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giovedì 21 gennaio 2021
 
OLTRE IL COVID
 

La ripresa? Partirà dalla famiglia e dall'educazione

13/01/2021  Le aspettative degli italiani verso il futuro. Dalle preoccupazioni per l'economia e la salute all'impegno di proteggere i propri cari, il benessere personale e la comunità sino al desiderio di veder rafforzati valori come la famiglia, la cultura e il lavoro. Ecco i risultati di un recente sondaggio

La campagna vaccinale è in atto e gli italiani cercano di vedere la fine di un'emergenza che continua a condizionare le loro vite. L’Associazione 50&Più ha realizzato un’indagine (L’emergenza COVID-19, primi sintomi di impatto sociale e prospettive nel nuovo periodo) per capire come stanno vivendo le difficoltà e come si preparano al futuro.

Per quanto riguarda le aspettative diverse rispetto al prossimo futuro il 16,7% degli intervistati si dichiara fiducioso di un ritorno alla normalità di sempre al termine della pandemia rispetto al 60,4% del totale che pensa si scoprirà una nuova normalità. Ma c’è anche chi (22,9%) dichiara di non vedere prospettive per il futuro. I quesiti che hanno indagato le preoccupazioni e le risorse che gli italiani vorrebbero investire in futuro hanno dimostrato come la famiglia rientri tra i primi pensieri degli intervistati. Ad esempio, il 73,7% ha dichiarato di essere maggiormente preoccupato per il benessere della propria famiglia nell’arco dei prossimi tre anni, facendo seguire il lavoro, la salute e le relazioni sociali. Inoltre, il 71% degli italiani si dice disposto a impiegare tempo e risorse alla cura della famiglia e nel 51,8% dei casi ritiene che il nucleo familiare sia il primo valore su cui investire per assicurare la coesione sociale tra i cittadini. 

 

Nei confronti del futuro politico del Paese, il 70,6% degli intervistati pensa che nei prossimi tre anni la voce degli italiani non sarà ascoltata dai politici. Un trend che si ripresenta anche in riferimento alla percezione della situazione economica. Il 70,2% degli intervistati, infatti, crede che l’Italia, nei prossimi tre anni, diventerà un paese fortemente impoverito e con scarse prospettive di crescita per il futuro. Una tendenza che vede schierarsi dalla parte opposta un più esiguo 29,8% secondo cui la Penisola avrà ottime prospettive per coloro che intenderanno investire e innovare. I lavoratori e i pensionati che hanno preso parte all’indagine hanno poi risposto a una domanda sulla loro condizione economico-finanziaria nell’anno del Covid. Il 36,5% dei lavoratori ha dichiarato di non aver subito alcuna riduzione della propria attività lavorativa, mentre il 2,8% ha perso il lavoro e il 30,7% si è visto ridurre l’orario lavorativo e il reddito percepito. Una situazione più felice, invece, per i pensionati che solo nel 3,7% dei casi hanno subito una riduzione della pensione.

 

Alcune differenze sono state rilevate anche in merito alle condizioni in cui gli italiani hanno trascorso il lockdown. Il 57,9% del campione, ad esempio, non ha riscontrato difficoltà nell’utilizzo delle tecnologie e il periodo di lockdown si è rivelato utile per più della metà (52,3%) degli intervistati che hanno sfruttato la permanenza domestica per migliorare la propria alfabetizzazione digitale. In ultimo, più del 65,3% del totale ha vissuto una situazione di particolare isolamento sociale con un picco che interessa la fascia tra i 35 e i 64 anni. Una variabile che potrebbe dipendere dalle particolari condizioni che caratterizzano questa fase di vita. È probabile che in questo gruppo, infatti, si ritrovino lavoratori con figli piccoli o adolescenti e persone che, nel frattempo, devono occuparsi dell’assistenza di genitori o parenti anziani. Una situazione già di per sé delicata che, durante il lockdown, ha dovuto fare i conti con la didattica a distanza e lo smart working in spazi casalinghi non sempre idonei, e l’impossibilità di prestare assistenza continuativa a causa delle restrizioni per prevenire il contagio.

 

 

50&50 è un associiazione aderente a Confcommercio con oltre 330.000 iscritti su tutto il territorio nazionale. L'indagine, che ha coinvolto 1.740 persone, intitolata L’emergenza COVID-19, primi sintomi di impatto sociale e prospettive nel nuovo periodo, è avvenuta in collaborazione con l’istituto di ricerche di mercato Format Research Srl

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