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martedì 17 luglio 2018
 
 

Bambini obesi, consigli alle famiglie

15/06/2011  Obesità e sovrappeso nell'infanzia: i pediatri lanciano l'allarme sull'importanza di alimentazione e stili di vita. L'indagine Ipsos per Save the Children segnala lo scarso movimento.

Allarme per i bambini ipernutriti sin dai primi giorni di vita. Attenzione ai latti artificiali supeproteici. Meglio il latte materno di quello artificiale e quello vaccino solo dopo l'anno.

Una raccomandazione è emersa dal dal 67° Congresso Nazionale della SIP - Società italiana di pediatria I bambini tra voci e colori: correggere le cattive abitudini alimentari, a cominciare dall’allattamento e dallo svezzamento, restituire all’infanzia stili di vita a misura di bambino e contrastare alleandosi con le famiglie, il vero nemico delle giovani generazioni, le malattie croniche. 

Al congresso sono stati presentati i risultati dello studio europeo CHOP - Childhood  Obesity Project, una ricerca che ha coinvolto  5 paesi (Italia, Belgio, Germania, Polonia e Spagna) da cui è emerso che i latti artificiali ad alto contenuto proteico  possono causare  sovrappeso e obesità: i bambini alimentati con formule a più alto contenuto proteico (1,9 g/dl) mostrano nei primi due anni di vita un peso e un indice di massa corporea (BMI) maggiori rispetto a quelli allattati al seno o nutriti con formule a più basso contenuto proteico (1,2 g/dl), (dove 1,2 e 1,9 g/dl rappresentano il limite minimo e massimo del range di composizione proteica per le formule per l’infanzia raccomandato dalla Comunità Europea).

Da recenti revisioni scientifiche, inoltre, emerge che l’allattamento materno riduce il rischio di obesità in età scolare del 16-28% rispetto all’alimentazione con latti formulati.

Mentre il latte vaccino, dato al bambino prima dell'anno, è secondo i pediatri un'altra possibile causa dell'obesità infantile. Non dovrebbe, infatti, essere assunto prima di 12 -24 mesi. I piccoli italiani registrano il maggiore consumo in età precoce: a 9 mesi  il  97% dei bambini italiani, qualunque sia stato il tipo di allattamento, consuma latte vaccino.

Più moderati invece i bambini italiani rispetto ai coetanei europei nel consumo di bevande caloriche a base di tè istantaneo oppure frutta, oltre a frullati di verdura e acqua zuccherata che fanno la comparsa, purtroppo, tra i piccoli europei attorno al terzo mese.


Ma a preoccupare i pediatri non è solo il cibo "sbagliato"  «Noi specialisti – spiega Alberto Ugazio presidente Sip – prima dovevamo prevenire le malattie del bambino, mentre oggi siamo chiamati a prevenire nei bimbi le malattie che avranno da adulti o da anziani. E lo possiamo fare sin dai primi anni, con  corretti stili di vita».

Una maggiore attenzione della famiglia, sostenuta e incoraggiata dal pediatra, alle abitudini alimentari dei bambini sin dai primissimi mesi di vita può efficacemente contrastare l’eccesso ponderale e tutte le complicanze ad esso correlate. La Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) insieme al Ministero della Salute scendono in campo con il Progetto “MiVoglioBene” che individua dieci azioni di prevenzione primaria, attuate in sinergia da genitori e pediatra sin dai primi giorni di vita del bambino


1 -  Allattamento.
Allattare al seno almeno sei mesi, se possibile fino i  dodici mesi. L’allattamento materno è la prima occasione per realizzare una corretta educazione alimentare.

2 - Svezzamento.
Introdurre alimenti e bevande, ad eccezione dell’acqua, complementari al latte materno dopo i sei mesi compiuti.

3 - Apporto proteico limitato.
Controllare l’introito di proteine per i primi due anni di vita. Evitare il parmigiano nelle pappe fino a 1 anno.  Non superare i 20 g. di carne o formaggio e i 30 g. di prosciutto.

4 - Bevande caloriche.
Evitare da 0 a sei anni tè istantaneo, tè deteinato, tisane, succhi di frutta, soft drinks, acqua zuccherata.

