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giovedì 14 novembre 2019
 
 

Lucio Dalla, la Casa museo resta chiusa nel giorno del 73° compleanno

04/03/2016  Oggi Lucio Dalla avrebbe compiuto 73 anni. Un compleanno indimenticabile, quello del grande cantautore bolognese, consegnato a una delle canzoni più belle della nostra storia. Eppure la casa-museo di Bologna ha tenuto le porte chiuse.

Oggi Lucio Dalla avrebbe compiuto 73 anni. Un compleanno indimenticabile, quello del grande cantautore bolognese, consegnato a una delle canzoni più belle della nostra storia. 4 marzo 1943, con la quale Lucio si classificò terzo al Festival di Sanremo del 1971, accompagnato sul palco dalle Equipe 84.

Per lui fu l’esordio presso il grande pubblico, la svolta di una carriera artistica da allora sempre in salita. Stasera la sua vocalist storica, Iskra Menarini, gli renderà omaggio dal palco dell’ Auditorium Parco della Musica di Roma, insieme a Pupi Avati, che rievocherà la loro lunga amicizia, cominciata nella jazz band in cui entrambi suonavano il clarinetto. 

E Bologna? La sua città, a quattro anni dalla morte, si aspettava finalmente l’apertura della Casa museo, la storica dimora di via d’ Azeglio zeppa di tesori d’arte che Lucio aveva collezionato lungo tutta una vita, bramoso com'era di bellezza, in tutte le sue forme. Lui stesso del resto aveva espresso più volte la volontà di trasformare la palazzina, a due passi da quella “Piazza grande” protagonista di un’altra delle sue canzoni più famose, in una Fondazione aperta al pubblico e ai nuovi talenti. Si era già mosso in questo senso, ma la morte non gli ha concesso il tempo necessario per concretizzare il progetto. La Fondazione è nata, per volontà degli eredi, ma la strada da percorrere ancora è lunga. Intanto oggi, 4 marzo, la Casa museo resterà chiusa. E dire che l’apertura straordinaria dell’anno passato si rivelò un successo straordinario, coi biglietti d’ingresso bruciati in tre ore di prevendita. Doveva essere la prova generale per renderla visitabile per tutto il tempo dell’anno. Arrivarono artisti e gente comune, a rendergli omaggio, compreso il ministro Franceschini, che disse che i testi di Lucio dovrebbero essere materia di studio a scuola. 

E invece, calato il sipario su questo esperimento, è sceso il silenzio. Il portone di via D’Azeglio oggi resterà chiuso anche se la Fondazione, forse per rispondere alle proteste che si sono sollevate da più parti, ha annunciato una serie di letture e concerti nella piazzetta antistante. Bologna non deve, non può dimenticare uno dei suoi figli più grandi. E il modo migliore per ricordarlo è quello di rispettare la sua volontà. Non basta la statua “All'amico Lucio” dello scultore Carmine Sussini, che verrà inaugurata oggi sotto le sue finestre e rimarrà esposta sino alla fine del mese. E’ una statua in bronzo, che lo ritrae seduto su una panchina, invitando i fan a posare per un selfie accanto a lui. I turisti saranno contenti, ci si augura che i bolognesi pretendano qualcosa di più.

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