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mercoledì 18 settembre 2019
 
Memoria
 

Il Giorno della Memoria del "disertore" Franz Thaler

25/01/2019 

Nel Giorno della memoria è giusto ricordare tutte le vittime della furia nazista, ma purtroppo non si tratta solo di ebrei perseguitati, ma anche di altre persone che non accettavano di assoggettarsi al nazismo. Io posseggo un libro, intitolato Dimenticare mai, di Franz Thaler, contadino di Sarentino, vicino a Bolzano, non ebreo, ma considerato disertore dell’esercito tedesco, sopravvissuto al lager, che racconta la “vita” a Dachau. Leggendolo si rimane colpiti dalla bontà e dalla dolcezza di quest’uomo che non accusa nessuno, ma prende solo atto della cattiveria umana. Era molto devoto a Dio e alla Madonna, che ringrazia di non averlo mai abbandonato.

Il signor Thaler si è spento pochi anni fa nella casa di riposo, ma prima ha partecipato a diversi incontri per rendere la sua testimonianza. Sono stati tanti i martiri della furia nazista, bastava anche non giurare fedeltà al grande Reich che si veniva mandati nei lager. Mi pareva giusto far conoscere, fra i tanti perseguitati, anche la storia di Franz Thaler.

LUCIA ANDREATTI - Bolzano

Grazie per averci ricordato questa figura, che va unita alle tante vittime del nazismo. Penso che il suo diario meriti di essere letto. Così viene presentato dall’editore Raetia: «Perdonare sì, dimenticare mai. Ispirato da questa massima Franz Thaler, classe 1925, racconta gli anni più bui della sua vita. Nel 1939, durante le Opzioni in Alto Adige, il padre di Thaler decide di rimanere in Italia invece di emigrare nel Terzo Reich. Da un giorno all’altro il giovane Franz si trova in balia dei maltrattamenti dei nazisti altoatesini e dei loro simpatizzanti. Pur essendo un “Dableiber” – un restante – e quindi un cittadino italiano, nel 1944 gli viene recapitato l’ordine di arruolamento nell’esercito di Hitler, spingendolo a fuggire sulle montagne. Solo quando il pericolo di rappresaglie contro la sua famiglia si fa concreto Thaler si costituisce. È l’inizio di una travagliata odissea che lo porterà, passando per varie carceri, fino al campo di concentramento di Dachau e, temporaneamente, nel lager satellite di Hersbruck. Tornerà a casa nell’agosto del 1945; un ventenne dal fisico martoriato e dall’animo affranto». Lo scrittore cileno Luis Sepulveda ha reso questa testimonianza a Franz Thaler: “Conosciamo la violenza della dittatura, condividiamo il medesimo sogno di pace e di fratellanza”».

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