5 - Biberon
Sospendere entro i 12-24 mesi il suo utilizzo. Dopo i 12 mesi il rischio di sovrappeso aumenta del 3% per ogni mese di uso del biberon. Il biberon non favorisce una corretta regolazione del senso di sazietà. A rischio la salute dentale.

6 - Mezzi di trasporto.
A tre anni abbandonare l’uso del passeggino. Limitare l’abitudine di portare il bambino sul carrello della spesa. Privilegiare l’abitudine di andare a scuola a piedi.

7 - Controllo del BMI (indice di massa corporea).
A partire dai due anni controllare ad ogni visita dal pediatra la curva del body mass index. Tenere d’occhio l’EAR, “early adiposity rebound”, indicatore del precoce aumento dell’adiposità e quindi di sovrappeso futuro.

8 - Sedentarietà.
Far muovere il bambino il più possibile sin dai primi mesi di vita. Evitare di tenerlo troppo seduto, non mettere il bambino davanti alla televisione prima dei due anni, dopo i due anni non superare le otto ore a settimana di TV/videogiochi, quando mangia o compie altre attività spegnere la televisione.

9 - Giochi.
Regolare e incentivare i giochi di movimento adatti alle varie età del bambino.

10 - Porzioni corrette.
Preparare il piatto con la “taglia” di alimento idonea all’età del bambino. La porzione giusta è riportata nell’Atlante Fotografico delle Porzioni Alimentari che indica tre porzioni crescenti: “small”, “medium”, “large”.       

Passano la gran parte del tempo libero in casa, poiché i genitori si preoccupano se stanno all’aperto. Spesso praticano attività sportive, ma l’auto è il mezzo più usato per gli spostamenti. I ragazzi italiani oscillano costantemente tra pratica sportiva, sedentarietà e cattive abitudini. È quanto emerge dalla ricerca conoscitiva realizzata da Ipsos per Save the Children e Kraft Foods Italia sugli stili di vita dei minori nel nostro Paese. L’indagine, effettuata nel mese scorso, ha coinvolto un campione di 700 giovani tra i 6 ed i 17 anni ed i loro genitori, distribuiti su tutto il territorio nazionale.  

La ricerca evidenzia che quasi un quinto dei bambini e adolescenti italiani non pratica alcuna attività motoria nel tempo libero. Tra i motivi segnalati, l’assenza di strutture sul territorio (20%), il costo elevato (25%) o i malfunzionamenti delle strutture pubbliche o private, insieme al fatto che i genitori non possono accompagnarli (12%). Ma il 9% dei ragazzi non fa movimento neanche a scuola, secondo i genitori intervistati, in buona parte per l’assenza di uno spazio attrezzato (43% dei casi), che manca completamente nel 4% delle scuole e, laddove esiste, secondo il 34% dei bambini, non è in buone condizioni (percentuale che sale al 45% in città come Genova e Milano).  

Non va meglio sul fronte della sedentarietà: secondo il 59% dei genitori italiani i loro figli passano il tempo libero prevalentemente a casa propria o di amici. Di questi, il 33% dichiara che non esistono spazi all’aperto dove i bambini possono incontrarsi con gli amici, il 32% dice che nei luoghi di aggregazione non esistono condizioni di sicurezza e pulizia adeguate, e infine il 35% afferma di non poterli accompagnare e supervisionare. Anche il 28% dei bambini e ragazzi intervistati dichiara  di passare poco tempo all’aperto: l’11 % di essi non gioca mai o quasi mai fuori con gli amici, mentre il 17% lo fa solo qualche volta al mese. Per contro, il 59% dei genitori si preoccupa se i figli stanno all’aperto, soprattutto per la paura degli sconosciuti (51%, che sale fino al 62% a Milano), seguita dal timore di incidenti (22%), del traffico (20%), o che frequentino amici pericolosi (6%), dato quest’ultimo che emerge probabilmente in contesti sociali disagiati. 

