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Conoscere il mondo grazie al web

26/02/2013  La Rete è un mezzo per aprirsi al mondo e alle culture diverse? Se lo chiede l'associazione Intercultura che dal 1955 organizza e favorisce scambi giovanili internazionali.

Di nuovo, la rete e l’informatica in primo piano ma, questa volta, si cercherà di riflettere sull'impatto che hanno sui giovani e sull'apertura all'interculturalità. Questo il senso del convegno Il Corpo e la Rete, organizzato dalla Fondazione Intercultura Onlus, che si terrà a Firenze dal 28 febbraio al 2 marzo prossimi. Studiosi ed esperti da tutto il mondo si confronteranno sulle potenzialità di questi moderni strumenti capaci di creare un continuum di connessioni plurime che va ad affiancarsi agli scambi reali tra persone di cultura diversa.

La domanda di fondo è: Internet e le nuove tecnologie favoriscono l'apprendimento interculturale o no? E come si differenziano apprendimento virtuale ed esperienza vissuta? Il convegno, in collaborazione con l’International Association for Intercultural Education (IAIE), rispecchia le finalità dell’Associazione Intercultura che propone da anni un modello di educazione al cosmopolitismo attraverso esperienze adolescenziali di vita vissuta individualmente per lunghi periodi in famiglie e scuole di altri Paesi.

Ogni anno, infatti, sono oltre 1500 i ragazzi delle scuole secondarie che vanno a studiare all’estero in 60 Paesi diversi tra cui USA, Cina, India, Russia, Brasile, Thailandia e diversi stati europei, ed altrettanti sono gli studenti accolti dalle scuole e dalle famiglie italiane. Nell’ottica, dunque, della promozione di un cosmopolitismo necessario alla nostra epoca attraverso strumenti che favoriscano il dialogo tra i cittadini del mondo, il nuovo convegno vuole fare il punto sui vantaggi e sui limiti della rete virtuale che, se da un lato potrebbe rappresentare uno di questi mezzi, dall’altro sembra rendere più difficile il distacco dal proprio ambiente e, viceversa, portare ad una sorta di isolamento reale.

Nella giornata di apertura, giovedì 28 febbraio alle ore 15, presso il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, la prima sessione di lavoro affronterà proprio questo argomento. Nel dialogo su “apprendimento virtuale e esperienza vissuta”, si confronteranno Susanna Mantovani, ordinario di Pedagogia generale e sociale all'Università degli Studi di Milano Bicocca e Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche e Teoria e tecnica dei nuovi media presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Milano Bicocca.

A Paolo Inghilleri, ordinario di psicologia sociale presso l’Università degli Studi di Milano, è affidata la tavola rotonda finale che riassume i risultati dei lavori del 1 marzo, sempre sul tema del confronto fra apprendimento virtuale ed esperienza vissuta. «Considero questo convegno molto interessante perché permette di sollevare domande e affrontare problemi nuovi», spiega il professore. «Oltre agli interventi di riflessione teorica, ci sarà, infatti, lo spazio per affrontare questioni concrete che riguardano la vita dei nostri giovani. Ad esempio, quali esperienze educative tramite lo strumento della rete vengono portate avanti nei paesi stranieri. Ed il punto centrale è: è vero che nel mondo virtuale l’assenza dell’aspetto corporeo pesa nella relazione ma è pur vero che, se si guarda la motivazione o il desiderio che spinge i ragazzi ad entrare nel web, l’esperienza fatta sconfina poi nel reale perché viene riportata e raccontata all’interno dei rapporti famigliari o amicali. Un ultimo aspetto circa l’utilità dei nuovi media è il fatto che permette a molti giovani immigrati di mantenere il contatto con la loro cultura e paese d’origine pur abitando in una nuova e diversa realtà».

La Fondazione Intercultura per il dialogo tra le culture e gli scambi giovanili internazionali Onlus è nata nel 2007 da una costola dell’Associazione che porta lo stesso nome e che dal 1955 accumula un patrimonio unico di esperienze educative internazionali. La Fondazione ha inteso sviluppare ricerche, programmi e strutture per aiutare le nuove generazioni ad aprirsi al mondo e a vivere da cittadini consapevoli e preparati in una società multiculturale. Vi hanno aderito il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Nei primi anni di attività la Fondazione ha promosso, tra le altre iniziative, il lancio dell’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, oltre a un vasto programma di borse di studio per studenti delle scuole superiori, in collaborazione con importanti enti, fondazioni, banche e aziende italiane, che consente ogni anno a circa mille ragazzi di vivere un’esperienza di vita e di studio all’estero.

Per tutte le informazioni, www.fondazioneintercultura.org.  

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