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domenica 27 maggio 2018
 
Il teologo risponde
 

Il ruolo della Chiesa nelle cosiddette unioni “irregolari”

14/05/2018 

MATTEO - Perché i divorziati, chi è sposato civilmente e i risposati non possono fare la Comunione, se lo sentissero, senza dover avere l’approvazione del sacerdote e seguire un percorso di riconciliazione?

I divorziati, se non si risposano, possono accostarsi al banchetto eucaristico, mentre non possono farlo gli sposati solo civilmente perché per due battezzati l’unico matrimonio valido è quello sacramentale. Lo stesso vale per i divorziati risposati perché il secondo matrimonio non è un matrimonio, ma un’unione contraria all’insegnamento di Gesù che ha detto di non separare ciò che Dio ha unito. Egli non è venuto per i giusti ma per i peccatori, ma non per chi ha rifiutato e continua a rifiutare il suo insegnamento su questa legge fondamentale nella vita dell’uomo e della donna; quindi non possono chiedere che Gesù venga nel loro cuore se non hanno chiarito attraverso la Chiesa questa scelta che li ha messi in contrasto con il Signore. La sua presenza in questi fedeli non sarebbe un incontro, ma una forzatura che crea disagio.

Catechismo della Chiesa cattolica. Edizione speciale con nuovi commenti

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