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domenica 17 novembre 2019
 
CIBO E SALUTE
 

La dieta vegana? Non è sinonimo di mangiare sano

12/06/2017  Lo sostiene il nutrizionista Luca Avoledo nel suo libro "No vegan". Carne, pesce, uova e derivati del latte contengono sostanze molto utili. E si può stare meglio con programmi alimentari onnivori fatti bene.

(Foto Reuters: piatti con ricette vegane)

 

Ormai è un dato di fatto. La dieta vegana piace sempre di più agli italiani. Tant’è che nell’ultimo anno le persone che si sono convertire  al veganismo sono addirittura triplicate: secondo l’ultima indagine Eurispes infatti il popolo vegan nel 2017 rappresenta il 3 per cento della popolazione. E poi basta guardarsi attorno per notare che il veganismo è diventato una vera e propria moda: negli ultimi anni sono spuntati decine di ristoranti e bar che offrono menu vegani. Persino i supermercati si sono adeguati dedicando interi scaffali ai prodotti indirizzati a chi non assume proteine di origine animale. Insomma tutti parlano del veganismo come della nuova frontiera del benessere e del mangiar sano. Ma è veramente così? A svelarci tutta la verità sull’alimentazione vegana è il nutrizionista ed esperto di salute naturale Luca Avoledo, che ha appena pubblicato il volume “No vegan” (Sperling & Kupfer) in cui si fa finalmente chiarezza su una dieta che, avverte l’autore, non è sinonimo di benessere, come molti credono. 

 

Tutti parlano di dieta vegana. Ma in cosa consiste esattamente?
«Il veganismo è prima di tutto un movimento di carattere ideologico e animalista nato 70 anni fa in Inghilterra che ha come obiettivo principale il rispetto della vita animale. E la dieta vegana non è altro che la declinazione alimentare del veganismo. Il vegano doc non solo non mangia né carne, né pesce, né i derivati animali come i formaggi, le uova e il miele, ma evita di usare oggetti che derivano o che presuppongono l’uso di animali come le cinture di cuoio, le scarpe di pelle, i vestiti di seta ecc. Insomma il vegano doc è principalmente un animalista. Ma oggi molti di coloro che seguono la dieta vegana non lo fanno per motivi etici, ma per presunte ragioni salutistiche, ritenendo che questo regime alimentare abbia più vantaggi dal punto di vista nutrizionale. Cosa che invece non è affatto vera. E nel mio libro spiego il perché».

 

Per il suo libro ha scelto un titolo provocatorio, “No vegan”. Lei è contro la dieta vegana?
«Voglio chiarire una cosa: io non ho nulla contro i vegani, che hanno tutto il diritto di mangiare quello che vogliono. Quello che il mio libro contesta è la disinformazione che ruota attorno alla dieta vegana. “No vegan” sta per no alla disinformazione di stampo vegano. Non è quindi un “no” alla dieta vegana che ognuno di noi è libero di seguire. Chi vuol diventare vegano ha tutto il diritto di farlo, ma leggendo questo libro lo farà più consapevolmente. Nel volume infatti spiego a cosa si può andare incontro se si adotta questo tipo di regime alimentare. Il mio è un tentativo di dare una corretta informazione su questo delicatissimo tema. Si è diffusa infatti la convinzione che eliminare la carne e i derivati animali sia la scelta salutistica più opportuna. Ma è falso».

 

Quindi, da nutrizionista cosa pensa del fatto che i vegani si privano di carne, pesce, uova e formaggi, miele, ovvero di proteine di origine animale. Fa bene alla salute oppure no? 
«La mia posizione coincide con quella della comunità scientifica e delle maggiori istituzioni sanitarie che si occupano di tutela della salute pubblica, come l’Organizzazione mondiale della sanità, che non si sognano neanche lontanamente di invitare la popolazione a privarsi di carne e pesce, e men che meno di tutte le altre proteine animali, quali uova e formaggi. Tutte sostanze che hanno un ruolo capitale per la nutrizione. Non sto dicendo con questo che la dieta vegana a qualcuno non possa anche far bene, semplicemente dico che non è la dieta migliore al mondo. Ci sono programmi nutrizionali molto più validi, che comprendono anche la carne, il pesce, le uova e il formaggio. La dieta vegana può far bene solo se è molto ben condotta e seguita con moltissima attenzione, perché può comportare dei rischi».

 

Si spieghi meglio.
«E’ una dieta che può funzionare bene solo se si assumono degli integratori alimentari. Ci sono sostanze come la vitamina B12, essenziali per la vita umana, che sono presenti solo nei cibi e nei derivati animali, soprattutto nelle carni rosse, ma anche nel pesce azzurro. La vitamina B12 è fondamentale per lo sviluppo cerebrale, per la formazione dei globuli rossi, per contrastare l’anemia e per la salute del sistema nervoso. Se non assumiamo la vitamina B12 il cervello si atrofizza. Una mamma vegana che durante l’allattamento non la assume rischia di danneggiare in maniera irreparabile il feto. Quindi i vegani, che non mangiano neanche i derivati animali, sono costretti a prendere degli integratori. E una dieta che deve far ricorso agli integratori non può essere considerata il regime alimentare più sano e naturale che esista. E poi non dimentichiamo che l’uomo mangia carne da almeno tre milioni di anni e privarsene totalmente comporta appunto dei rischi».

 

Eppure molti dicono che mangiare carne rossa può far male. E’ così?
«Non è che la carne rossa faccia male di per sé. E’ solo un problema di dosi: non bisogna superare il consumo di 700 grammi di carne rossa cruda a settimana. Tutte le organizzazioni mondiali di salute riconoscono in ogni modo che carne, pesce, uova e anche i derivati del latte contengono sostanze che sono nutrizionalmente preziosissime, in alcuni casi indispensabili, di estrema digeribilità e necessarie per la vita. Poi alcune di esse, tranne appunto la vitamina B12, si trovano in quantità minori anche nelle piante, ma in forme non così bene assorbibili».

 

Lei conclude il libro con una frase lapidaria: “La dieta vegana è inutile”. 
«E’ una frase  provocatoria ma corretta. Dal punto di vista nutrizionale la dieta vegana è perfettamente inutile. Per star bene non c’è affatto bisogno di essere vegani. Si può stare bene, anzi meglio, con una dieta onnivora fatta bene. Chi sceglie il veganismo lo faccia per motivi etici, ma non lo faccia per benessere, perché non è quella vegana la dieta migliore per la salute».

 

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