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lunedì 09 dicembre 2019
 
Pellegrinaggi
 

Sulle orme di re Olav e di san Martino di Tours

04/06/2015  Sono 24 gli itinerari riconosciuti ufficialmente dall'Europa, dalla Francigena e dalla Strada delle abbazie cistercensi a quella, più laica e trendy, del vino. Le antiche vie del pellegrinaggio cristiano hanno contribuito a plasmare l’identità più vera e profonda del nostro Continente.

Partivano dalle loro case. Si mettevano in cammino a piedi, chi poteva permetterselo in sella a un cavallo o un asino. Non seguivano un itinerario prestabilito. Le strade, di volta in volta, cambiavano. Ma tutti i pellegrini erano guidati da un unico obiettivo: raggiungere Santiago di Compostela. «È difficile disegnare mappe storiche dei percorsi compostellani», spiegano dall’Acir, l’Associazione di cooperazione interregionale sui Cammini di Santiago. Nel Medioevo non esisteva l’idea di un percorso comune. Eppure quei viandanti, attraverso i loro passi e le loro preghiere, le loro fatiche e la loro ansia di ricerca, stavano partecipando alla costruzione dell’Europa. Nel XX secolo, spiega l’Acir, l’itinerario verso Santiago è tornato di moda ed è nata l’idea di definire dei cammini pedestri sulla base del Codex Calixtinus del XII secolo che descriveva quattro percorsi francesi.

Le antiche vie del pellegrinaggio cristiano hanno contribuito a plasmare l’identità dell’Europa moderna. Basti pensare alla Via Francigena, che si snoda lungo mille anni di storia da Canterbury, in Inghilterra, a Roma. Una via di pellegrinaggio popolare solcava anche il Grande Nord. In Norvegia, la città di Trondheim era destinazione celebre dei pellegrini che arrivavano da varie parti della Scandinavia e dell’Europa del Nord per visitare la tomba di sant’Olav, il re norvegese Olav Haraldsson che morì in battaglia nel 1030. Oggi, il Cammino di sant’Olav richiama i moderni viandanti a immergersi nella natura scandinava, tra Danimarca, Svezia e Norvegia, seguendo percorsi che dai primi anni ’90 sono strutturati e appositamente segnalati attraverso villaggi e luoghi di culto. L’Europa si costruisce camminando insieme, percorrendo sentieri comuni. 

Gli Itinerari culturali europei permettono di scoprire il patrimonio storico-artistico, religioso e sociale del nostro continente invitando i turisti ad attraversare le frontiere lungo un percorso tematico che unisce diversi Paesi. Il progetto degli Itinerari è stato lanciato dal Consiglio d’Europa nel 1987, con il Cammino di Santiago. Oggi, i percorsi riconosciuti sono 24. Ma l’Europa ne conta molti altri, non certificati ma ugualmente promossi a livello turistico-culturale. Si può scegliere, così, di seguire la Strada europea delle abbazie cistercensi, per scoprire la ricchezza di un ordine monastico fondato in Francia nel 1098 e diffusosi in tutta Europa. Si possono seguire le tracce di san Martino di Tours, simbolo universale della condivisione: più di 450 chilometri tra Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Lussemburgo, toccando i luoghi nei quali il santo trascorse la sua vita.

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