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sabato 14 dicembre 2019
 
Colloqui col padre
 

«FC, quella foto di Omran in copertina mi ha turbato...»

15/09/2016  Un'immagine che "ci turba", che reca "disagio" ma anche che "ci scuote e ci sprona". Tante e diverse le reazioni dei nostri lettori davanti alla foto del bambino diventata simbolo del dramma di Aleppo. Non si può rimanere indifferenti

Siamo abbonati a Famiglia Cristiana da molti anni. Sono mamma e moglie molto affaccendata, sempre di corsa. Amo la vita e, purtroppo, faccio fatica ad accettare il male che c’è nel mondo. Una domanda m’è venuta spontanea vedendo l’immagine di copertina con il bambino siriano vittima di una guerra violenta e atroce (FC n. 35/2016). Perché quella foto? In un periodo di vacanza non potevate mettere un bambino al mare con la mamma? È sbagliato pensare che esiste anche un’altra faccia dell’universo? Lo chiedo non per essere critica, ma solo per avere una risposta che mi faccia rifl›ettere.

CRISTINA - Padova

Sono un lettore da tantissimi anni. Le confermo che provo un forte disagio nel vedere in prima pagina la foto di quel bambino siriano. Sarà perché sono nonno di quattro nipotini, ma ritengo che immagini così toccanti non debbano essere pubblicate in copertina da un settimanale come Famiglia Cristiana. Questi “scoop” lasciateli fare a quella stampa che vuole colpire il pubblico per vendere di più. Detto ciò, le confermo che la rivista è sempre ottima in tutto.

ADOLFO

In un periodo estivo siamo stati invitati a non mandare in vacanza la coscienza dinnanzi alla copertina di Famiglia Cristiana con la foto del bambino Omran, cinque anni, estratto vivo dalle macerie di Aleppo. È un’immagine che ci scuote e ci sprona a sotterrare il male e far germogliare il bene. È un appello accorato a proteggere i bambini, a non ›flagellarli nell’anima e nel corpo con la violenza, l’odio, la guerra. Mi unisco a Famiglia Cristiana che, da sempre, invita alla pace, facendoci rifl›ettere che sino quando l’avidità sarà la superpotenza del mondo, allora vedremo bambini come Omran dilaniati dalla guerra e angosciati, mentre la superpotenza del mondo dovrebbe essere il sorriso di ogni bambino. Omran mette in risalto l’urgenza che i cuori degli uomini siano di carne, non di pietra, e la necessità che i bambini abbiano negli occhi lo sguardo della madre, non della devastazione, affinché la loro vita danzi tra le braccia del sole. Imploro gli uomini di salvare i bambini e dico dal profondo del cuore: «Non uccidete i bambini. Il respiro di un solo bambino è il respiro della vita». Grazie, caro don Antonio, per essere interprete della dignità umana.

GIUSEPPINA M. - Agrigento

Ringrazio Giuseppina che mi è d’aiuto per una risposta a Cristina e Adolfo. Non si fa uno scoop sulla pelle di un bambino vittima della guerra. Non è mai stato nel nostro stile, tanto meno nelle intenzioni. La dignità umana è al di sopra di tutto. Ma una salutare scossa all’indifferenza e ignavia generali, ogni tanto fa bene. La guerra non è qualcosa di astratto, ha il volto reale di questo bimbo.

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