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lunedì 22 aprile 2019
 
Stasera in tv
 

La vera storia della morte di Hitler

12/04/2018  Va in onda stasera su Rai 3 "La caduta - gli ultimi giorni di Hitler", il film con un magistrale Bruno Ganz nei panni del dittatore tedesco. Nella Berlino ormai assediata, il suicidio con Eva Braun

Malgrado Hitler si ostinasse a non ammetter al disfatta (russi e truppe alleate stavano avanzando da più fronti), nell’aprile 1945 la resa definitiva della Germania era ormai imminente. Hitler si era ritirato dal 16 gennaio 1945 nel suo Führerbunker a Berlino con Eva Braun.  Berlino, già ridotta in macerie, iniziò a essere bombardata anche dall'artiglieria sovietica per la prima volta il 20 aprile 1945 e la sera del 21 aprile carri armati dell'Armata Rossa raggiunsero la periferia della città. Nel pomeriggio del 22 aprile 1945, durante una riunione, Hitler subì un collasso nervoso quando venne informato che gli ordini trasmessi a Felix Steiner, generale delle SS in forza al Armeeabteilung Steiner nella continua difesa di Berlino, erano stati disattesi. Hitler lanciò un'invettiva contro il tradimento e l'incompetenza dei suoi comandanti, che culminò per la prima volta nella esternazione che, secondo lui, la guerra era perduta, per poi annunciare che sarebbe rimasto a Berlino fino alla fine, per poi togliersi la vita. Il 27 aprile 1945, Berlino venne completamente tagliata fuori dal resto della Germania. Il 28 aprile  Heinrich Himmler aveva lasciato intendere agli alleati che aveva l'autorità per negoziare una resa, ma Hitler considerò questo un tradimento e ordinò di arrestarlo. In quel momento l'Armata Rossa era avanzata verso Potsdammer Platz e stava preparando l'assalto alla cancelleria del Reich: inoltre Hitler apprese della morte del suo alleato, Benito Mussolini, giustiziato dai partigiani italiani e i cui corpi, assieme a quello della sua amante, Claretta Petacci, furono poi appesi a Milano in piazzale Loreto a testa in giù. Dopo la mezzanotte del 29 aprile 1945, Hitler sposò Eva Braun  e dopo  un modesto pranzo di nozze con la neo sposa, si recò con la sua segretaria, Traudl Junge, in un'altra stanza, per dettare il suo testamento e verificare che le capsule al cianuro facessero effetto. Ne testò anche una sul suo cane Blondi che morì immediatamente.  

Il 30 aprile Hitler, due segretari e il suo cuoco personale pranzarono, dopo di che Hitler e la Braun dettero i loro addii personali ai membri dello staff del Führerbunker e ai compagni, tra cui Martin Bormann, Joseph Goebbels e la sua famiglia, i segretari e i diversi ufficiali militari: verso le 14:30 Hitler ed Eva andarono nello studio personale del fuhrer. Dopo la morte di Eva Braun per il cianuro, Hitler ingerì una capsula e si sparò alla tempia. Come aveva disposto, i due corpi furono portati nel cortile, cosparsi di benzina e dati alle fiamme. Il rogo dei cadaveri durò dalle 16:00 alle 18:30. Intorno alle 18.30 i resti furono inumati da Lindloff e Reisserin in un cratere superficiale provocato da una bomba.  il 1º maggio 1945 la stazione radio Reichssender di Amburgo interruppe la programmazione per annunciare dopo la drammatica musica funerea di Wagner e Bruckner, che Hitler era morto. Il 2 maggio 1945 i resti di Hitler, della Braun e di due cani vennero scoperti da un'unità dell'Intelligence dell'Armata Rossa, la SMERSH, incaricata di trovare il corpo del Hitler. Il suo corpo venne identificato grazie all’arcata dentale. I resti dopo varie peripezie furono  sepolti a Magdeburgo il 21 febbraio 1946. Il 4 aprile 1970 furono segretamente riesumate cinque casse di legno, contenenti i resti di "dieci o undici corpi in avanzato stato di decomposizione"; i resti furono completamente bruciati e frantumati e le ceneri furono gettate nel fiume Biederitz, un affluente del vicino fiume Elba.
Prive di fondamento le ipotesi che Hitler non fosse morto davvero e fosse fuggito in Sud America o in Argentina arttraverso la cosiddetta "rotta dei topi".

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