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giovedì 02 aprile 2020
 
Israele
 

La quinta volta di Bibi

10/04/2019  Le elezioni anticipate israeliane finiscono in pareggio fra i partiti di Netanyahu e dello sfidante Benny Gantz, ma la coalizione di destra ha la maggioranza dei seggi. Così il leader del Likud, che fu eletto primo ministro per la prima volta nel 1996, sarà incaricato di formare il nuovo governo.

Le elezioni politiche anticipate in Israele sono finite con un pareggio tra i due principali sfidanti, il premier uscente Benjamin (Bibi) Netanyahu e Benny Gantz, ma poiché per governare serve una coalizione, il nuovo governo lo formerà ancora Netanyahu, l’unico in grado di formare un’alleanza con la maggioranza dei 120 seggi della Knesset, il parlamento israeliano.

Sia il partito “biancoblu” di Gantz sia il Likud di Netanyahu hanno conquistato 35 seggi, tuttavia Bibi può contare su 65 seggi, contro i 56 di Gantz. Così Netanyahu, dopo una notte di testa a testa con il rivale, può cantare vittoria, ringraziare gli elettori e promettere di creare in tempi rapidi un nuovo governo.

''Sono molto emozionato. Questa è la notte di una vittoria immensa. Sia ringraziato il Cielo che siamo giunti a tanto’’, ha esordito Netanyahu. I principali esponenti dei partiti di destra hanno dichiarato che chiederanno al presidente della Repubblica Rivlin, di affidare l’incarico a Netanyahu.

Nel blocco di destra i partiti che saranno rappresentati alla Knesset sono Likud, United Torah Judaism, Shas, Yisrael Beiteinu, Right-wing Union e Kulanu. Nel blocco di centro sinistra ci sono invece Kahol Lavan, Hadash-Ta'al, Labor, Meretz e la lista araba unita Balad.

"Purtroppo gli israeliani hanno in maggioranza votato per candidati impegnati ad arroccarsi nello status quo di oppressione, occupazione, annessione ed esproprio in Palestina", ha detto l'esponente dell'Olp Hanan Ashrawi, secondo cui Israele ha scelto "un parlamento di destra razzista e xenofobo”. Negli ultimi giorni della campagna elettorale Netanyahu aveva annunciato che il nuovo governo compirà l’annessione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, una mossa che certamente gli ha fruttato i voti della destra oltranzista.

Da Washington il presidente americano Trump ha detto che la vittoria di Netanyahu è un buon segnale per la pace, mentre il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, ha promesso che “in un futuro molto prossimo” sarà finalmente presentato il piano di pace americano per il Medio Oriente, più volte annunciato, ma non ancora svelato.

Per Netanyahu, 69 anni,  quello che comincerà nei prossimi giorni è il quinto mandato. Bibi è stato eletto premier per la prima volta nel 1996. Dopo aver perso le elezioni del 1999, Netanyahu in seguito è stato ministro degli esteri e delle finanze. Eletto alla guida del Likud nel 2005, Netanyahu è tornato primo ministro nel 2009 ed è stato rieletto nel 2013 e nel 2015. Su di lui pesa un’inchiesta per corruzione che è stata annunciata a sei settimane dalle elezioni, ma evidentemente gli elettori ne hanno tenuto conto solo in parte.

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