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venerdì 18 settembre 2020
 
 

Maffei (Lincei): bisogna investire sull'intelligenza

18/11/2013  «Nel nostro Paese la cultura, l’educazione e i beni culturali sono abbandonati, come Cenerentola, in un angolo dimenticato delle stanze decisionali», ha detto il presidente dell'Accademia in un duro intervento. «Un Paese non è solo il suo Pil, un uomo non è solo il suo conto in banca».

“In questi anni oltre che diventare poveri siamo diventati ignoranti”: con queste parole il presidente dell’Accademia dei Lincei, il professor Lamberto Maffei ha descritto, inaugurando il 411° anno di attività dell’Accademia, la situazione del nostro Paese, “dove la cultura, l’educazione e i beni culturali sono abbandonati, come Cenerentola, in un angolo dimenticato delle stanze decisionali”.

Il nostro paese è noto nel mondo oltre che per la sua bellezza per la sua grande tradizione culturale, ma – ha ricordato Maffei - si veda ad esempio la recente classifica stilata dall'Ocse (l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) -  sulle competenze principali degli adulti figura all'ultimo posto. “Oggi – ha aggiunto - c’è la ferma convinzione che l’unica forma utile di conoscenza sia quella che ha ricadute economiche e che il sapere da trasmettere sia quello che dà i mezzi tecnici per il successo. Il sapere utile è certamente utilissimo e senza di quello non potremmo, ad esempio, godere dei benefici della tecnologia. Ma io voglio spezzare una lancia per il sapere inutile contro l’eccesso delle specializzazioni che limitano in fondo la libertà del pensiero. Tutte le espressioni del sapere umano concorrono alla costruzione del cittadino e quindi alla dinamica del vivere civile e in definitiva al benessere personale e sociale. L’uomo non è il suo conto in banca!”.

“L’Accademia rappresenta significativamente la cultura italiana: è nostro dovere, quindi - ha proseguito il Presidente - farci carico di questa vergogna nazionale e di mobilitare le risorse ancora numerose ma non valorizzate per il risveglio dei cervelli. La civiltà di un Paese non può essere solo il suo Pil, ma anche la sua maniera di vivere, di guardare i tesori del suo paesaggio, che abbiamo in abbondanza, della sua storia anche perché questi valori sono investimento e possono essere il Pil di domani. Ogni popolo deve usare con intelligenza le sue risorse per aumentare la propria ricchezza spirituale e materiale. Non si può continuare a investire sull’ignoranza. L’Accademia dei Lincei, lo dico con orgoglio, si è adoperata con i suoi soci per promuovere l’educazione nelle scuole primarie e secondarie con lo scopo di educare a ragionare, a criticare e a “non seguire” – lo scriveva già Seneca –pecorum ritu antecedentium gregem (De vita beata), finendo nella moltitudine di coloro che addormentano il cervello per 4 ore davanti alla televisione (rapporto Ocse)”.

 
 
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