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venerdì 23 ottobre 2020
 
alimenti e diete
 

Italiani e cibo: ecco cosa cambia a tavola

11/09/2016  Mangiamo di meno, ma in modo più selettivo e sano: crescono il bio, l'etnico, il light e tornano ingredienti antichi. Giù carne e latte. Tutte le novità degli usi alimentari degli italiani nel Rapporto 2016 della Coop.

Cosa mangiano gli italiani? Cambiano i gusti a tavola dei nostri connazionali, condizionati certo dalla crisi economica, ma anche dalla cresciuta sensibilità ecologica, dall’attenzione al cibo “light” e dal salutismo imperante (siamo i più magri d’Europa), e perfino dai dettami delle nuove forme di religiosità che riportano sui piatti ingredienti antichi e quasi dimenticati. 

     Il “Rapporto Coop 2016”, presentato a Milano, illustra le nuove tendenze dei consumi alimentari in Italia, e non sono poche le novità. Anzitutto si mangia di meno, ma con maggior attenzione alla salute: la spesa alimentare è ferma  (-0,1% nel primo semestre 2016), e in particolare si riducono ancora i consumi di carne (-4,1% rispetto all’anno scorso e meno 13% in 6 anni) si usa meno zucchero raffinato (-7%), burro (-4%), olio extra ergine d’oliva (-6%) si beve meno latte intero (-15%) e si consuma meno pasta di semola (-3%). Per converso: nei nostri piatti si trova più frutta fresca (+4,3%), frutta secca (+14,8%) e più pesce (+5,2%).

L’etnico nel carrello incontra sempre più consensi (+8% nel primo semestre 2016), come anche i cibi “light”:  nella top ten lo zucchero di canna domina rispetto a quello raffinato così come il latte ad alta digeribilità), i prodotti “senza” (senza sale, senza glutine, senza lattosio…) crescono (+ 5,7% nel primo semestre) e si afferma sempre più lo stile alimentare “clean”, quello che predilige, cioè, alimenti privi di conservanti, coloranti, aromi e via di seguito. Tra i soli alimenti senza glutine il trend di vendita nei negozi  è di 20,6% in più in questo semestre rispetto a quello 2015. Insomma “ripulirsi” sembra essere la nuova parola d’ordine dei nuovi italiani in cucina e al ristorante.   

   Ma come si coniuga questa nuova attenzione?  Anzitutto con la riscoperta degli ingredienti della nonna, diventati i “superfood” di oggi: vi ricordate lo zenzero? Ma si va oltre e si pesca con fantasia dalle tradizioni alimentari esotiche: la curcuma, questa spezia originaria dell’Asia sud-orientale e usatissima dalla cucina indiana è diventata un “must” nostrano. “Zenzero”, “curcuma”, “quinoa”, “avocado”, “daikon”, ecc. sono parole cercate ossessivamente in rete dagli italiani, e rappresentano ormai una interessante nicchia di cibi col fatturato in crescita (il giro d’affari dello zenzero anno su anno fa registrare un +141% e la curcuma supera il 93%).    

In questa filosofia  alimentare, ovviamente i cibi “bio” continuano la loro crescita che è sempre a due cifre (+21% nel primo semestre 2016, fino a raggiungere il 3% sul totale alimentare italiano). Gallette e composte di frutta sono le più apprezzate dagli italiani. “Questa specie di paleontologia del gusto, precisa il Rapporto della Coop,  può anche essere stata influenzata dalle nuove forme di religiosità che si fanno strada nel nostro Paese e che mescolano la pratica fisica, la concentrazione mentale, la ricerca della serenità d’animo; 2 milioni gli italiani che praticano yoga, il doppio rispetto al 2011. Una tendenza che invade la rete dove sui siti specializzati e nelle grandi piattaforme di aggregazione viene venduto un accessorio per la meditazione ogni 83 secondi”. 

   L’altra grande tendenza in corso è quella dettata dagli integratori alimentari: un giro d’affari  quello di pillole,  beveroni, fermenti, fibre eccetera che generano in Italia un mercato che ci fa primeggiare in Europa ed è pari a oltre 2,5 miliardi di euro all’anno (+ 7,7% anno su anno).  Un’ultima sbirciata al carrello degli italiani per osservare che sono in grande crescita i piatti pronti (+41,9%). Mangiamo in modo più salutare, ma abbiamo meno tempo per cucinare?       

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