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sabato 24 ottobre 2020
 
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L'emozione del primo giorno di scuola dalla voce di quattro insegnanti

14/09/2020  Oggi la scuola è ricominciata per 5,6 milioni di studenti. Dalla materna alle superiori, quattro docenti raccontano come hanno vissuto il ritorno sui banchi dopo quasi 8 mesi di assenza, tra la voglia di rivedersi, le regole da osservare, e la sfida di un anno da affrontare tutti insieme. Per tutti è andata bene, e le preoccupazioni della vigilia hanno lasciato il posto alla gioia di vedere negli occhi bambini e ragazzi

Cristina Servidio è un’insegnante alla scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo Fratelli Sommariva di Cerea (Verona). «Questa mattina abbiamo iniziato con grande entusiasmo perché da giugno la nostra dirigente non si è mai fermata affiancata da un team di docenti e ha messo a norma le strutture, con la collaborazione del comune e dei genitori. Abbiamo inteso la scuola come una grande comunità. La mattinata è iniziata con le assemblee dei genitori fatte in giardino, per far capire che anche la scuola all’aperto può andare avanti e abbiamo firmato un patto di corresponsabilità. I bambini sono stati accolti tutti con ingressi scaglionati ed è andato tutto bene. C’era una gran voglia da parte dei bambini di ripartire. I piccoli hanno ritrovato i loro giochi, i loro amici, e nel momento del dialogo in cerchio ci hanno manifestato la voglia di ritornare, che se era bello vedere le maestre sul telefonino della mamma, è stato più bello vederle dal vivo, vedere la bocca che si muoveva. La dirigente ha fornito ai docenti una mascherina trasparente, che si indossa come un occhialino: le abbiamo dato il nome di toc toc perché quando un bambino vuole farci una carezza ci bussa nella mascherina». 

Una scuola primaria di Alzano Lombardo
Una scuola primaria di Alzano Lombardo

Lucia Ossiri ha iniziato con una prima, nella scuola primaria Massaua di Milano  «È stato un primo giorno molto emozionante, noi ci siamo trovati in giardino  e abbiamo accolto bambini e  genitori, abbiamo raccontato cosa sarà la scuola primaria, che sarà una squadra e lavoreremo tutti insieme, e qualsiasi cosa che impareremo lo faremo gradualmente rispettando i tempi di tutti i bambini. Abbiamo spiegato che la sanificazione era stata fatta e che ci saranno tutte delle ritualità che i bambini impareranno molto presto. Prima di entrare in classe abbiamo fatto la misurazione della temperatura e la sanificazione delle mani, i bambini avevano i loro nomi scritti sui loro rispettivi banchi, e si sono seduti e sono stati bravissimi, non si sono mail alzati, erano tranquilli, felici, interessati, abbiamo fatto giochi sui colori e gli animali preferiti. Poi abbiamo fatto il percorso per andare in bagno e in classe abbiamo ritirato i materiali dalle loro cartelle. Ogni bambino avrà uno scaffale con un cubotto in cui tenere il suo materiale. Alla finr abbiamo fatto il gioco come mi sento dopo il primo giorno e hanno messo tutti una faccina felice. Tutta la paura che avevo all’inizio si è trasformata in gioia ed entusiasmo e non vedo l’ora di entrare nel vivo della scuola perché sono molto carica». 


Catia Matronicola insegna in una quarta primaria della scuola Tito Speri di Milano. «La mattinata è andata meglio del previsto, i bambini si sono attenuti alle regole che abbiamo ripetuto insieme. E poi abbiamo preparato un libricino tascabile da mettere nello zaino. Loro hanno parlato tanto, si vedeva che avevano proprio voglio di scambiare le loro esperienze, a partire dalle vacanze. Molti mi hanno ripetuto che volevano tornare a scuola e rivedere tutti. È stata una bella giornata, avevo proprio voglia di rivederli, sentivo dentro di me tante emozioni, che mi sembrava di essere al mio primo giorno di scuola. Che poi a pensarci bene è il primo giorno di una nuova epoca, di una nuova realtà, è un anno speciale, particolare sotto tutti i punti di vista e noi lo renderemo ancora più speciale con la nostra presenza vigile, attiva, ma nello stesso tempo gioiosa, per imparare tante cose nuove anche dal punto di vista pratico, come l’uso corretto della mascherina. I miei bambini sono abbastanza grandi, ma sono stati proprio bravi e sono stata contenta di loro».
 

Marco Erba, scrittore, è docente di lettere al Liceo linguistico Casiraghi di Cinisello Balsamo. «È stato emozionantissimo tornare a vedere i ragazzi nelle aule di scuola, tornare a parlare davanti a delle facce reali. Oggi ho avuto una sola classe, una prima, i ragazzi non si conoscevano tra di loro, ma ho colto una grande attenzione, interesse, grande voglia di ripartire. Non è paragonabile alla didattica a distanza perché siamo fatti di corpo, e la fisicità della presenza è molto importante. La mia scuola ha gestito molto bene gli ingressi degli studenti, scaglionati. I ragazzi hanno dimostrato grande attenzione alle norme. Si è percepito che la scuola è un’occasione unica, ed è stato un ritrovare qualcosa che si dava per scontato. Io ai miei ragazzi ho parlato che Isaac Newton che ha intuito la legge della gravitazione universale quando fu costretto a tornare alla casa paterna perché la scuola in cui insegnava era stata chiusa per una pestilenza. Nonostante le fatiche, gli ingressi a rilento, le difficoltà pratiche non viene meno l’idea di accettare la sfida e costruire il proprio futuro anche così, non lamentandosi per ciò che non va ma guardando positivamente a ciò che possiamo portare a casa ed è tanto, l’ho visto negli occhi di tanti studenti».

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