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domenica 17 novembre 2019
 
adozioni
 

I bambini in affido possono restare in famiglia

12/10/2015  Sta per diventare legge il "diritto alla continuità affettiva" dei minori in affido. Se verrà approvata dalla Camera, i bambini che sono in stato d'affido presso una famiglia, potranno anche essere adottati da quest'ultima, evitando un secondo distacco.

I bambini che sono in stato d’affido presso una famiglia, potranno anche essere adottati dalla stessa, qualora risultasse impossibile il ritorno alla famiglia d’origine.  Siamo ormai a un passo dall’approvazione definitiva di una legge (il voto in Parlamento è previsto per il 13 ottobre)  che segna una rivoluzione nel campo delle adozioni: per la prima volta in Italia diventa operante il “diritto  alla continuità affettiva  dei bambini e delle bambine in affido familiare”. Questo è il nome del ddl 1209 già approvato dal Senato l’11 marzo scorso, che vede come prima firmataria la senatrice Francesca Puglisi (Pd), e che permetterà anche alla famiglia affidataria di concorrere per l’adozione del minore, proprio in forza dei “legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia”, come recita l’articolo 1 della legge stessa. In pratica si equiparano ad ogni livello le condizioni  dei genitori affidatari alle coppie richiedenti un minore in adozione.  

  La legge cerca di porre rimedio al fenomeno  diffusissimo del cosiddetto affido “sine die”, cioè il prolungarsi per tempi  abnormi dello stato di affidabilità di un minore, lasciando però i genitori “a tempo” privi della possibilità di  rendere definitivo il rapporto col minore.  L’intervento della legge va nella direzione di tutelare l’interesse superiore del bambino, troppo spesso  esposto a nuovi, laceranti distacchi.

     Il dibattito sulla proposta di legge, in questi anni, è stato assai lungo e conflittuale perché toccava la delicata questione dei requisiti per l’adottabilità che, secondo la legge 184 del 1983 che norma l’adozione in Italia, escludono questa possibilità per le coppie di fatto e i single. la stesura finale  della 1209 mantiene inalterati quei requisiti, con una novità:  permette alle coppie affidatarie, ma non idonee all’adozione, soltanto  di mantenere un legame coi i minori, anche nel caso questi vengano adottati da altri. 

    Questo il commento della senatrice Puglisi sulla legge: “Ci sembra un passo importantissimo. Nella vita, purtroppo, ci sono dolori che non si possono evitare, ma se è la rigidità della legge a causarne nuovi, allora la legge va cambiata. Purtroppo, accade non di rado che bambini e bambine vedano protrarsi  il periodo di affidamento. Sono oltre il 60% dei casi di affido. Costringerli a vivere una nuova esperienza di distacco e di abbandono, qualora diventino adottabili, non giova certo alla loro crescita. Eppure i tribunali continuano a decidere in modo difforme e non sempre nel superiore interesse del minore. E’ necessario dunque superare questi  inutili e dannosi ostacoli. Quando il rapporto di affido familiare si protrae e il minore viene dichiarato adottabile, con la legge 1209 viene offerta la possibilità alla famiglia o alla persona affidataria che ne faccia richiesta, se corrisponde al superiore interesse del minore, la possibilità di essere considerata in via preferenziale ai fini dell’adozione stessa. Resta fermo l’obiettivo di far tornare il minore nella famiglia di origine, ma intanto la legge interviene per assicurare al bambino una continuità di affetti e di legami”.    

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