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sabato 23 novembre 2019
 
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Lara Spencer e il principe George, se gli adulti fanno i bulli contro un bimbo di sei anni

26/08/2019  Billy Elliot non ci ha insegnato niente. E Roberto Bolle difende il principino...

Sono passati 19 anni da quando Billy Elliott ha commosso il mondo, nel frattempo il film è diventato un musical che ancora sbanca i più importanti teatri. Verrebbe da dire che ha fatto tanta strada. Ma poi è bastato il video di Lara Spencer, conduttrice di Good Morning America, pubblicato da Roberto Bolle sul suo profilo Instagram per riportarci tutti di colpo al via di un gioco dell’oca di pessimo gusto che in una risata ha seppellito tutto il progresso culturale fatto fin qui. La bionda e patinata conduttrice passa in rassegna le materie che il prossimo anno il principino George studierà a scuola e snocciola: religious studies, studi religiosi, computer programming, programmazione per computer, poetry poesia, alla parola balletto, danza classica, giù una risata scomposta, che trascina con sé il pubblico che si sganascia, mentre nel montaggio compaiono le foto di George.

Roberto Bolle, uno dei ballerini classici più acclamati al mondo, pubblica il video, e lancia una domanda aperta ai suoi follower: «mi piacerebbe molto sapere che cosa pensate di questo video, se lo trovate divertente o inappropriato. Come ballerino io trovo un po’ rude che Lara Spencer abbia permesso questo. È già abbastanza difficile per tanti danzatori fronteggiare le prese in giro da adulti». Educato come sempre Roberto Bolle, professionista serissimo e adorato nei teatri del mondo, pone il problema con garbo e fermezza, il mondo della danza lo segue e costringe la conduttrice alle pubbliche scuse.

Roberto Bolle: con un intervento fermo, ma garbato attraverso i social ha spinto la conduttrice a scusarsi con il principino e il mondo della danza (foto Ansa. Foto in alto: il principino George, Reuters)
Roberto Bolle: con un intervento fermo, ma garbato attraverso i social ha spinto la conduttrice a scusarsi con il principino e il mondo della danza (foto Ansa. Foto in alto: il principino George, Reuters)

Non bastano, non solo perché nessuno che abbia un talento o una passione dovrebbe essere costretto a coltivarli temendo di essere deriso, soltanto perché la Tv è ancora piena di gente che dice che il calcio non è uno sport per signorine e che la danza è roba da femmine, ma perché c’è in quel video qualcosa di violento che va oltre. In quel filmato ci sono persone adulte, che si sono assunte l’onore e l’onere di una voce pubblica, che in pubblico, in una trasmissione vista da milioni e milioni di americani, e che i social amplificano in tutto il mondo, si permettono di deridere un bambino di sei anni che ha avuto in sorte di nascere erede al trono d’Inghilterra e che, per questo, si porta il peso di non avere un istante di privacy da quando è al mondo (ma è giusto? Non devono valere per lui le tutele che ci sono per gli altri minori sui media?).

C’è una sproporzione enorme in quella risata: adulti contro un bambino, adulti che hanno scelto di vivere in pubblico contro un bambino che vive in pubblico senza averlo potuto scegliere. Per dirla più chiaramente sono a tutti gli effetti adulti che compiono un atto pubblico di bullismo contro un bambino, insegnando indirettamente a tutti i bambini che li guardano a fare altrettanto. Lo insegnano ai compagni di George, per il quale sarà già abbastanza complicato relazionarsi con il mondo senza l’ingombro del personaggio pubblico che gli hanno incollato addosso dal giorno in cui è nato, e a tutti i compagni dei tanti sconosciuti ballerini (e tanto altro) in erba che da quel video in poi avranno più dura una vita già dura. Un danno grave, a lunga scadenza, di cui non è facile individuare la ricaduta, ma che di certo le scuse tardive non hanno il potere di riparare.

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