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venerdì 27 novembre 2020
 
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“Oltre la notte”: la perdita e il lutto nel cinema

16/07/2020  Dalla drammatica esperienza vissuta a causa del Covid-19 nasce il progetto ACEC – SdC in collaborazione con Filmcronache per suscitare una riflessione sul dolore e sulla speranza.

(In copertina un'immagine da The Tree of life di Terrence Malick)

I camion militari a Bergamo, così come le fosse comuni a New York, ma anche l’infermiera stremata dal turno di lavoro, sono tutte immagini che porteremo con noi a lungo. Questa tragedia ci ha messo di fronte al lutto e alla perdita quotidianamente e, soprattutto, in maniera collettiva. L’immagine perciò diventa il simulacro su cui riflettere e pensare, e così il cinema il grande mezzo per approfondire tematiche tanto complesse quanto irrimediabilmente vicine a noi.

Ecco perché nasce “Oltre la notte – La perdita e il lutto nel cinema” un’iniziativa realizzata dall'ACEC SdC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) in collaborazione con la rivista di cultura cinematografica Filmcronache nella consapevolezza che il cinema possa essere veicolo per l’elaborazione del lutto e presa di coscienza della perdita, attraverso la visione di film, lo studio e l’approfondimento di autori storici e registi contemporanei.

Attraverso lo studio di grandi autori della storia del cinema e di registi attuali, questa iniziativa mira ad accompagnare attraverso la settima arte un percorso di approfondimento su temi come la morte, l’elaborazione del lutto e la speranza di una nuova rinascita. Se durante l’emergenza, riti collettivi come i funerali, per ragioni di sicurezza non potevano essere celebrati, il cinema, arte popolare e immaginifica, ci permette di elaborare il lutto collettivo, partendo non dalla prospettiva del “memento mori” ma da quella della “meditatio vitae”. “La sapienza è meditazione non della morte ma della vita” scriveva Spinoza, ed è proprio tale consapevolezza che muove l’intero progetto.

Da Bergman a Malick, da Moretti a Kiarostami, da Bellocchio a Làszlò Nemes. Questi sono soltanto alcuni dei registi che hanno affrontato in maniera profonda il tema della morte e che verranno trattati all’interno dell’iniziativa con la pubblicazione di saggi, schede di approfondimento, webinar e videorecensioni a partire da metà luglio fino al prossimo autunno.

Obiettivo di “Oltre la notte è quello poi di coinvolgere oltre 50 Sale della Comunità con più di 100 proiezioni in una rassegna sul tema dei film promossi: supportare questa iniziativa significa anche cercare una riconnessione emotiva del tessuto sociale che per un po’ abbiamo dovuto perdere.

Coinvolti in questa iniziativa critici, studiosi e accademici si occuperanno dei contenuti che verranno rilasciati a partire da metà luglio, scaricabili dal sito www.saledellacomunita.it e in anteprima su tutti i social media collegati ad ACEC.

Verranno pubblicati saggi sul rapporto tra cinema e morte in autori come Bergman, Pasolini e Malick da Paolo Perrone, Anna Maria Pasetti e Francesco Crispino, schede di approfondimento e un saggio su film contemporanei a cura di Arianna Prevedello con il prezioso contributo del professore Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista e accademico della Sapienza Università di Roma. Tra i film degli autori contemporanei trattati, ci saranno Ride di Valerio Mastandrea, 18 regali di Francesco Amato, Tito e gli alieni di Paola Randi, Al Dio ignoto di Rodolfo Bisatti. La redazione di Filmcronache realizzerà invece delle video recensioni che suggeriranno la visione di altri film sul tema, tra cui le opere di Dreyer, Kore-eda, Kiarostami, Eastwood e molti altri.

L’ACEC-SdC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema – Sale della comunità) rappresenta in Italia oltre 800 Sale della Comunità (ex “sale parrocchiali); di cui circa 550 svolgono attività continuativa e molte altre sono impegnate in rassegne, cineforum, attività teatrale e di tipo polivalente. Il 60% delle Sale della Comunità sono concentrate in centri con meno di 10mila abitanti e nelle periferie dei grandi centri urbani. Inoltre, più del 40% delle SdC ha cinquant’anni di vita e oltre. Le Sale della Comunità funzionano in chiave compensativa, andando a collocarsi in aree spesso sprovviste di cinema e in cui la domanda di cultura e socializzazione si esprime con maggiore forza.Per questo, nel panorama attuale, socialmente e culturalmente complesso, esse assumono il ruolo di istituzione formativa, centro e luogo di mediazione culturale e sociale, in grado di confrontarsi con il contesto della contemporaneità, con le contraddizioni e gli interrogativi più urgenti.

 

Ecco il teaser del progetto:

 

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