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martedì 02 giugno 2020
 
Al corpo diplomatico
 

Il Papa: «La cultura dello scarto genera violenza e morte»

12/01/2015  Nell'incontro con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, Bergoglio ha affrontato tutti i temi dell'attualità internazionale, a partire dai tragici fatti di Parigi, i quali, ha detto, nascono da «una cultura che rigetta l’altro, recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte»

Il Papa fa il punto sulla situazione del pianeta davanti agli ambasciatori accreditati in Vaticano e spiega che le cose non vanno bene per i popoli e la loro convivenza, a causa delle diffusione della cultura dello scarto. Bergoglio ha applicato il concetto ad ogni situazione, a partire dal fondamentalismo, che nasce ha detto in pratica, perché si scarta Dio.
La stessa analisi vale per gli avvenimenti di Parigi. La “tragica strage avvenuta a Parigi alcuni giorni fa”, ha detto il Papa al Corpo diplomatico, nasce da “una cultura che rigetta l’altro, recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte”.
E’ la cultura dello scarto che genera le guerre: “C’è un’indole del rifiuto che ci accomuna, che induce a non guardare al prossimo come ad un fratello da accogliere, ma a lasciarlo fuori dal nostro personale orizzonte di vita, a trasformarlo piuttosto in un concorrente, in un suddito da dominare. Si tratta di una mentalità che genera quella cultura dello scarto che non risparmia niente e nessuno: dalle creature, agli esseri umani e perfino a Dio stesso. Da essa nasce un’umanità ferita e continuamente lacerata da tensioni e conflitti di ogni sorta”.

Bergoglio ha affrontato tutti i temi dell’agenda mondiale,dai bambini trucidati in Pakistan all’epidemia di ebola, e ha nominato i principali conflitti dall’Africa, al Medio Oriente all’Ucraina. Ma ha parlato anche della famiglia, applicando anche qui il concetto dello scarto: “La famiglia stessa è poi non di rado fatta oggetto di scarto, a causa di una sempre più diffusa cultura individualista ed egoista che rescinde i legami e tende a favorire il drammatico fenomeno della denatalità, nonché di legislazioni che privilegiano diverse forme di convivenza piuttosto che sostenere adeguatamente la famiglia per il bene di tutta la società”. Parole severe le ha dette sulla violenza contro le donne, denunciando lo stupro come arma di guerra: “Non bisogna dimenticare che le guerre portano con sé un altro orrendo crimine che è lo stupro”, “una gravissima offesa alla dignità della donna, che non solo viene violata nell’intimità del suo corpo, ma pure nella sua anima, con un trauma che difficilmente potrà essere cancellato e le cui conseguenze sono anche di carattere sociale”.

Ma la violenza sulle donne è un dramma diffuso: “Purtroppo anche laddove non c’è guerra troppe donne ancor oggi soffrono violenza nei loro confronti”. Bergoglio si è rivolto con particolare preoccupazione all’Italia nella settimana in cui sono previste le dimissioni del presidente della Repubblica: “Alla cara Nazione italiana desidero rivolgere un pensiero carico di speranza perché nel perdurante clima di incertezza sociale, politica ed economica il popolo italiano non ceda al disimpegno e alla tentazione dello scontro”. L’Italia deve invece riscoprire “quei valori di attenzione reciproca e solidarietà che sono alla base della sua cultura e della convivenza civile, e sono sorgenti di fiducia tanto nel prossimo quanto nel futuro, specie per i giovani”.

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Il Papa incontra il Corpo Diplomatico della Santa Sede
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