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domenica 25 ottobre 2020
 
Cinema
 

Mateusz vive anche se il mondo non lo sa

11/03/2015  Arriva nelle sale dal 12 marzo dopo aver fatto incetta di premi in tutto il mondo "Io sono Mateusz", film polacco che racconta la storia vera di un disabile non in grado, secondo i medici, di comunicare con gli altri.

Cosa significa amare, arrabbiarsi, gioire, incupirsi, in una parola vivere, quando tutti intorno a te pensano che sei un vegetale? È quanto è capitato a un uomo polacco vittima alla nascita di una paralisi cerebrale che, secondo i medici, avrebbe del tutto compromesso la sua capacità di comunicare. Non era così, ma ci vorranno ben 16 anni per scoprirlo. Alla sua storia è ispirato Io sono Mateusz, un film interpretato magistralmente da Dawid Ogrodnik, già tra i protagonisti di Ida, vincitore agli Oscar 2015 come miglior film straniero.

Il film inizia quando Mateusz, già adulto (la differenza più forte rispetto alla storia vera), si trova di fronte a una commissione di medici che deve valutare le sue condizioni mentali, e ci catapulta subito nel passato, nella Polonia degli anni ʼ80 dove lui è cresciuto tra il papà e la mamma, che istintivamente credono che lui comprenda e reagisca agli stimoli, e gli altri familiari, specie la sorella, che lo trattano con indifferenza e a volte perfino con ostilità perché gelosi delle cure che i genitori gli riservano. Da parte sua Mateusz si sente come Gregor Samsa, il protagonista di La metamorfosi di Kafka che un giorno si risveglia con il corpo di un insetto: non ci sta a stare fermo sulla sua sedia a rotelle. Se non può parlare, almeno può muoversi: eccolo allora divertirsi arrampicandosi sulla finestra o strisciando per terra. Il papà però muore e la madre, con il tempo, è sempre più rassegnata. Così Mateusz finisce in un istituto per disabili (una vera clinica e alcuni ruoli sono stati interpretati da veri pazienti), perdendo tutti i suoi già fragili punti di riferimento e sperimentando la più dolorosa delle esperienze: l’opportunismo che può celarsi dietro un apparente amore. Eppure, Mateusz ripete sempre dentro di sé: «Andrà tutto bene».

Lo spettatore segue la storia di Mateusz attraverso la sua voce che esprime i pensieri e questo semplice espediente rende totale l’immedesimazione con lui, tanto che, nelle scene più drammatiche, si prova l’impulso di gridare al suo posto. Ma Io sono Mateusz è tutt’altro che un film triste: il protagonista ha infatti un formidabile senso dell’umorismo e una volontà di ferro, tanto che spesso, durante il film, ci si chiede se molte delle persone “normali” che lo circondano stiano meglio di lui. Come dice il regista Maciej Pieprzyca il film è un invito ad «affrontare i limiti e a trarre piacere dalla vita così com’è. La felicità può essere trovata nei modi più strani e in momenti inattesi».

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