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venerdì 05 giugno 2020
 
CHIESA IN PRIMA LINEA
 

Preghiera ma anche cacce al tesoro virtuali, l'associazionismo cattolico oggi

30/03/2020  Per accompagnare le centinaia di migliaia di ragazzi anche in questi giorni di isolamento forzato, gli animatori di gruppi, movimenti, parrocchie stanno dando prova di grande passione e creatività. L'#iorestoacasa non ferma la passione educativa. Cosa accade dall'Azione Cattolica agli Scout, dalle Acli alla Comunità di Sant'Egidio...

Dalla maratona di preghiera alla caccia al tesoro virtuale, passando per la bacheca per condividere pensieri e il decalogo per vivere bene il doloroso tempo del Coronavirus. In questi giorni di pandemia l’associazionismo cattolico sta dando prova di creatività e grande passione educativa per stare vicino alle centinaia di migliaia di ragazzi che seguono i diversi percorsi educativi e spirituali. Movimenti e associazioni, ciascuno con il carisma e l’inventiva che li contraddistingue, tutti con uno stesso obiettivo: vivere in maniera il più possibile feconda il tempo che ci è dato.

Fra i primi a chiedersi come continuare a fare educazione non potendo uscire di casa sono stati gli scout dell’Agesci. «Crediamo che questo sia un tempo da abitare in tutte le sue sfumature. Sentiamo il bisogno di ascoltare quello che stiamo vivendo e riconoscere e assumere con consapevolezza e libertà il bene che ogni situazione, anche la più tragica, “contiene”», dicono Barbara Battilana e Vincenzo Piccolo, presidenti del Comitato nazionale. Nei giorni scorsi l’associazione ha lanciato il percorso #fanuovetuttelecose, invitando gli educatori scout a sostare ogni giorno per un momento di raccoglimento, condividendo poi pensieri, sentimenti e preghiere (www.agesci.it). E mentre i vertici stanno lavorando a ulteriori percorsi per utilizzare al meglio gli strumenti del metodo scout e offrire riflessioni di carattere pedagogico, l’invito ai singoli gruppi è stato di usare al meglio la creatività. Così sul territorio sono fiorite idee e iniziative, dall’invitare i bambini ad affinare le proprie abilità sperimentando ricette culinarie, al coinvolgere i più grandi in giochi di squadra on line preparati ad hoc per loro, ma anche semplicemente invitare grandi e piccini a sorridere alle persone con cui si condivide la quarantena. Gli scout della Lombardia, la regione che più sta patendo il dramma Covid-19, hanno poi lanciato il percorso #ViciniDaCasa. Riprendendo le parole del fondatore Baden Powell «quando la strada non c’è, inventale», hanno preparato uno spazio virtuale (https://lombardia.agesci.it) per continuare a essere comunità, ognuno da casa propria. «La proposta coinvolge tutti gli scout, fin dai bambini. Seguiamo tre filoni: #untempoperdirtiche per condividere i pensieri, #preghiamoinsieme per sentirsi Chiesa, e #unideaxte per portare avanti la riflessione pedagogica», spiegano da Agesci Lombardia.

Nei giorni scorsi la presidente diocesana Azione Cattolica ambrosiana Silvia Landra ha inviato una accorata lettera ai soci di tutta Italia e sul sito dell’associazione (www.azionecattolica.it) è stata aperta una bacheca in cui raccogliere consigli, messaggi, e preghiere di singoli e gruppi. Obiettivo dichiarato, far sì che «questa situazione non manchi di essere occasione feconda». E proprio oggi si sta svolgendo la Maratona di preghiera promossa da Azione Cattolica ambrosiana: dalle 7 e fino alla mezzanotte i soci si stanno passando il testimone della preghiera in un flusso continuo destinato in particolare a chi sta soffrendo. E sempre dal capoluogo lombardo è partita anche l’idea della Notte degli ulivi, per la sera del mercoledì santo: una veglia, organizzata insieme agli universitari della Fuci, in cui i giovani potranno pregare in “comunione virtuale”.

Diverse anche le iniziative promosse anche dalle Acli, soprattutto nelle aree del nord Italia più complite dall’emergenza. Le Acli Provinciali di Brescia e della Valle Camonica, ad esempio, hanno lanciato il progetto Dopo scuola digital coinvolgendo giovani e a studenti universitari. «Crediamo che un gesto di condivisione e animazione della comunità possa sostenere i nostri bambini e ragazzi. La partecipazione dei giovani, che in maniera volontaria mettono a disposizione le loro competenze, si inserisce nei valori di partecipazione attiva alla vita della società e di restituzione di quanto appreso», spiegano i promotori.

«Al contagio globale, rispondiamo con la globalizzazione della solidarietà», è invece il motto con cui Sant’Egidio sta rispondendo all’emergenza. Il movimento internazionale, che si fonda su preghiera, poveri e pace e che fra i suoi membri conta anche parecchi giovani, propone la visione in streaming di alcuni appuntamenti come la preghiera della Comunità (www.santegidio.org). «La prova che stiamo vivendo avrà almeno il pregio di far crescere in tutti lo spazio dell’interiorità, aiutando a maturare la coscienza che della solitudine si può fare a meno, e che vivere bene significa costruire una rete di contatti e di relazioni», ha scritto il presidente Marco Impagliazzo sulle colonne dell’Osservatore romano.

Dal canto suo il gruppo Giovani e missione dei Comboniani sta lanciando frequenti riflessioni, fra cui un decalogo per vivere bene il doloroso tempo del Coronavirus. Regola numero uno: «Riappropriamoci della resilienza per poter superare l'evento traumatico. Facciamo nostro l'imperativo #iostoacasa come un’occasione che ci aiuta a conoscere meglio la nostra abitazione. Rendiamola un luogo sano, bello e accogliente per noi e per i nostri familiari. Riorganizziamo la nostra vita casalinga di fronte alla difficoltà» (www.giovaniemissione.it).

E, ancora, per portare avanti il percorso con i giovani l’Arsenale della pace di Torino - che attira centinaia di giovani ogni anno - ha “spostato” gli incontri on line, con dirette Facebook e Instagram, in cui commenti e interazioni sono il modo per continuare a confrontarsi. Infine – ma l’elenco delle iniziative sarebbe ancora molto lungo - il Movimento giovanile salesiano (Mgs) dell’Italia meridionale ha messo in piedi dB SUD online, palinsesto di iniziative social per assicurare ai giovani l’incontro quotidiano con Dio e con gli amici. «Non è solo una lista di celebrazioni liturgiche e attività ricreative, ma esprimere una rete di attività che “di casa in casa” sperimentano modi creativi di incontro tra salesiani, giovani, laici». Un oratorio virtuale, insomma.

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