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martedì 16 luglio 2019
 
I segnali da capire
 

Depressione, le parole che ci devono mettere in allarme

07/04/2017  Si può capire se un nostro caro è depresso dai suoi discorsi. Ecco le frasi che possono darci indicazioni preziose e le risposte che assolutamente non bisogna dare a chi ne soffre.

Per i famigliari e gli amici spesso è difficile scoprire le prime avvisaglie della depressione in una persona a loro cara. Si tende a sottovalutare il disagio, pensando che passerà da solo. Quali sono i segnali da tenere sotto controllo per aiutare chi sta per ammalarsi? Lo psicologo e psicoterapeuta Giovanni Porta spiega che «Una delle spie più evidenti che una persona è depressa, al di là dell’apatia e della poca voglia di prendere iniziative, si trova proprio nei suoi discorsi.

Ecco, secondo l'esperto, quali sono le frasi che ci devono mettere in allarme, soprattutto se ripetute spesso, e come rispondere o quali azioni intraprendere:

“Non cambierà mai nulla”

La depressione è una condizione complicata perché è come dover iniziare un viaggio lunghissimo sentendosi sfiniti. L’apatia dei depressi si accompagna spesso a un acuto senso di mancanza di forze, da cui consegue la quasi totale assenza di motivazione. Ciò che i depressi hanno smesso di sperimentare è che le energie si rigenerano, facendo cose piacevoli.

Cosa fare per aiutarli - Un modo per aiutarli a superare l’immobilismo è, come con i convalescenti, riabituarli piano piano a fare qualcosa di bello insieme a qualcun altro, meglio se poco faticoso.

Cosa rispendere - Una possibile frase da opporre all’immobilismo depressivo può essere qualcosa del tipo “ti va se guardiamo un film?” (o qualche altra attività poco impegnativa da fare insieme o, almeno, vicini)

“Non valgo niente”

Le persone depresse tendono a pretendere troppo da se stesse. Non si accontentano di riuscire in qualcosa, ma di solito vogliono eccellere, cosa che le fa cadere in un gorgo senza fine di auto commiserazione in caso di risultato non confacente alle loro aspettative.  Al minimo intoppo nei loro piani, si accusano di essere degli incapaci perché confondono il non primeggiare con il non valere nulla.

Come rispendere - Una buona frase in risposta alla lamentazione circa la carenza del proprio valore può essere “io ti voglio bene proprio così come sei, compresi i tuoi difetti”.

 “Voglio tornare quello/a di prima”

Una tendenza comune a molte persone che presentano sintomi depressivi è il fatto di concentrare la propria attenzione sul passato invece che sul presente, di solito idealizzandolo come un momento felice e pieno di soddisfazioni. In molti casi, però, è proprio questo il loro vissuto, tanto che la maggior parte delle depressioni non organiche si sviluppa in conseguenza di qualche evento spiacevole (fine di una relazione sentimentale, licenziamento ecc.).

Cosa consigliare per aiutarli - La cosa fondamentale per migliorare la propria condizione è la politica dei piccoli passi, cioè migliorare la propria vita giorno per giorno, senza pretendere tutto e subito (attività nella quale i depressi sono maestri).

Cosa rispondere - Una buona risposta da dare loro può dunque essere: “Ok, vuoi tornare quello/a di prima. Qual è il primo passo che puoi fare oggi? Se me lo dici ti aiuto”

“Ormai è troppo tardi”

La disperazione depressiva si poggia su una miscela di generalizzazione e assenza di speranza. I depressi fanno di tutta l’erba un fascio:, smettono di distinguere tra un problema e un altro e creano un enorme unico problema chiamato depressione dal quale sembra impossibile uscire. Inoltre, sono pieni di rimpianti: lamentano occasioni svanite, obiettivi persi, sconfitte, e ritengono che se riprovano dove hanno fallito falliranno di nuovo. Il loro orizzonte è cupo, perché manca del tutto la speranza. La speranza è il bene più prezioso, e riuscire a ridargliene anche una goccia è di sicuro un gran risultato.

Cosa rispondere - Un esempio di frase da dir loro in un momento di sconforto può a mio avviso essere “Io credo che ce la farai a raggiugere i tuoi obiettivi. Magari non subito, di certo non tutti, ma sono convinto che ce la farai”.

Giovanni Porta ci ricorda che «per uscire dalla depressione, spesso, può essere fondamentale un intervento professionale che accompagni la persona in un viaggio di cambiamento e accettazione della propria storia e dei propri limiti, in maniera da ritrovare interesse in se stessi e nello stare nel mondo, un cammino di riscoperta del piacere e delle piccole bellezze che rendono una vita degna di essere vissuta» e ci segnala anche le frasi da evitare di dire a un depresso che ha bisogno soprattutto di amore, amicizia, accettazione, compagnia e riconoscimento.  

“Dai, muoviti!”

La depressione non è un capriccio, non si vince unicamente con la forza di volontà. Per superarla, serve una profonda ristrutturazione del proprio modo di stare al mondo. Molto meglio lavorare per convincere la persona depressa a iniziare un percorso di sostegno psicologico invece che incitarla a muoversi facendo non si sa bene cosa.

“Così fai stare male anche me”

Non è un problema del depresso come stiamo noi, farlo sentire in colpa non fa che peggiorare il suo stato.

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