d'argento, ornato con piume di struzzo di diverso colore a seconda del grado del militare. Il morione viene indossato, in combinazione con il pettorale di una corazza del XVII secolo, in occasioni speciali, sfoggiato nella grande uniforme. Le guardie svizzere dispongono anche di un'uniforme da lavoro, più comoda rispetto a quella tradizionale: essa consiste di pantaloni e casacca di colore blu e un basco di colore nero.

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Storia, colori, emozioni: giurano 40 nuove Guardie svizzere
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