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No smoking be happy

13/05/2013  Fino al 30 giugno il Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ospita una mostra promosso dalla Fondazione Veronesi

Ciò che rende speciale il Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è la capacità di trasformare i visitatori in protagonisti. Un marchio di fabbrica, quello della sperimentazione in prima persona, che ha convinto la Fondazione Veronesi a sceglierlo come sede della mostra-laboratorio "No smoking be happy", attiva fino al 30 giugno.


Si tratta di un percorso educativo all'interno del corpo umano che consente di toccare con mano i danni fisici e psicologici provocati dal fumo di sigaretta e toccherà il suo "apice" il venerdì 31 maggio, Giornata mondiale senza tabacco.

Nel "capitolo" bocca scopriamo che 900° è la temperatura massima del tabacco che brucia sulla punta di una sigaretta, proprio come la roccia fusa da una colata lavica: è come se un piccolo vulcano eruttasse a meno di centimetri dalle nostre labbra.

Un aumento del 10% della frequenza cardiaca e dell'8% della pressione sanguigna sono invece le conseguenze della nicotina sul cuore: è come se fossimo sempre di corsa.

L'azione di stringere tra le labbra una sigaretta e aspirare fa arricciare ripetutamente la pelle: un giorno, questi micro movimenti diventeranno quel genere di ruga noto come "codice a barre": è come se facessimo smorfie tutto il giorno.


Il fumo di sigaretta, com'è noto, contiene PM10, sostanze inquinanti per l'ambiente e dannose per la salute, in quantità paragonabili a quelle emesse da un motore non ecologico. La quantità di polveri sottili prodotta da 3 sigarette fatte consumare per 30 minuti è 10 volte superiore a quella di un motore diesel di 15 anni fa: è come se respirassimo dal tubo di scarico di una vecchia automobile.

Infine, è dimostrato che le sigarette peggiorano la memoria e altre prestazioni del cervello dei fumatori più di altre abitudini dannose per la salute come gli alti livelli di colesterolo e l'essere in sovrappeso: è come se il cervello avesse 10 anni in più.

La Fondazione Veronesi è nata nel 2003 per sostenere la ricerca scientifica, attraverso l'erogazione di borse di studio per medici e ricercatori. Ne sono promotori scienziati, tra i quali 11 premi Nobel che ne costituiscono il Comitato d'onore. Tra le mission della Fondazione, rendere patrimonio collettivo i risultati e le scoperte in campo scientifico attraverso conferenze, progetti per le scuole e campagne di sensibilizzazione.

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