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giovedì 21 novembre 2019
 
 

Ici, Imu, Iuc la storia infinita delle tasse sulla casa

01/12/2013  La storia della tassa sulla casa risale 1992, data di introduzione dell'Ici. In mezzo una lunga guerra di campagne elettorali e il solito problema: la coperta corta e le casse vuote dei Comuni.

Il pastrocchio sull’Imu Tares Tasi Iuc e chissà che altro prima del 16 gennaio ha radici nel lontano 2005, quando ancora la tassa sulla proprietà della casa si chiamava Ici ed esisteva dal 1992. Antipatica ai contribuenti come tutte le tasse, utile allo Stato e soprattutto ai Comuni che di lì traevano linfa per molti servizi di loro competenza, l’Ici è diventata terreno di scontro elettorale: Berlusconi prometteva di toglierla dal 2005.

Abolita dal governo Prodi per i redditi bassi, divenne nel 2007 il cavallo di battaglia della campagna elettorale di Silvio Berlusconi che ne prometteva l’abolizione totale. L’abolizione avvenne, nel 2008, ma il Paese di Bengodi non c’era e l’abolizione pesò soprattutto sulle casse dei Comuni e sui relativi servizi. La tassa sulla casa tornò nel 2012, col nome di Imu – l’emergenza economica era tale che la si digerì in qualche modo - si era in pieno governo Monti, nel 2012 (ma già il ministero dell’economia e della Finanze guidato da Giulio Tremonti aveva predisposto per il 2014 la comparsa dell'imposta municipale sulla seconda casa). L'Imu di Monti anticipò di due anni la tassa e la estese anche alla prima abitazione. Il governo aveva necessità di fare cassa per dare una sostanziosa mano ai conti pubblici e presentarsi in Europa maggiore credibilità e attuare gli impegni presi con la Bce nell’estate 2011 dal governo Berlusconi.

Alla caduta del governo Monti l’abolizione dell’Imu sulla prima casa ridivenne cavallo di battaglia elettorale del centrodestra berlusconiano e, dopo, la sua arma di ricatto sul  governo delle larghe intese. Quante volte abbiamo sentito dire in questi mesi: o si toglie l’Imu o salta tutto?

Sono serviti tre decreti in pochi mesi per abolire la prima rata nel 2013 e ora la seconda, ma la coperta è sempre corta e i Comuni in bolletta, temendo “un caso Ici 2 la vendetta”, sono corsi ai ripari, aumentando quest’anno e lo scorso anno l’aliquota oltre lo 0,4 %. Risultato attuale? La copertura finanziaria c’è solo per l’aliquota fino allo 0,4%, nei Comuni dove è più alta lo Stato ci mette il 60% dell’eccedenza, il 40% - dicono i comuni senza soldi – lo metteranno i cittadini, compresi i più poveri che dall’Imu erano esentati. Su questa parte ancora si discute, il numero dei Comuni in cui si pagherà sarà noto esattamente solo dal 5 gennaio. Si dovrà pagare entro il 16 gennaio, quando arriverà anche la nuova tassa prevista sul 2014 che al momento si chiama Iuc.

Perché sarà pur vero che pagare non piace a nessuno, ma i conti pubblici sono in rosso e i servizi comunali – dallo scuolabus alla mensa, passando per il sale in caso di neve – costano. E la coperta si tira…  

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