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sabato 25 gennaio 2020
 
Il paese della Mala del Brenta
 

Il Comune della legalità

27/12/2014  Campolongo Maggiore era noto perché vi era nato e cresciuto Felice Maniero. Oggi è diventato simbolo dell’antimafia e dell’impegno di volontari e associazioni. L’ultima iniziativa? Il Museo della legalità, primo e unico in Italia.

Il Comune della legalità. Questo è il titolo con cui vogliono che Campolongo Maggiore, il loro paese in provincia di Venezia, sia conosciuto e riconosciuto. Perché da anni, ormai, le loro azioni, iniziative e progetti si muovono in questa unica direzione.

Loro sono le associazioni locali e con orgoglio presentano l'ultima perla della collana con cui ornano il territorio: il Museo della legalità
, che è stato inaugurato nei giorni scorsi, durante un incontro tra gli studenti degli istituti scolastici del comprensorio e Grazia Campanato, presidente della Corte d'Appello di Brescia, Roberto Tommasi, presidente di Libera Veneto, ed Enzo Guidotto, presidente dell'Osservatorio Veneto sull'Antimafia. «Perché anche un'occasione di festa com'è un’inaugurazione diventi un'opportunità di riflessione e crescita per il bene della collettività», commentano i promotori, fieri del loro Museo, primo in Italia e unico al mondo.

«
Per decenni il nome di Campolongo è stato collegato a quello di Felice Maniero e alla cosiddetta “mala del Brenta”. La nostra sfortuna è legata al fatto che questo personaggio sia nato qui. Ma oggi, a distanza di quasi trent'anni, grazie all'operosità del Comune, delle associazioni e di tanta gente di buona volontà, possiamo vantare un territorio che sprizza legalità in tutti i suoi aspetti».

Ne avrebbe da raccontare Bruno Miotto, oggi presidente dell'Auser locale e, all'epoca della banda Maniero, assessore comunale al sociale. Ma volutamente glissa. Oggi il bicchiere è pieno e bisogna brindare. «Negli anni Novanta», aggiunge soltanto, «in paese si erano innescate molteplici problematiche per dissimulare ciò che stava avvenendo; la cittadinanza si è chiusa, abbiamo peccato di omertà. Ma poi la gente è stata la prima a mostrare interesse per il cambiamento e a sentire la necessità di riscattarsi. Ora siamo il Comune della provincia di Venezia con il più alto numero di associazioni in rapporto agli abitanti, una cinquantina di tutti i tipi: di volontariato, culturali, sportive. Perché i problemi della persone non hanno colori, sono semplicemente problemi. Così la legalità: non ha colori e va sempre tenuta alta».

Le associazioni propongono attività nelle scuole, occupano i giovani nel tempo libero; i dati relativi ai casi di delinquenza minorile nel territorio mostrano numeri inferiori alla media. «Organizziamo eventi con testimoni importanti e le esperienze raccontate rimangono impresse nella memoria dei ragazzi», sottolinea Oriana Boldrin Piccolo, presidente dell'associazione culturale “Mondo di carta” e tra i principali responsabili di tutte le iniziative relative all'educazione alla legalità. «L'incontro con Maria Falcone ha richiamato mille e cinquecento studenti, altrettanti quello con i parenti del giudice Borsellino. A Campolongo, una decina di anni fa, è venuta Carla Del Ponte, che mai prima aveva affrontato un dibattito pubblico in un piccolo paese. E ci ha regalato il floppy disk con le indagini medicolegali relative all’eccidio di Srebrenica, oggi custodito nello “Scaffale della legalità”».   

In questa e nella foto di copertina, alcune delle realizzazioni dei ragazzi di Campolongo Maggiore esposte al  Museo della legalità.
In questa e nella foto di copertina, alcune delle realizzazioni dei ragazzi di Campolongo Maggiore esposte al Museo della legalità.

Il Premio nazionale Cristina Pavesi

Perché il Museo è solo l’ultima delle opere realizzate: ogni anno il paese organizza la Festa della legalità con il concerto dell'orchestra giovanile locale, i campi di volontariato tematici per giovani, il premio nazionale Cristina Pavesi; ha creato una biblioteca specifica (lo Scaffale della legalità).

«Tutto grazie a una disponibilità massima da parte dell'amministrazione comunale che, da una quindicina d'anni a questa parte, ci ha sempre facilitato. Il nostro Comune investe e punta molto sul sociale», prosegue Boldrin. «Ma anche i privati. La cultura della legalità a Campolongo costa pochissimo, se non zero: c'è chi paga la pubblicità, chi regala i premi, chi offre il rinfresco per i momenti conviviali; è una catena che si è messa in moto per scardinare i vecchi brutti ricordi. Persino il Governatore del Veneto Luca Zaia ci ha definiti la perla della legalità della Riviera del Brenta».

E il Presidente Giorgio Napolitano, che ha insignito del patronato della Presidenza della Repubblica a vita il marchio “Campolongo Maggiore rifiuta la mafia” («solo a noi in Italia», precisano i nostri interlocutori), non manca mai di far sentire la propria vicinanza. Anche per il Museo della legalità ha scritto una lunga lettera di riconoscenza e congratulazioni.

Ma come è nata l'idea del Museo? «Da anni organizziamo il premio letterario nazionale per le scuole dedicato a Cristina Pavesi, una studentessa dell'università di Padova rimasta uccisa a causa della banda Maniero durante un assalto al treno in cui viaggiava, di ritorno dalla facoltà. Il premio mette a disposizione due borse di studio per vincitori nella categoria elaborati scritti e, dallo scorso anno, si è allargato alla sfera artistica, istituendo due nuove borse di studio, regalateci dalla Nazionale Cantanti e dal Comune di Piove di Sacco (il prossimo bando scade il 15 aprile 2015, nda). Con la giuria si è pensato di esporre nel Museo tutte le opere, più di sessanta, di pittura, scultura, litografia e incisione, realizzate dai ragazzi in occasione del concorso.

L'esposizione nel tempo sarà ampliata dalle nuove opere delle future edizioni del premio. Il nostro proposito è avere un museo di arte contemporanea, fatto da ragazzi, legato al tema della legalità. Diamo spazio alla loro creatività, che sarà visitabile a vita: hanno lavorato per un bene comune che rimarrà di tutti e per tutti».

Il Museo della legalità si trova nella sala civica di Bojon ed è a ingresso libero.

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