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sabato 18 gennaio 2020
 
maturità
 

La gaffe grammaticale del Miur e quelle degli studenti

21/06/2017  L'ansia genera insicurezza e può indurre a errori grossolani durante gli esami. Ecco dove e come sbagliano i nostri emozionati studenti.

E' notizia di ieri, vigilia della prova di italiano della Maturità, la svista, chiamiamola così, apparsa sul sito del Miur: "traccie" invece di "tracce". Non è passata inosservata e ha fatto subito il giro dei social. Immediate le scuse del Ministero. Può succedere, ma non stupiamoci però di quanti "svarioni" non solo linguistici i nostri ragazzi, spesso in preda al'emozione, potranno produrre oggi nelle prove scritte o durante le interrogazioni orali. 

Un'insegnante di mia conoscenza mi raccontò di una studentessa che durante un'interrogazione di storia si intestardiva a citare "Nino Biperio".... Era Nino Bixio le cui gesta la ragazza aveva studiato sugli appunti di una compagna e ripetendo aveva pensato che quella "x" in mezzo al cognome del celebre generale e patriota italiano fosse un'abbreviazione usata da chi prendeva appunti...

La lista è lunga e divertente e tanto vale, invece di scandalizzarsi, prenderla con un po' di leggerezza come fece quella professoressa..

Anche perché da un'indagine, condotta da www.da liberiamo.it su circa 2500 italiani tra i 18 e i 65 anni per capire quale sia la preparazione degli italiani emerge un nutrito elenco di svarioni durante test, esami, valutazioni e interrogazioni.

Ecca allora i dubbi su "Da o dà? Qual è o qual’è? Per cui o percui? Accelerare o accellerare?". Solo per citare alcuni degli errori più comuni che vengono commessi quando si utilizza la lingua italiana. La grammatica, infatti, è da sempre il campo in cui gli studenti italiani sembrano avere le idee più confuse. L’errore più comune riguarda il posizionamento dell’apostrofo (41%), che è da sempre la bestia nera in campo di scrittura. Difficile da utilizzare anche il congiuntivo (23%), che ogni volta pone il dubbio su come poterlo usare. Grandi difficoltà si trovano anche nell’utilizzo della punteggiatura (18%), campo in cui tutti sono inciampati almeno una volta. Ma per quali motivi gli studenti hanno tutte queste difficoltà? In generale per la fretta con la quale si scrive qualcosa (38%), ma motivi importanti sono anche la poca attenzione (25%) e il non rileggere quello che si sta scrivendo (21%). Lo studente medio infatti non sempre pone l’attenzione dovuta a quello che sta scrivendo, preferendo scrivere di più rispetto a soffermarsi a pensare.

Anche in storia le idee non sono tanto chiare. Il 37% dei maturandi non conosce gli avvenimenti accaduti dopo il 1945, essendosi limitato allo studio fino a quella data. Il 22% invece è a conoscenza del fallimento dell’Italia nella seconda guerra mondiale, ma allo stesso tempo crede che Churchill sia stato il primo ministro americano durante la guerra. Ma quando è stata l’unità d’Italia? Un discreto 48% ha risposto correttamente alla domanda, ma un preoccupante 23% l’ha fissata nel 1850 e un 22% ha detto che è stata nel 1930. Il 24% degli studenti crede che il nostro paese sia monarchia, mentre un 19% crede che viviamo addirittura in un’aristocrazia. Se il 39% crede che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dall’Italia, un forte 28% è convinto che Hitler abbia preso il potere in Germania nel 1910. Ma quando è iniziata la guerra civile russa? Il 44% dei maturandi crede che sia iniziata nel 1850, mentre un 23% è convinto che non sia iniziata prima del 1955.

In geografia i problemi di certo non mancano. 1 studente su 3 crede che la capitale dell’Austria sia Berlino ed è convinto che Ginevra sia una città della Francia. Il 32% dei maturandi crede che Zagabria sia una città della Romania e che Vienna si trovi in Germania. Ma anche parlando dell’Italia non mancano le gaffe. 1 studente su 2 crede che le regioni del Belpaese siano 15, mentre un buon 27% è convinto che San Marino faccia parte dell’Italia. Ma dove si trova Ancona? Il 24% pensa che si possa trovare in Toscana, mentre il 18% la posiziona in Emilia-Romagna. 1 maturando su 3 risulta non essere neanche in grado di indicare dove si trovi una regione sulla cartina geografica.

Il sociologo Saro Trovato segnala che a volte l’ansia e la fretta da esame possono far incorrere i ragazzi in figuracce: «Troppo spesso i ragazzi italiani sono additati come ignoranti senza scoprire cosa davvero si cela dietro questa impreparazione. In un’occasione particolare come la maturità, infatti, si sovrappongono  una serie di fattori che possono andare ad inficiare la prestazione del giovane. L’ansia e il panico di non riuscire a concludere in tempo sono i fattori che possono far capitolare il maturando. Il mio consiglio? Affrontare questa prova con la giusta serenità, in modo da far emergere le reali conoscenze che si possiedono».

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