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domenica 24 marzo 2019
 
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Il ritorno di Montalbano

11/02/2019  La fortunata serie tratta dai romanzi di Andrea Camilleri compie venti anni. Si ricomincia con "L'altro capo del filo", in onda su Rai 1 in prima serata: una giovane e bellissima ragazza, amica di Livia, viene ritrovata cadavere nella sua sartoria. Si parla anche di migranti e di accoglienza. E su Famiglia cristiana di questa settimana l'intervista a Luca Zingaretti

Dal 1999, anno di messa in onda del primo episodio “Il ladro di merendine”, il personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti, è diventato amico imprescindibile del pubblico di Rai 1, conquistando ad ogni film nuovi spettatori e consensi unanimi. Per festeggiare il ventennale della serie evento più attesa del piccolo schermo “Il Commissario Montalbano” torna sulla rete ammiraglia con due nuovi appuntamenti, tratti dagli omonimi romanzi e racconti di Camilleri editi da Sellerio, sempre per la regia di Alberto Sironi. Si comincia lunedì 11 febbraio con “L’altro capo del filo”. Mentre sulle coste della Sicilia continuano incessanti gli sbarchi di migranti e l’emergenza umanitaria non risparmia il Commissariato di Vigàta, Salvo e i suoi uomini si ritrovano anche alle prese con un efferato caso di cronaca: una giovane e bellissima ragazza, amica di Livia, viene ritrovata cadavere nella sua sartoria. I colpi rinvenuti sul corpo della donna denotano una particolare ferocia, disegnando un assassinio dai contorni indecifrabili. Lunedì 18 febbraio sarà la volta di “Un diario del ‘43”, un episodio che riporta nel presente di Montalbano tre storie del passato. A Vigàta viene ritrovato un vecchio quaderno di appunti appartenuto ad un ragazzo allora quindicenne affascinato dall’ideologia fascista. In quelle pagine il giovane confessa di aver compiuto una strage nel settembre del ‘43. Mentre al commissariato si tenta di ricostruire e fare luce sulla vicenda descritta nel diario recuperato, si presenta un arzillo novantenne che chiede a Salvo di far cancellare il suo nome finito erroneamente in una lapide di caduti in guerra. Il giorno dopo un ricco imprenditore della città, alche lui novantenne, viene ritrovato cadavere. 
I due nuovi episodi, trasmessi da Rai in esclusiva e in prima visione, fanno salire a 34 film complessivi la tv movie collection tra le più acclamate da pubblico e critica. Il successo delle storie del commissario di Vigàta, oltre alle prime visioni sempre vincitrici della serata, ha raggiunto, nelle ultime serie, punte di ascolto di ben oltre i 12 milioni di spettatori e il 44% di share, e si è consolidato negli anni anche grazie alle oltre 150 repliche in prima serata che hanno continuato ad ottenere ascolti record anche al sesto o settimo passaggio televisivo. Il successo del Commissario Montalbano non si ferma qui, infatti è stata la prima serie italiana venduta all’estero, trasmessa negli anni in oltre 65 Paesi tra Europa e resto del mondo, anche in Paesi molto diversi per audience come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Montalbano, inoltre, è andato in onda in tutti i continenti, dall’Asia al Sudamerica passando anche per l’Iran, facendo conoscere a tutto il mondo una vera e propria eccellenza audiovisiva italiana. 
“Il commissario Montalbano”, una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nora Barbieri con Max Gusberti, per la regia di Alberto Sironi. Accanto a Luca Zingaretti come sempre Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (Catarella) e con la partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia.

Dice il regista Alberto Sironi: «Il commissariato di Vigata è allo stremo delle forze: si occupa di uno dei problemi   più difficili al quale è chiamato il nostro Paese, e in particolare la Sicilia. Gli arrivi dei migranti.
I turni di lavoro sono incessanti e Montalbano e i suoi uomini si prodigano davanti a un compito nuovo e particolare.Raccontare in un film quello che il pubblico ha già visto nei telegiornali di questi ultimi anni è stato il primo problema del regista. Ci siamo documentati, abbiamo visto la verità  (abbiamo  aspettato  anche  noi gli arrivi notturni assieme alla Polizia, agli agenti di Frontex, alla Guardia Costiera, alla Protezione Civile, alle organizzazioni umanitarie) e  poi  abbiamo  ricostruito nel  film le storie di chi arriva in cerca di salvezza e il lavoro di quelli che sono demandati a riceverli.
Per  gli  uomini  di  Montalbano gli  episodi  si susseguono: uomini persi in mare,ragazze violentate durante la traversata, addirittura un grande   musicista  che si nasconde tra i migranti. Ma in una strana notte si palesa un terribile omicidio. Un assassinio feroce e indecifrabile. È stata uccisa una giovane sarta, una signora che il commissario conosce perché gli sta preparando un abito nuovo, un’amica di Livia, bellissima e misteriosa.
 E qui appare una delle raffinatezze di questo romanzo: Camilleri ha presentato nella prima   parte   della   storia   due   personaggi  che   diventeranno   fondamentali nell’inchiesta sull’assassinio: un medico arabo che    vive    a   Vigata e una giovane assistente maghrebina della sarta. Inavvertitamente, in    mezzo alla congerie dei poveri migranti che arrivano in Sicilia il pubblico ritrova la cultura del medico e la delicatezza della ragazza araba. L’inchiesta sulla vita della giovane uccisa porterà alla fine (l’altro capo del filo) fino  ad arrivare nel profondo Nord dell’Italia.    Per    la prima    volta Montalbano dovrà andare a cercare in un piccolo paese del Friuli‐Venezia Giulia la soluzione di questo nuovissimo giallo.

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