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lunedì 09 dicembre 2019
 
Expo
 

"Pane e cielo": cibo e fede secondo don Bosco

15/10/2015  Seguendo "l'antica ricetta" del "santo dei giovani" le Figlie di Maria Ausiliatrice (Fma) hanno "raccontato" di come si preoccupano del nutrimento integrale delle nuove generazioni, partendo dal considerare i bisogni più concreti ed immediati per arrivare alle risposte alle domande di senso che ognuno di noi porta in sé.

Quando nel 1844 a Torino fu organizzata l'Esposizione Universale, don Bosco volle fortemente partecipare, dimostrando ancora una volta la modernità e l'apertura che lo caratterizzavano. Figlie di Maria Ausiliatrice e Salesiani, altrettanto aperti al mondo e al sociale, non si sono lasciati sfuggire l'occasione di rinnovare la presenza e, in questo 2015, hanno allestito in Expo "Casa don Bosco". Da maggio ad oggi, presso questo particolare padiglione si sono susseguite molte iniziative, che hanno permesso di conoscere le diverse sfaccettature della tematica scelta: "Educare i giovani, energia per la vita". In questo contesto si è inserito l'evento organizzato l'11 ottobre, che ha visto come accoglienti padrone di casa le Figlie di Maria Ausiliatrice dell'Ispettoria Lombarda Ilo e ha avuto come filo conduttore lo slogan "Pane e cielo".

Seguendo "l'antica ricetta" di don Bosco e madre Mazzarello, infatti, ancora oggi le Figlie di Maria Ausiliatrice (Fma) si preoccupano del nutrimento integrale delle nuove generazioni, partendo dal considerare i bisogni più concreti ed immediati per arrivare alle risposte alle domande di senso che ognuno di noi porta in sé.

 Nel discorso di apertura, l'ispettrice suor Maria Teresa Cocco ha brevemente ripercorso la storia delle Fma e ha tracciato un ritratto dell'attuale distribuzione di case ed opere in Lombardia, per poi sottolineare alcuni tratti distintivi delle suore salesiane, partendo dalla domanda "Che cosa ci fa vibrare il cuore?" e rispondendo con queste parole: "Tutto ciò che tocca la vita dei giovani è appello che fa vibrare il cuore delle Fma ad ogni età della vita. […] La comunità fonda la sua identità sulla forza che viene dalla fede ed è specifica espressione della Comunità ecclesiale; in essa si vive come in una famiglia in cui i giovani devono poter sperimentare ciò che essa annuncia, celebra e testimonia".

Sulla scia di questo messaggio ha preso ufficialmente il via la giornata e fin dal mattino il padiglione è stato rallegrato dalla presenza delle tante persone che hanno collaborato in diversi modi alla riuscita dell'evento e da coloro che hanno partecipato portando il proprio contributo: i bambini della Scuola Primaria di Cinisello, guidati dai loro insegnanti, si sono esibiti coinvolgendo i visitatori con danze e canti tratti da un musical, preparato nello scorso anno scolastico, dal titolo "Cavolo… che frutta!"; i piccoli della Scuola dell'Infanzia di Tirano, seguiti da genitori ed educatori, hanno "messo le mani in pasta" per preparare i tradizionali pizzoccheri; i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Pavia, accompagnati dal loro insegnante di arte, hanno presentato un calendario costruito con i disegni da loro stessi creati sulla tematica "Un tempo per vivere…non di solo pane".

La Scuola Secondaria di Secondo Grado Maria Ausiliatrice di Milano Bonvesin ha proposto un workshop dal titolo "I giovani lanciano un messaggio di vita al mondo", nel quale attraverso l'uso di materiale riciclato è stato possibile scrivere e visualizzare un pensiero di speranza. Un grande contributo è stato dato dagli alunni dei Corsi di Istruzione e Formazione Professionale del CIOFS Lombardia e dai loro formatori: qualcuno si è trasformato in abile giocoliere, sulle orme di don Bosco che in questo modo, quando ancora era un ragazzo, raccoglieva intorno a sé coetanei e bambini più piccoli; alcune ragazze hanno sfilato con costumi, trucchi e acconciature mediante i quali hanno fornito la loro originale rilettura della tematica dell'EXPO e, in vari momenti della giornata, si sono messe a disposizione dei bambini che volevano farsi truccare o farsi disegnare sul viso i personaggi dei cartoni animati da loro amati; altri ancora, con la divisa e il portamento che li fa già sembrare dei professionisti, hanno preparato e offerto un cocktail e una merenda ai visitatori.

Parlare di FMA, però, significa non solo scuola, ma anche associazioni e oratori, così è stato possibile assistere all'intervento di istruttori e allievi della PGS (Polisportiva Giovanile Salesiana) che hanno dato dimostrazione di alcuni sport e hanno permesso di comprendere come questa attività possa davvero essere strumento di aggregazione ed educazione, mentre alcuni soci del VIDES (Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo), che portano il loro operato nelle terre dove povertà e fame sono un problema concreto, hanno arricchito i contenuti della giornata trasmettendo il loro messaggio, frutto di una concreta esperienza. Alcuni giovani animatori ed educatori dell'Oratorio San Martino di Cinisello Balsamo hanno invece coinvolto in vari momenti i bambini che accedevano al padiglione con "Il gioco dell'oca stagionata".

E poi ancora tanti interventi, workshop, brevi ma intense conferenze, filmati che scorrevano sugli schermi interni al padiglione… tutto ha permesso di riflettere meglio sulla portata educativa che una manifestazione come l'Expo può avere, di conoscere in modo più approfondito e per qualcuno assolutamente nuovo il mondo delle Fma lombarde e dei loro collaboratori, di apprezzare come sia bello il protagonismo giovanile quando incanalato in iniziative di questo genere e guidato da educatori responsabili e appassionati.

Le salesiane di Lombardia hanno permesso a tutti di vivere questa giornata nel clima di allegria contagiosa che le contraddistingue, accogliendo facce note e visi sconosciuti, dando a ciascuno la giusta attenzione. Al termine del pomeriggio, sr Simona Bisin, responsabile per la Pastorale Giovanile di Lombardia e coordinatrice dell’evento, ha spiegato che quando nel dicembre scorso è nato il sogno che si è poi così ben concretizzato, il desiderio più grande era quello di fare dei giovani i protagonisti dell'evento: "essere qui oggi a Expo, a Casa don Bosco, per noi Figlie di Maria Ausiliatrice e per i laici che collaborano con noi significa confermare la nostra missione, quella di formare onesti cittadini e buoni cristiani capaci di vivere attivamente nella società". Ha inoltre rivolto il suo grazie a tutti coloro che hanno collaborato, in modo più visibile o dietro le quinte, e si è detta sicura che quanto vissuto sarebbe rimasto nel cuore e nella memoria dei presenti, come tutte le cose belle e significative. E bello e significativo è anche ricordare che il padiglione Casa don Bosco al termine dell'Expo sarà donato all'Ucraina, dove diventerà "casa" perchè i piccoli e i giovani di quel Paese possano sperimentare la profondità del carisma salesiano.

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Expo, nutrizione educazione e allegria a Casa don Bosco
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