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Quali e quante sono le Chiese cristiane? Una grande famiglia

14/06/2018  Quando si sono divisi cattolici e ortodossi? Quali Chiese derivano dalla Riforma protestante? Chi sono i pentecostali? Ecco una “mappa” per orientarsi nel mondo dell’ecumenismo

«Cristiano» e «cattolico» non sono sinonimi. In Italia capita di usarli come parole di uguale significato, poiché storicamente la stragrande maggioranza dei cristiani sono cattolici. Ma è un uso improprio e oggi il cammino ecumenico e l’arrivo di tanti cristiani di altre confessioni chiede a noi cattolici uno sforzo di conoscenza e di comprensione e l’utilizzo di una terminologia più corretta. Proviamo a orientarci: la storia del cristianesimo è costellata di numerose divisioni che hanno dato vita a tanti “rami” nell’unica famiglia dei credenti in Gesù. Qui ci limiteremo a parlare di quelle più importanti.

LE CHIESE ANTICO ORIENTALI

La prima separazione è molto antica e riguarda alcune comunità del Medio Oriente che non accettarono le decisioni del concilio di Calcedonia svoltosi nel 451 («Gesù Cristo vero Dio e vero uomo»): le principali sono la Chiesa copta ortodossa (presente in particolare in Egitto ed Etiopia) e la Chiesa armena.

LE CHIESE ORTODOSSE

  

La seconda divisione è quella del Grande scisma del 1054, che ha portato alla separazione tra la Chiesa cattolica latina e quella ortodossa orientale. I motivi di divisione erano teologici (la natura dello Spirito Santo, che per i cattolici «procede dal Padre e dal Figlio» e per gli ortodossi solo dal Padre), ecclesiali (disputa sul primato del Papa) e politici. Oggi l’Ortodossia è costituita da numerose Chiese autocefale, tendenzialmente nazionali, che fanno capo ai rispettivi patriarcati (Costantinopoli, Mosca, Sofia, Belgrado…). Al patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, è riconosciuta un’autorità di “primo tra pari” sugli altri patriarchi, ma senza un potere concreto come quello del Papa cattolico. I preti ortodossi si possono sposare, ma solo i celibi possono diventare vescovi. In Italia gli ortodossi sono di gran lunga la più numerosa comunità cristiana non cattolica, con 1 milione e 300 mila fedeli del patriarcato di Romania e 100 mila di Costantinopoli.

LA RIFORMA PROTESTANTE

La terza grande divisione, la Riforma protestante, risale al 1517 e prese avvio dalla critica del monaco tedesco Martin Lutero contro la vendita delle indulgenze da parte della Chiesa di Roma; egli, tuttavia, inizialmente non voleva fondare una nuova Chiesa, bensì riformare quella cattolica. Dopo la scomunica nel 1521, con i suoi seguaci diede vita a una Chiesa separata per rilevanti aspetti dottrinali: la centralità della giustificazione per sola grazia (aspetto su cui è stato raggiunto un accordo tra cattolici e luterani nel 1999 con la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione), un’interpretazione di Gesù unico mediatore tra Dio e gli uomini (solus Christus) che esclude l’intercessione di Maria e dei santi, le Sacre Scritture come sola autorità in materia di fede (sola Scriptura), il libero esame delle Scritture da parte dei fedeli (senza un magistero ecclesiale), abolizione della gerarchia ecclesiale e del sacerdozio, con una  diversa organizzazione ecclesiastica (di tipo sinodale).

In breve tempo il “ramo” della Riforma protestante (o Riforma evangelica) si è diviso in altri rami. Attualmente le Chiese della riforma storica sono: Chiesa luterana, Chiese riformate e Chiesa anglicana. Le Chiese riformate derivano principalmente dalle riforme attuate da Huldrych Zwingli a Zurigo e subito dopo da Giovanni Calvino a Ginevra nei primi decenni del XVI secolo. La loro teologia accoglie (anche se con qualche distinzione) il pensiero di Lutero, accentua il tema della predestinazione, nega la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vieta l’uso di immagini per il culto. Il movimento valdese, presente in Italia dal XII secolo, aderì al calvinismo nel 1532, divenendo una Chiesa riformata.

La Chiesa anglicana nasce nel 1533 dall’Atto di supremazia con cui re Enrico VIII, in rottura con il Papa, si dichiara capo della Chiesa d’Inghilterra, in un primo momento senza mettere in discussione la teologia cattolica ma poi di fatto aderendo a quella protestante. Oggi la Chiesa anglicana mantiene la struttura ecclesiastica del cattolicesimo. I suoi pastori sono sacerdoti ma si possono sposare e possono essere ordinate anche le donne. Il capo della Chiesa anglicana è la regina Elisabetta II, ma l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, presiede il Consiglio della Comunione anglicana, formata dalle Chiese locali.

RISVEGLIO E PENTACOSTALISMO

  

Tra Seicento e Settecento nel protestantesimo vi furono una serie di movimenti “di risveglio” che diedero vita nel mondo luterano al pietismo, in quello calvinista al battismo, nell’anglicanesimo al metodismo. Infine, all’inizio del Novecento, ancora all’interno della galassia protestante, ha origine il movimento pentecostale, d’impronta carismatica, che oggi è una delle denominazioni cristiane più diffuse e più in crescita al mondo (in Italia si stimano 400 mila fedeli).

"L'ALBERO GENEALOGICO" DELLA FAMIGLIA DELLE CHIESE CRISTIANE

INFOGRAFICA: L'ALBERO GENEALOGICO DELLA FAMIGLIA DELLE CHIESE CRISTIANE

Infografica pubblicata su Credere 24, uscito in data 14 giugno 2018

(Foto in alto: Ansa)

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