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"La superbomba fa paura, ma non dimentichiamo le troppe armi usate ogni giorno nel mondo"

14/04/2017  Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo, ricorda che nel 2016 il Pentagono ha utilizzato 26.000 ordigni, fra missili e bombe. "Negli arsenali di americani e russi ci sono bombe convenzionali ancora più potenti di quella usata in Afghanistan".

“La chiamano con enfasi ‘la madre di tutte le bombe’, ma quella usata dagli americani in Afghanistan non è la bomba convenzionale più grande e potente presente negli arsenali. Russi e americani ne possiedono altre ancora più distruttive”. Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo, attento conoscitore dei sistemi di armamento, si stupisce, ma fino a un certo punto, del bombardamento con la “superbomba” contro i miliziani di Isis in Afghanistan. “Si sapeva che queste armi esistono, ma se davvero questa ha provocato la morte di 36 miliziani, ci si chiede quale sia il senso di questa esibizione muscolare da parte di Trump.Il risultato raggiunto sembra sproporzionato rispetto all’arma impiegata”.

L’uso della “superbomba” in Afghanistan arriva pochi giorni dopo il lancio dei missili Tomahawk verso un aeroporto militare in Siria. Trump vuol far vedere che lui è il gendarme del mondo?

“Da parte di Trump c’è l’esibizione muscolare e la spettacolarizzazione, ma non dimentichiamo un dato importante: nel 2016 il Pentagono ha sparato in varie aree del mondo oltre 26.000 ordigni. È come se ogni giorno dello scorso anno  gli Stati Uniti avessero usato una bomba di capacità distruttiva simile o superiore a quella usata in Afghanistan. Quindi non facciamo finta che non si sparasse prima dell’arrivo di Trump alla Casa Bianca, il Pentagono ha sempre fatto un largo uso di armi convenzionali. La “superbomba” non deve farci distrarre da questa realtà. E’ come esecrare l’attacco con le armi chimiche in Siria, terribile,  dimenticando però che dieci giorni prima a Mosul sono morti 200 civili uccisi con l’uso di armamento convenzionale”. 

SI annunciano tempi di vacche grasse per i produttori di armi?

“No c’è dubbio, in questo clima ci guadagna soprattutto l’industria bellica. Va sottolineato che gli Stati Uniti hanno già deciso nell’anno fiscale in corso un aumento delle spese militari di 54 miliardi di dollari, circa il 10 per cento in più rispetto all’anno precedente. Quando aumenti così tanto la spesa militare  in così poco tempo,  puoi solo comprare armi ,non hai tempo per creare nuovi effettivi, nuovi reparti o investire nell’addestramento”. 

Quanto conta la presenza di così tanti generali ed ex generali nello staff di Trump?

“Certamente la loro presenza ha un peso. Il ministro della Difesa, il generale James Mattis, è un Marine duro e interventista, ma spesso i politici sono più interventisti dei militari. A volte i militari fanno comodo quando non si riesce a trovare una soluzione politica ai problemi. Credo che questo interventismo di Trump abbia due scopi: accontentare la destra americana più dura e spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dai giganteschi problemi interni dell’amministrazione”.

L’esibizione muscolare di Trump è rivolta soprattutto alla Corea del Nord, che nei prossimi giorni potrebbe fare un nuovo test nucleare?

Non credo che gli Stati Uniti abbiano bisogno di mostrare i muscoli alla Corea del Nord, infatti c’è troppa disparità d forze. Secondo me Trump vuole impressionare la Russia e la Cina. Soprattutto la Cina, che è molto interventista nel Mar Cinese Meridionale, una zona del mondo che ritengo potenzialmente più pericolosa del Medio Oriente e della Corea del Nord”.

 

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