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martedì 18 febbraio 2020
 
 

C'è un turismo che galoppa

03/07/2012  Cavalcare a contatto con la natura è un modo eccellente per rilassarsi, tonificare i muscoli e scoprire panorami insoliti.

L'uso del casco da equitazione (cap) è obbligatorio nei centri ippici italiani.
L'uso del casco da equitazione (cap) è obbligatorio nei centri ippici italiani.

Andare a cavallo non è più, da tempo, una faccenda per pochi. Grazie al moltiplicarsi di centri di addestramento e maneggi, si può sia cimentarsi con la classica pratica dell’equitazione sportiva, sia provare esperienze alternative, come il turismo equestre o ippotrekking, più a contatto con la natura. In tutti i casi, con indubbi vantaggi per il benessere personale.

Salute a tutto tondo 

• «L’impegno richiesto e il rapporto che si instaura con il cavallo», sottolinea il medico dello sport Stefano Respizzi dell’Istituto clinico Humanitas di Milano, «aiutano innanzitutto ad allentare lo stress e a rafforzare l’autocontrollo. Cavalcare permette inoltre di migliorare la funzionalità di cuore e polmoni, tonificare la muscolatura, mantenere elastiche le articolazioni, affinare equilibrio posturale, coordinazione e agilità, stimolare concentrazione e riflessi. Non a caso, l’equitazione è un valido supporto terapeutico per le disabilità psicomotorie. In più, serve a bruciare calorie: al passo se ne consumano circa 3 l’ora per chilo di peso, al trotto 4, al galoppo oltre 6». 
Si può cominciare da piccoli, con i pony: anzi, per bimbi e ragazzi è un’attività assai educativa, oltre che divertente. E si prosegue fino a quando ci si regge in sella. Le controindicazioni riguardano chi soffre di gravi malattie della colonna vertebrale e del cuore, e le donne in stato di gravidanza.

Tirocinio obbligatorio 

• Se non si è mai montati a cavallo, bisogna frequentare un corso in un maneggio, con un istruttore patentato. Completato il tirocinio, ci si può spingere oltre il recinto del campo scuola, scortati da accompagnatori esperti, per brevi escursioni al passo sui percorsi cosiddetti “a margherita”, ossia con partenza e arrivo nello stesso punto

Si passa poi a trekking di uno o più giorni, lungo itinerari segnalati, al seguito di una guida e preferibilmente in gruppo. Grazie alla rete dei centri ippici e degli agriturismi con strutture equestri, è possibile caracollare da un capo all’altro dell’Italia con la certezza di avere, al termine di ogni tappa, ristoro per sé e assistenza per il quadrupede.

Cosa indossare 

Il corredo essenziale comprende un paio di robusti pantaloni da equitazione, stivali, cap (il berretto rigido con visiera) che protegge la testa in caso di caduta.
* Massima libertà per il resto dell’abbigliamento, tenendo presente che ciò che si indossa deve essere comodo per non intralciare i movimenti e che, quando fa freddo, è necessario coprirsi bene per non intirizzirsi.

Quadrupede in proprio 
Nei centri di equitazione si trovano di solito cavalli bene addestrati e pazienti, abituati a sentirsi portare da mani diverse. Con un po’ di pratica alle spalle, può però venire voglia di possederne uno proprio: in omaggio al detto “cavaliere giovane, cavallo anziano”, occorre orientarsi su un animale con esperienza di campagna, pronto a perdonare un padrone non ancora provetto. 
Prima di intraprendere questa strada che, oltre al costo di acquisto, comporta una spesa mensile per il mantenimento, si può optare per un cavallo cosiddetto a fida, ossia in comproprietà con un maneggio o un’azienda agrituristica che provvede alle cure quotidiane, potendo in cambio disporre del quadrupede quando il contitolare non lo monta.

Per saperne di più
http://www.fise.it
www.fitetrec-ante.it 
www.legaitalianasportequestri.it
www.turismoequestre.com
www.turismoequestre.it
www.cavalli.it
www.equitazione.net

Per le escursioni sulle Ippovie Lombarde i più piccoli devono avere già compiuto i dodici anni.
Per le escursioni sulle Ippovie Lombarde i più piccoli devono avere già compiuto i dodici anni.

Riserve naturali, lussureggiante vegetazione, laghi suggestivi e scorci incontaminati. Ippovie Padane, società operante nel settore del turismo ecosostenibile, offre ai delusi dai soliti itinerari turistici un’esperienza all’insegna della libertà e della quiete naturale ma, al tempo stesso, confortevole e sicura. A bordo di un docile cavallo, si viene accompagnati su percorsi studiati nei dettagli, con la possibilità di godere di una visione nuova e privilegiata del paesaggio. Gli operatori di Ippovie Padane guidano i visitatori lungo itinerari pensati sia per esperti, sia per persone alla loro prima esperienza equestre. L’obiettivo è offrire una piacevole occasione di visitare luoghi di interesse storico e naturalistico con un mezzo di trasporto insolito, che consente di fruire dell’ambiente in maniera rispettosa.

