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domenica 05 aprile 2020
 
 

Anno della fede, il Papa a Loreto

04/10/2012  Benedetto XVI ricorda il 50° del viaggio di Giovanni XXIII prima dell'avvio del Vaticano II e affida a Maria le celebrazioni per l'Anno della fede.

Il manifesto che annuncia il viaggio di papa Benedetto XVI. La foto di copertina è tratta dal sito www.ancoraonline.it.
Il manifesto che annuncia il viaggio di papa Benedetto XVI. La foto di copertina è tratta dal sito www.ancoraonline.it.

È iniziata con l’adorazione del Santissimo Sacramento e la preghiera alla Vergine di Loreto la visita pastorale che Benedetto XVI sta compiendo nella Santa Casa in coincidenza con il cinquantesimo anniversario del viaggio che Giovanni XXIII effettuò nel 1962 per affidare alla Madonna il Concilio Vaticano II che stava per essere inaugurato.

«Anch’io sono venuto qui pellegrino per affidare alla Madre di Dio due importanti iniziative ecclesiali: l’Anno della fede, che avrà inizio tra una settimana, e l’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, da me convocata nel mese di ottobre sul tema La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana», ha spiegato il Pontefice nell’omelia della Messa celebrata nella piazza antistante il santuario marchigiano.

Sottolineando che la Santa Casa di Loreto «custodisce la memoria del momento in cui l’angelo del Signore venne da Maria con il grande annuncio dell’Incarnazione», papa Ratzinger ha affermato che «nella crisi attuale – che interessa non solo l’economia, ma vari settori della società – l’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l’uomo sia importante per Dio e Dio per l’uomo. Senza Dio l’uomo finisce per far prevalere il proprio egoismo sulla solidarietà e sull’amore, le cose materiali sui valori, l’avere sull’essere».

Di qui un pressante appello: «Bisogna ritornare a Dio perché l’uomo ritorni a essere uomo. Con Dio, anche nei momenti difficili, di crisi, non viene meno l’orizzonte della speranza: l’Incarnazione ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna».

Nel contempo, la considerazione che «dove abita Dio, dobbiamo riconoscere che tutti siamo “a casa”; dove abita Cristo, i suoi fratelli e le sue sorelle non sono più stranieri». Dio libera la libertà dell’uomo «dalla chiusura in se stessa, dalla sete di potere, di possesso, di dominio, e la rende capace di aprirsi alla dimensione che la realizza in senso pieno: quella del dono di sé, dell’amore, che si fa servizio e condivisione».

Al termine della celebrazione Benedetto XVI si recherà nuovamente a Montorso, per il pranzo nel Centro «Giovanni Paolo II» in compagnia dei cardinali e vescovi presenti. Prima di riprendere l’elicottero, che per le 18 lo ricondurrà in Vaticano, il Papa saluterà gli organizzatori dell’evento, coordinato da monsignor Giovanni Tonucci, arcivescovo-prelato di Loreto.

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