In media, circa un’ora al giorno è dedicata alla televisione, che sebbene appaia un po’ ridimensionata rispetto al passato, rappresenta una fetta importante del tempo libero dei bambini. Più di 3 ore di tv al giorno sono la regola per quasi un bambino su 10 durante la settimana, ma nel weekend lo diventano per 1 su 5, così come lo è l’utilizzo di Internet. Inoltre, un genitore su 4 non controlla per quanto tempo i propri figli restano incollati agli schermi né cosa fanno e quanto navigano su internet, percentuali che salgono a Milano e Torino.  

Quando si sposta per qualunque esigenza, anche solo per andare a scuola, più di un terzo dei bambini e ragazzi lo fa accompagnato in auto (38%). Il 67% infatti cammina meno di 30 minuti al giorno e un terzo di loro prende abitualmente l’ascensore. Inoltre, il 52% dei ragazzi non reputa sia importante fare attività motoria, o in ogni caso che sia più importante essere esperti di videogiochi, cartoni o calcio (non viene reputata importante.  Il tempo con i genitori viene trascorso andando a passeggio (52%), ma anche all’interno delle mura domestiche (45%) o a casa di qualche familiare (43%). Molti, ben il 42% dei ragazzi, lo passano all’interno dei centri commerciali.      

Poco sport e movimento, ma anche abitudini scorrette a tavola. Secondo i dati dell’Ipsos, che ha realizzato un'indagine sugli stili di vita dei ragazzi italiani per Save the Children e Kraft Foods Italia l’alimentazione dei minori presenta zone d’ombra. Più di un ragazzo su 4 mangia la frutta solo un paio di volte la settimana o meno spesso. I bambini inoltre non iniziano correttamente la giornata con la colazione a casa nel 21% dei casi, a volte fanno pranzo (14%) e cena (13%) da soli o con gli amici. Ben il 38% dei bambini dichiara di mangiare sempre davanti alla tv, percentuale che sale al 49 al sud e nelle isole, con un 53% dei genitori che non contesta il fatto o no c’è, mentre il restante 47% borbotta ma accetta la situazione.

L'obesità o il sovrappeso dei bambini italiani appare per i genitori un problema consueto e che colpisce un cospicuo numero di ragazzi: solo il 14 % dei genitori intervistati, infatti, afferma che il problema riguardi meno del 10% dei minori del nostro paese.  Il sovrappeso è maggiormente presente in famiglie che denunciano qualche problematica o difficoltà relazionale o famiglie mono-reddito, in cui le madri sono casalinghe.  

Un quinto dei bambini italiani non fa sport, il 59% passa il tempo libero in casa, il 38% mangia davanti alla tv, il 21% non fa abitualmente colazione.“Ad un primo sguardo, i dati evidenziano che, seppure lo stile di vita diffuso tra la popolazione di genitori e ragazzi abbia dei connotati sostanzialmente positivi, come la diffusa pratica di discipline sportive o il consumo abituale di frutta e verdura per la maggioranza dei bambini, emergono situazioni che devono far riflettere” afferma Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, nel commentare i risultati emersi dalla ricerca realizzata da Ipsos. “Ad una più attenta disamina – continua Neri - emergono forti criticità legate soprattutto a contesti socio-economici disagiati – continua Neri – come ad esempio il fatto che l’ostacolo per fare attività motoria sia l’eccessivo costo delle strutture private, visto il cattivo funzionamento o le scarse condizioni di sicurezza di quelle pubbliche”.

 

In città come Palermo, infatti, l’eccessivo costo delle strutture diventa un ostacolo insormontabile per ben il 57% dei ragazzi. A Milano anche giocare semplicemente all’aperto con gli amici è causa di ansia per ben il 60% dei genitori, per la paura che i bambini possano essere avvicinati da sconosciuti. A Torino, un bambino su 4 non fa abitualmente colazione a casa e, a Bari, il 43% dei genitori osserva di rado le regole per una corretta alimentazione con i propri figli.

