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mercoledì 03 giugno 2020
 
Al Festival MiTo
 

James MacMillan: «Il mio viaggio tra musica e fede lungo 40 anni»

20/09/2019  È uno dei massimi compositori viventi: le sue pagine, molte di ispirazione religiosa o di carattere liturgico, sono espressione di una spiritualità che si alimenta nella fede cattolica, ma che è destinata a tutti: «Scrivere musica per i fedeli è la cosa più difficile che mi capiti di fare»

James MacMillan (foto Marc Marnie)
James MacMillan (foto Marc Marnie)

60 anni, scozzese, laico domenicano come la moglie, James MacMillan è uno dei massimi compositori viventi: le sue pagine, molte di ispirazione religiosa o di carattere liturgico, sono intense e poetiche espressioni di una spiritualità che si alimenta nella fede cattolica, ma che è destinata a tutti coloro che cercano nella musica elevazione e profondità. Per il Festival MiTo ha presentato Larghetto per Orchestra, ed è stata un’occasione per incontrarlo. “A volte avverto il mio comporre è come un viaggio”, ci ha detto. «Compongo da 40 anni. Molte cose sono cambiate in questi decenni. Per esempio lo sviluppo  dell’interesse per la musica corale: dalla musica antica a quella religiosa,  sopratutto nella chiesa anglicana e con un grande coinvolgimento dei bambini». 

"Scrivere per i fedeli: «È musica semplice, non scritta per veri musicisti, ma è sfida che noi compositori dobbiamo accettare»"

Che differenza c’è fra musica religiosa, liturgica e mistica?

«Scrivo musica per la liturgia, ma anche musica profana, sinfonica, da camera. Ed in realtà credo che la relazione fra la musica e lo spirito sia una costante, sin dall’antichità. I più grandi compositori del ‘900 hanno dimostrato il loro legame profondo con la religiosità: pensiamo a Britten, a Stravinskij, a Maxwell-Davies, a Schönberg che era ebreo, a Messiaen, Sostakovich, Pärt, Kancheli. Credo che molta musica rifletta questa nostra ricerca spirituale, sin dalle origini».

Lei però scrive anche musica per i fedeli e per la liturgia.

«Sì, e scrivere musica per i fedeli è la cosa più difficile che mi capiti di fare. Perché si tratta di musica semplice, non scritta per veri musicisti, ma è una sorta di sfida che noi compositori dobbiamo accettare».

Come sono nate la sua passione per la musica e la sua fede?

«I miei genitori e la mia famiglia mi hanno spinto verso la musica. A partire da mio nonno che mi regalò il mio primo strumento. Quanto alla fede è noto che i cattolici sono una minoranza in Scozia. E questo ci porta ad avere molta attenzione per le nostre tradizioni, a considerarle preziose. Ad educare i nostri figli, come è successo a me».

E la musica popolare fa parte di queste tradizioni?

«Sono cresciuto con la musica popolare irlandese e scozzese: musica e danza sono una componente importante della cultura del nostro popolo».

Fede ed impegno sociale sono due facce della stessa medaglia?

«Io penso che per un certo verso siano la stessa cosa, e che tutti noi compositori dobbiamo sentirci parte di una comunità, condividendo con questa comunità un impegno civile, di responsabilità per ciò che avviene. Del resto altri compositori inglesi, come Britten, Tippett ed Elgar hanno voluto essere utili alla comunità, scrivendo anche i bambini, per i cori, fondando Festival, come io stesso ho fatto.  E questo è anche più importante che fare politica. L’arte non può risolvere i problemi, o la povertà: ma può alimentari l’anima della gente».

Un'immagine del concerto condotto da Ion Marin con l'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. In alto: insieme al compositore (foto di Lorenza Daverio)
Un'immagine del concerto condotto da Ion Marin con l'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. In alto: insieme al compositore (foto di Lorenza Daverio)

«La mia quinta sinfonia dedicata allo Spirito Santo»

  

Cosa è la Bellezza?

«Non so rispondere a questa domanda. È qualche cosa che noi dobbiamo ricercare. La Bellezza è certo legata alla Verità ed alla Felicità. E la nostra civiltà occidentale le deve ricercare sempre, è una necessità vitale». 

Lei ha portato una sua composizione nella Cappella Sistina? un privilegio davvero unico!

«È stato un giorno meraviglioso. La cosa più emozionante è stato quando sono entrato nella Cappella Sistina ed ho letto i nomi dei compositori le cui musiche prima delle mia erano risuonate lì: Allegri, Palestrina, Josquin Desprez». 

Ed i suoi impegni attuali?

«Sto scrivendo molto. Tengo molto alla mia Quinta sinfonia che è stata eseguito al Festival di Edimburgo e verrà portata a Londra in ottobre. È dedicata allo Spirito Santo. I quattro movimento rappresentano i quattro elementi. Il primo è dedicato all’aria e comincia dal respiro stesso dei coristi che si trasforma poi in suono, in canto».

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