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venerdì 27 novembre 2020
 
Est Europa
 

La Bielorussia si ribella a Lukashenko

12/08/2020  Continuano le proteste dopo la vittoria elettorale del leader autoritario al potere dal 1994. Due morti, 200 feriti e migliaia di arresti

Resta tesa la situazione in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali di domenica scorsa. Da domenica notte si svolgono proteste di massa contro la controversa rielezione di Aleksandr Lukashenko e scontri tra polizia e manifestanti. Il ministro degli interni ha confermato che la polizia ha sparato con armi da fuoco per respingere i manifestanti nella città di Brest. Le immagini hanno mostrato i metodi brutali usati dalla polizia e alcuni giornalisti della BBC hanno denunciato di essere stati attaccati dalla polizia. Un manifestante è stato ucciso dalla repressione poliziesca, un altro giovane di 25 anni è morto a Brest menttre si si trovava in stato di femro da parte della polizia, mentre i feriti sarebbero almeno 200.

Il presidente Lukashenko è stato accusato di aver truccato le votazioni dopo l'elezione di domenica, che secondo le autorità,  con una percentuale plebiscitaria dell’ 80 per cento,  ha conferito un sesto mandato al leader autoritario al potere dal luglio del 1994.

Le persone arrestare sono oltre 6.700, mentre la principale candidata dell'opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya (che secondo il conteggio ufficiale ha ottenuto solo il 10 per cento delle preferenze)  ha annunciato  martedì di essere fuggita dalla Bielorussia  e ora si trova in Lituania per preservare la propria sicurezza quella dei suoi figli. Tsikhanouskaya ha detto di aver preso la decisione "in modo assolutamente indipendente", aggiungendo che, data la situazione attuale, non vale la pena vivere in Bielorussia. Nel video rilasciato martedì, Tsikhanouskaya ha esortato i suoi sostenitori a rispettare la legge e ad evitare scontri con la polizia, ma secondo il suo staff elettorale le sue ultime dichiarazioni potrebbero essere frutto di qualche forma di coercizione.

Intanto migliai di donne, in gran parte vestite di bianco, hanno formato catene umane nelle strade di Minsk per esprimere il loro dissenso. Molte di loor hanno sventolato mazzi di fiori e chiesto la fine della repressione poliziesca.

Le elezioni presidenziali in Bielorussia “non sono state né libere né eque”, ha affermato Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera e di sicurezza. “L’Ue ha seguito da vicino gli sviluppi che hanno portato alle elezioni presidenziali. Durante la campagna elettorale, il popolo bielorusso ha dimostrato il desiderio di un cambiamento democratico”.Borrell ha aggiunto: “Il popolo bielorusso merita di meglio. Dopo il rilascio dei prigionieri politici nel 2015, le relazioni tra l’Ue e la Bielorussia erano migliorate. Ma senza progressi in materia di diritti umani e Stato di diritto, le relazioni Ue-Bielorussia non possono che peggiorare”.

Il ministro degli esteri svedese ha annunciato che venerdì i ministri degli esteri dell’Unione Europea potrebbero decidere di imporre sanzioni al governo di Lukashenko.

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