 

Per dar vita ad uno stile di vita davvero salutare, occorre creare spazi fisici adeguati ed una rete di informazione e sostegno che coinvolga ragazzi, genitori, insegnanti e operatori, volta alla promozione di comportamenti virtuosi. E’ questa la sfida che Save the Children raccoglie insieme a Kraft Foods Foundation e in partnership con il Centro Sportivo Italiano (Csi) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (Uisp), lanciando  a Roma “Pronti, partenza, via!”, un progetto triennale per sostenere, con interventi mirati, la pratica motoria e sportiva e l’educazione alimentare dei bambini. “Pronti, partenza, via!”, che gode del patrocinio del Ministro della Gioventù del Governo Italiano, si propone di sensibilizzare, informare e coinvolgere bambini, genitori, insegnanti e operatori del settore per promuovere stili di vita più salutari in aree particolarmente disagiate di 10 città italiane distribuite su tutto il territorio nazionale: Torino, Genova, Milano, Aprilia (e provincia di Roma), Ancona, Sassari, Napoli, Bari, Palermo e Catania. Più di 66.400 persone tra bambini dai 6 agli 11 anni e loro familiari, oltre a decine di operatori, educatori, insegnanti, pediatri e nutrizionisti, saranno coinvolti direttamente e attivamente dal progetto “Pronti, partenza, via!”.


"Un corretto stile di vita coinvolge più aspetti della quotidianità dei bambini e ragazzi, dal movimento, alla fruizione del tempo libero, all’alimentazione. Coniugare in positivo queste dimensioni è particolarmente critico negli ambienti sociali maggiormente svantaggiati”, conclude Valerio Neri. “In quest’ottica, Save the Children, insieme a Kraft Foods Foundation, ha coinvolto nel progetto Csi e Uisp , due partner che mettono la loro grande esperienza e il profondo radicamento nel territorio al servizio di un intervento coordinato e integrato a più livelli”.

“Kraft Foods è il secondo gruppo alimentare al mondo: supportare un’iniziativa di questa portata, per diffondere stili di vita corretti e salutari, è per noi assolutamente prioritario, essendo parte della nostra identità”, dichiara Valerio Di Natale, presidente del Gruppo Kraft Foods per il sud Europa.   Il progetto, già sperimentato in 22 scuole primarie, consiste nel recupero di spazi e strutture in-door e out-door, che si trovano in zone disagiate delle città. A nascere o rinascere saranno campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili, che accoglieranno le proposte di attività motoria e sportiva per i bambini e per gli abitanti del quartiere di ogni età, favorendo un’azione di integrazione sociale a contrasto dei fenomeni di emarginazione diffusi in ampie fasce della popolazione, soprattutto tra i più giovani. A ciò si unisce l’azione formativa ed educativa all’interno delle scuole per promuovere stili di vita e alimentari salutari per i bambini e le loro famiglie, oltre all’apertura di sportelli informativi per tutti.

Mario Becciu e Anna Rita Colasanti, entrambi psicologi e psicoteraputi ma soprattutto genitori di un bambino sono gli autori di Cosa mangio oggi? Impariamo a mangiare tutto e in modo sano il quarto volume della collana San Paolo Genitori NO PROBLEM! dedicata agli interrogativi più comuni dei genitori in merito al modo in cui affrontare e gestire la crescita dei figli.

Con questo volume gli autori si propongonodi aiutare i genitori ad acquisire conoscenze sia in relazione al mondo degli alimenti e delle sostanze nutritive sia al mondo delle emozioni e degli affetti, che consentano di agire con maggior competenza in un ambito di estrema importanza per lo sviluppo psico-fisico dei figli, agendo con creatività e fantasia.

Pizza o Hamburger? E le verdure? Il latte? Cosa preparo per cena? Sarà un pasto equilibrato? Come e quanto mangiano i bambini e i ragazzi? Quando si può parlare di una sana e gustosa alimentazione anche per loro? Quasi tutti i genitori mostrano questa preoccupazione, ma si arrendono di fronte alle merendine, alle pizzette e agli snack. E non sono contenti!

Per aiutarli ecco alcuni suggerimenti dei due esperti: informarsi sulle caratteristiche nutritive dei cibi, combinarli in modo appropriato, osservare le abitudini alimentari dei figli, provare a introdurre pian piano piccole novità per modificare quello che non va, essere creativi e fantasiosi, spronare al movimento, sapere quanto influenza la pubblicità e come cibo ed emozioni sono strettamente legati. Ma soprattutto gli autori ricordano che tutti questi consigli riguardo il "mangiar sano" hanno bisogno di due ingredienti fondamentali: dare l’esempio e non scoraggiarsi!

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