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lunedì 25 maggio 2020
 
Come cambia la società
 

Italiani in coppia, meno matrimoni più convivenze

13/11/2014  Ci si sposa sempre meno e sempre più tardi, sia in Chiesa sia in Comune. Ma aumentano in maniera consistente le convivenze che sono attualmente circa un milione. Questi i nuovi dati Istat sul matrimonio.

In Italia ci si sposa meno E per la prima volta il numero dei matrimoni scende sotto quota duecentomila. Sono stati infatti celebrati in Italia 194.057 matrimoni (13.081 in meno rispetto al 2012). Un forte calo che prosegue la tendenza alla diminuzione che è in atto da cinque anni. Se confrontiamo infatti la diminuzione con il 2008 scopriamo che sono state celebrate circa 53 mila nozze in meno (pari a oltre un quinto delle celebrazioni del 2008). Per quanto riguarda il rito religioso le nozze in Chiesa sono state 111.545 sul totale, oltre 44 mila in meno negli ultimi 5 anni (-29%). Significativo anche l’aspetto che riguarda i matrimoni civili: sono anch’essi diminuiti con un’inflessione meno accentuata rispetto a quelli religiosi scendendo a 82.512 (-9% rispetto al 2008) e la loro quota sul totale raggiunge il 42,5% (era il 36,8% nel 2008) ma se guardiamo i dati scorporati scopriamo che sia al Nord (55%) che al Centro (51%) i matrimoni con rito civile superano quelli religiosi comprendendo però sia i primi matrimoni che i secondi. Ma sono in calo anche quest’ultimi che scendono da 34.137 del 2008 a 30.691 del 2013

Ci si sposa meno e ci si sposa più tardi. L’Istat mostra anche la posticipazione, cioè il rinvio, delle nozze a un’età più matura. Attualmente gli sposi al primo matrimonio hanno in media 34 anni e le spose 31 (entrambi un anno in più rispetto al 2008).

Al calo dei matrimoni va poi confrontato il dato sulla progressiva diffusione delle unioni di fatto, che sono raddoppiate dal 2008. Hanno superato il milione nel 2012-2013 e, in particolare, quelle tra partner celibi e nubili hanno registrato l’incremento più sostenuto, superando attualmente il livello di 600 mila nel 2012-2013.

Accanto alla scelta dell’unione di fatto come alternativa al matrimonio, aumentano le convivenze prematrimoniali ma è soprattutto la prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine a determinare il rinvio delle prime nozze.

Nel 2013, vivevano nella famiglia di origine il 78,3% dei maschi tra 18 e 30 anni (oltre 3 milioni e 200 mila) e il 66,7% delle loro coetanee (oltre 2 milioni e 700 mila)1. Particolarmente significativo è il caso delle giovani donne: rispetto al 2008 quelle che non hanno ancora lasciato la famiglia di origine sono aumentate di circa 48 mila unità e nel contempo sono diminuite di circa 41 mila le spose alle prime nozze tra 18 e 30 anni.

I matrimoni misti infine, quelli composti da un coniuge italiano e l’altro straniero, ammontano attualmente a 18.273. La tipologia prevalente è quella in cui è la sposa ad essere di cittadinanza straniera: 14.383 nozze (il 78% del totale). Una sposa straniera su due è cittadina di un paese dell’Est Europa.

 
 
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