Due proposte di escursione 
• Due le proposte di escursione a cavallo, l’una e l’altra di notevole interesse e attrattività: la prima nel parco naturale regionale del Campo dei Fiori, la seconda intorno ai laghi di Varese e di Comabbio
• L’appuntamento, per entrambi i percorsi, è alle 9 del giorno concordato. Si parte dal Ranch dei Laghi, presso la località di Taino (Varese), per intraprendere poi differenti itinerari.  
L’escursione è organizzata per un minimo di due persone di almeno 12 anni d’età. La quota è di 90 euro comprensiva di cavallo, casco, guida e assicurazione
Le passeggiate terminano alle 17 con il ritorno al Ranch dei Laghi. E’ possibile concordare con l’organizzazione escursioni personalizzate, anche su due giornate. Per ulteriori informazioni: telefono 0331258814; mail info@ippoviepadane.it; web www.ippoviepadane.it.

Il parco del Campo dei Fiori 
• Il parco domina la zona collinare varesina e la Pianura padana. E’ delimitato a nordovest dalla Valcuvia, a est dalla Valganna, a sud dalla città di Varese. Comprende due importanti massicci, il Campo dei Fiori e la Martica, e presenta due differenti versanti: quello settentrionale è costituito da aspri pendii e pareti verticali; quello meridionale da pendii più morbidi, ricoperti da foreste di latifoglie. 
Il nome deriva molto probabilmente dalle imponenti fioriture, che un tempo riempivano i pascoli nel periodo primaverile. Con l’abbandono del pascolo, i vasti prati che rivestivano il massiccio sono stati sostituiti dal bosco. La particolare collocazione geografica e le caratteristiche geologiche hanno favorito lo sviluppo di una vegetazione molto varia. I boschi del parco ospitano una discreta varietà di rapaci, sia nidificanti sia in migrazione. 
• Dal punto di vista geofisico, il Campo dei Fiori è interessante soprattutto per il fenomeno carsico, che ha dato origine a un gran numero di grotte (circa 130 finora censite), le quali si addentrano nella montagna sia in verticale, sia in orizzontale. Vi sono stati trovati reperti paleontologici, a testimonianza che nella preistoria furono abitate da uomini e da animali.

I laghi di Varese e Comabbio 
• Il lago di Varese è situato ai piedi delle Prealpi Varesine ed è conosciuto per la sua inconfondibile forma a scarpa. Insieme ai laghi Maggiore, di Comabbio, di Lugano, di Ganna, di Ghirla e di Monate fa parte dei cosiddetti Sette laghi varesini. 
• Nell’area compresa tra il lago di Varese e quello di Comabbio, si trova la palude Brabbia, una riserva ambientale di interesse internazionale. Vi si alternano zone coperte da una fittissima vegetazione acquatica, con ampi canneti, salici e ontani, e tratti di acqua scoperta, i cosiddetti chiari, piccoli specchi di forma regolare
• A partire dal 1994, la gestione della riserva è stata affidata alla Lipu-Lega italiana protezione uccelli, essendo principalmente dedicata alla conservazione dei pennuti. Con oltre 150 specie presenti nel corso delle varie stagioni, la palude Brabbia è un importante sito di nidificazione per uccelli acquatici e una strategica area di sosta per quelli migratori. Qui si trova inoltre la più grande colonia di aironi cenerini della provincia di Varese, con oltre 100 coppie nidificanti ogni anno. 
• Il lago di Comabbio è di origine glaciale. E’ situato in una conca naturale tra il lago Maggiore e quello di Varese. È alimentato da alcune sorgenti e da piccoli torrenti. Un tempo, era tutt’uno con il lago di Varese: insieme formavano un unico grande bacino. Ora i due laghi sono collegati attraverso la palude Brabbia. 
• Tra le piante che ornano le sue rive, vi sono delle vere e proprie rarità. Tipica è la pianta i cui frutti sono noti come “castagne d’acqua”: cresce sott’acqua e i frutti sono commestibili. 
• La bassa profondità, unitamente allo scarso ricambio delle acque, favorisce d’inverno la formazione di uno strato di ghiaccio. Sin dall’antichità le comunità rivierasche godevano del diritto di uso civico della cavatura del ghiaccio, che veniva raccolto in ghiacciaie per la conservazione del pesce e di altre derrate alimentari.
•La sponda meridionale, nota come baia di Corgeno, è un’area verde in cui nidificano molte specie di uccelli acquatici. La frazione di Corgeno offre al visitatore la possibilità di percorrere un itinerario naturalistico, noto come “Percorso acqua”, che costeggia le rive del lago inoltrandosi nei canneti circostanti.

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