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mercoledì 22 maggio 2019
 
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Libertà di culto, no alla violenza: storica dichiarazione congiunta

04/02/2019  Chiesa e islam: la svolta epocale per un mondo pacifico e tollerante in un documento firmato ad Abu Dhabi tra papa Francesco e il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Tra i punti salienti: la libertà di credo (diritto di ogni persona), il secco rifiuto del terrorismo (non si uccide nel nome di Dio), la rinuncia a usare il termine discriminatorio “minoranze”, la modifica delle leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti

Pubblichiamo i passaggi più importanti della dichiarazione sottoscritta da papa Francesco e dall’imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, al Founder's Memorial, monumento nazionale che ad Abu Dhabi commemora la vita, l'eredità e i valori del defunto Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, fondatore e primo presidente degli Emirati Arabi Uniti.

Qui si è svolto l'Incontro interreligioso sulla “Fratellanza umana”, promosso dal Consiglio Musulmano degli Anziani, con circa 700 leader di varie fedi - per i cattolici c’erano, tra gli altri, il patriarca copto Ibrahim Isaac Sidrak, il patriarca maronita cardinale Bechara Rai, il presidente della Comunità di Sant'Egidio Marco Impagliazzo -, in quello che per gli Emirati è l'«Anno della Tolleranza».

«No al proselitismo religioso, la libertà di credo è un diritto di ogni persona»

«La libertà è un diritto di ogni persona: ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura, come pure di imporre uno stile di civiltà che gli altri non accettano».

«Chi attacca i luoghi di culto non rispetta la propria religione e viola il diritto internazionale»

  

«La protezione dei luoghi di culto – templi, chiese e moschee – è un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani, dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto o di minacciarli attraverso attentati o esplosioni o demolizioni è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione del diritto internazionale»

«Il terrorismo non è colpa delle religioni ma delle politiche di fame, povertà e ingiustizia degli Stati»

«Il terrorismo esecrabile che minaccia la sicurezza delle persone, sia in Oriente che in Occidente, sia a Nord che a Sud, spargendo panico, terrore e pessimismo non è dovuto alla religione – anche se i terroristi la strumentalizzano – ma è dovuto alle accumulate interpretazioni errate dei testi religiosi, alle politiche di fame, di povertà, di ingiustizia, di oppressione, di arroganza; per questo è necessario interrompere il sostegno ai movimenti terroristici attraverso il rifornimento di denaro, di armi, di piani o giustificazioni e anche la copertura mediatica,

Rinunciare all’uso discriminatorio del termine “minoranze”

  

Per questo è necessario impegnarsi per stabilire nelle nostre società il concetto della piena cittadinanza e rinunciare all’uso discriminatorio del termine minoranze, che porta con sé i semi del sentirsi isolati e dell’inferiorità. L’Occidente potrebbe trovare nella civiltà dell’Oriente rimedi per alcune sue malattie spirituali e religiose causate dal dominio del materialismo. E l’Oriente potrebbe trovare nella civiltà dell’Occidente tanti elementi che possono aiutarlo a salvarsi dalla debolezza, dalla divisione, dal conflitto e dal declino scientifico, tecnico e culturale.

Modificare le leggi che impediscono il diritto della donna all’istruzione, al lavoro e a esercitare i diritti politici

«È un’indispensabile necessità riconoscere il diritto della donna all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici. Inoltre, si deve lavorare per liberarla dalle pressioni storiche e sociali contrarie ai principi della propria fede e della propria dignità. È necessario anche proteggerla dallo sfruttamento sessuale e dal trattarla come merce o mezzo di piacere o di guadagno economico. Per questo si devono interrompere tutte le pratiche disumane e i costumi volgari che umiliano la dignità della donna e lavorare per modificare le leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti.

Occorre condannare qualsiasi pratica che violi la dignità dei bambini o i loro diritti. È altresì importante vigilare contro i pericoli a cui essi sono esposti – specialmente nell’ambiente digitale – e considerare come crimine il traffico della loro innocenza e qualsiasi violazione della loro infanzia»

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