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venerdì 06 dicembre 2019
 
 

I compiti con la mamma: scene di ordinaria follia

13/12/2014  La mole di lavoro da fare a casa dopo la scuola è davvero grande. E così i genitori si ritrovano, sbagliando, ad aiutare i figli a svolgere compiti e ripetere lezioni. Dando vita a litigi e malessere. Per tutti.

Un'amica con figli più grandi dei miei mi raccontò che un giorno mentre cercava di far studiare le sue figlie, la nonna delle due malcapitate le si avvicinò, dopo aver assistito al suo continuo spazientirsi, per dirle: «Alessandra credo che tu abbia bisogno di uno psicologo. Non stai bene». Sguardo lucido degli anziani e poche e chiare parole per descrivere cosa succede in molte famiglie quando ci si confronta con lo studio dei figli. Dalle elementari sino alla fine delle superiori.

Ascoltai questa storia con superiorità e illusione, convinta che non mi sarei mai ridotta come la mia amica. Trovandomi tuttavia ben presto a ricordare il racconto di quell'episodio con l'ingresso dei miei figli nel mondo della scuola, Ho così immediatamente compreso che ci vuole un attimo per ritrovarsi in quelle condizioni di esasperazione. A perdere la pazienza, a lanciare un libro, strappare un quaderno o a dire frasi di cui pentirsi immediatamente.... E mi sono trovata anche a rivedere lo stesso sguardo di quella nonna negli occhi di una ignara passeggera che, durante un lungo viaggio in treno, assistette  al mio tentativo isterico di far studiare matematica a mia figlia in modo da finire tutti i compiti assegnati prima dell'arrivo in stazione.

Insomma la preparazione e i compiti dopo la scuola generano scene di ordinaria follia. Le abbiamo viste in tutte le famiglie.  Anche perché la mole di lavoro assegnata da maestri e professori spesso è tale che, volenti o nolenti, le mamme prima di tutto e poi, per delega, anche i papà si trovano coinvolti in questo rito dello studio che dovrebbe essere un piacere e un privilegio e si rivela invece causa di insofferenze e liti familiari.

Colpevoli noi genitori per eccesso di protezione, di bisogno di essere utili, per l'orgoglio di avere un figlio con ottime performance a scuola, o semplicemente per la voglia di avere week end e serate libere per sé e per la famiglia, Colpevole però anche il sistema scolastico italiano che prevede, oltre alle ore passate a scuola, più e altrettante ore sui libri. Ore che, almeno in parte, potrebbero essere spese in attività purtroppo trascurate nel nostro Paese. Soprattutto dai ragazzi delle superiori che per "colpa" dell'ottima istruzione che stanno ricevendo si ritrovano a non avere tempo per attività ugualmente formative come fare sport, studiare musica o leggere un bel romanzo...

 
 
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