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sabato 26 settembre 2020
 
 

Obama: «Colpito dalla compassione verso i poveri del Papa»

27/03/2014  Nel colloquio tra il Presidente americano e il Pontefice, durato circa 50 minuti, si è parlato di vari temi: dai diritti alla libertà religiosa, alla vita e all'obiezione di coscienza fino alla riforma migratoria. Entrambi hanno ribadito l'impegno comune contro la tratta. Alla fine Obama invita a Washington Bergoglio che risponde: «Perchè no?»

Era la seconda volta di Barack Obama in Vaticano dopo l’incontro con Benedetto XVI nel 2009. Grandi sorrisi, una vigorosa stretta di mano poi l’incontro a porte chiuse, durato circa 50 minuti, con papa Francesco. «È meraviglioso incontrarla, grazie per avermi ricevuto», ha detto il presidente Usa che ha aggiunto: «Sono un suo grande ammiratore».

Oggetto del colloquio, ha fatto sapere con una nota la Sala Stampa Vaticana, «uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti all'attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte».  Nel contesto delle relazioni bilaterali e della «collaborazione tra la Chiesa e lo Stato», prosegue il comunicato, «ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come l'esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all'obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria». Infine, conclude la nota, «è stato espresso il comune impegno nello sradicamento della tratta degli essere umani nel mondo».

Dopo l’incontro privato, come vuole il protocollo, Barack Obama ha presentato al Papa i membri della sua delegazione. Quindi, la tradizionale cerimonia dello scambio dei doni: il presidente Usa ha donato una scatola contenente dei semi di frutta e verdura provenienti dall'orto della Casa Bianca per i Giardini Vaticani. Questo dono, si legge in una nota della Casa Bianca, «onora l’impegno» di papa Francesco «nel seminare i semi della pace globale per le prossime generazioni». Dal canto suo, Francesco ha donato ad Obama una copia della Evangelii Gaudium e una medaglia, opera dell’artista Guido Veroi, raffigurante l’Angelo della Pace. Obama ha confidato che leggerà l’Esortazione apostolica per avere forza nei momenti di sconforto e, congedandosi, ha chiesto di pregare per lui e la sua famiglia. Poi lo ha invitato a Washington e il Papa ha risposto: «Perché no?».

Il presidente degli Stati Uniti era giunto in Vaticano intorno alle 10.15, accompagnato da un lungo corteo di autovetture che ha calamitato l’attenzione dei turisti e paralizzato il traffico intorno a San Pietro. Ad accogliere il capo della Casa Bianca - al Cortile di San Damaso, dove sventolava una bandiera a stelle e strisce - è stato mons. Georg Gaenswein, prefetto della Casa pontificia. Nel seguito di Obama anche il capo della diplomazia Usa, John Kerry, che nel gennaio scorso aveva incontrato il cardinale Pietro Parolin. Proprio con il segretario di Stato vaticano, Obama ha avuto un colloquio prima di lasciare il Palazzo Apostolico alla volta del Quirinale per l’incontro con il Capo dello Stato.    

«Mi ha colpito la sua compassione per i poveri. Il Papa getta una luce sul problema dell'emarginazione sociale, in particolare dei giovani, e ricorda a tutti noi politici quali sono i nostri doveri per agire contro le discriminazioni». Così il presidente Obama ha commentato l’incontro con il Pontefice durante il quale l’ha invitato a visitare gli Stati Uniti: «La gente impazzirebbe per vederlo».

Quanto ai contenuti del colloquio Obama ha detto di aver parlato delle «sue preoccupazioni per i poveri e gli emarginati, coloro che non hanno opportunità. Noi politici abbiamo il dovere di trovare le politiche per affrontare questi problemi». E ha aggiunto: «Sua Santità ha la capacità di aprire gli occhi alla gente e vedano questo problema, perché il pericolo è l'indifferenza e il cinismo quando si tratta di aiutare chi è meno fortunato».
Infine, la politica estera. «Abbiamo parlato molto tempo», ha spiegato il presidente Usa, «delle sfide, dei conflitti e di come sia difficile mantenere la pace nel mondo. Ci siamo concentrati sul Mo, verso cui il papa ha profondo interesse ma anche sulla Siria, il Libano e la persecuzione dei cristiani».

Multimedia
Le immagini dell'incontro tra papa Francesco e Barack Obama
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