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giovedì 25 febbraio 2021
 
 

Il Papa: stop all'ergastolo e pene più dure per i reati sui minori

11/07/2013  Motu proprio di Francesco che vara una riforma del sistema penale in Vaticano, fermo al Codice Zanardelli del 1929, proseguendo nella linea della tolleranza zero voluta da Benedetto XVI per i crimini commessi contro i bambini. Giro di vite anche su corruzione e riciclaggio

Abolizione dell’ergastolo, stretta su corruzione, riciclaggio e terrorismo, inasprimento delle pene riguardanti i delitti contro i minori nel solco della “tolleranza zero” voluta dal predecessore.

Sono i punti principali della riforma del sistema penale per lo Stato di Città del Vaticano varata da papa Francesco con un Motu proprio pubblicato giovedì e che prosegue la riforma iniziata da Benedetto XVI a fine 2010 per dotare la Santa Sede di strumenti al passo con i tempi per prevenire e contrastare la criminalità recependo diverse Convenzioni internazionali. Le nuove norme entreranno in vigore il 1° settembre prossimo.

«Ai nostri tempi», scrive Francesco, «il bene comune è sempre più minacciato dalla criminalità transnazionale e organizzata, dall'uso improprio del mercato e dell'economia, nonché dal terrorismo».Per questo, prosegue il Papa, «è necessario che la comunità internazionale adotti idonei strumenti giuridici i quali permettano di prevenire e contrastare la criminalità, favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale».

La legislazione vigente fino ad oggi ra le Mura leonine era sostanzialmente ferma al Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all'indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Città del Vaticano. Per questo, ad esempio, Paolo Gabriele, il maggiordomo infedele di papa Ratzinger, fu giudicato solo per il reato di furto, l'unico applicabile al suo caso nelle norme in vigore che non prevedevano l'attentato alla sicurezza dello Stato.

Ecco i punti principali della riforma.

Via l'ergastolo - Papa Francesco anzitutto ha deciso di abolire la pena dell'ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni.

Pene più dure per i reati contro i minori - C’è stata, inoltre, una ridefinizione dei delitti contro i minori tra i quali sono da segnalare: la vendita, la prostituzione, l'arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori. L’inasprimento delle pene per questo tipo di reati si pone nel solco della stretta voluta e attuata da Benedetto XVI dal momento che sono sottoposti alle nuove norme non solo tutti gli officiali e dipendenti della Curia Romana ma anche i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonché i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano.

Corruzione - Ampio giro di vite anche contro la corruzione. Nelle nuove leggi penali «il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione» si legge nella nota.
La Convenzione prevede sanzioni molto severe a tutela della correttezza dei comportamenti pubblici. Per questo, «sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell'Autorità giudiziaria con l'aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall'introduzione della misura del blocco preventivo dei beni». Inoltre, «in linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale» è stato introdotto «un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie».
È stata varata infine anche una nuova legge in materia di sanzioni amministrative che, precisa il comunicato della Santa Sede, «ha carattere di normativa generale, al servizio di discipline particolari che, nelle diverse materie, prevedranno sanzioni finalizzate a favorire l'efficacia ed il rispetto di norme poste a tutela di interessi pubblici».  

Delitti contro l'umanità - Nella riforma, poi, sono state introdotte anche figure criminose relative ai delitti contro l'umanità, cui è stato dedicato un titolo a parte: sono previste, tra l'altro, la specifica punizione di delitti come il genocidio e l'apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998. Infine,  in conformità con quanto stabilito dal diritto internazionale, è stato esplicitamente previsto il delitto di tortura.

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