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sabato 04 aprile 2020
 
Colloquio col Padre
 

Perché tanti cattolici hanno votato Lega

14/06/2019 

Gent.mo signor direttore, vorrei dire la mia a proposito del nostro ministro dell’Interno on. Matteo Salvini che in un pubblico comizio ha mostrato la corona del rosario. Mi pare che si stia esagerando da tante parti per un gesto che vorrei vedere più spesso da parte di politici cosiddetti cattolici, senza vergogna e senza paura di farsi conoscere per la propria fede religiosa. Meglio mostrare un rosario che pugni chiusi e alzati pronti a scagliarsi contro il nemico di turno. Soprattutto in politica avremmo bisogno di pace, di rispetto reciproco, di dialogo costruttivo e di gente che finalmente pensi al bene del Paese.

Si è data molta importanza a un gesto simbolico e irrilevante dal punto di vista politico. Anche uomini di Chiesa si sono scandalizzati, manifestando perplessità e sdegno. Non stracciamoci le vesti per così poco. È ben più grave voler impedire a un ministro della Repubblica italiana, eletto democraticamente e che continua ad avere alti consensi, a parlare alla sua gente.

Si è fatto molto chiasso per un gesto innocuo e ingenuo. Vorrei che tutti ci impegnassimo, prima di tutti i nostri politici, a lottare insieme per cercare di risolvere qualcuno dei tanti problemi che seriamente affliggono il nostro Paese, come il mancato sviluppo del Sud, sempre più lontano dal Nord e dall’Europa, l’emigrazione dei giovani laureati dal Sud, la dilagante corruzione a tutti i livelli, i costi esagerati della politica, la povertà di tante famiglie. Occorre dare una speranza ai tanti giovani senza lavoro, senza dignità e senza futuro, lottare contro le droghe e contro la mafia che controlla questo terribile commercio.

Ai tanti prelati della Chiesa che si sono scandalizzati per il gesto del ministro dico di pensare ai tanti seri problemi della Chiesa italiana, come ha loro ricordato con forza il Sommo Pontefice. Ringrazio il buon Dio che ci ha donato come papa Francesco e rispetto Salvini per come sta facendo il ministro. La religione e la politica sono realtà ben diverse: perciò il Papa fa bene il Papa e non saprebbe fare il ministro e il ministro non saprebbe fare il Papa. Comunque sia, Salvini per me è un politico che mostra tanta buona volontà e impegno quotidiano nel cercare di risolvere qualche serio problema della nostra mal messa Italia e non per colpa di Salvini, ma dei precedenti governi, che dovrebbero dire il mea culpa.

SAC. CARMELO ASCONE

Durante una riunione formativa di Azione Cattolica ci si chiedeva come mai anche i cristiani che escono dalla Messa possano votare un partito come la Lega. Ora, dopo aver letto sul n. 22 la lettera del signor Filippo Maltese, ho capito: purtroppo questi cristiani ritengono una testimonianza di fede il bacio del rosario, senza rendersi conto che il rosario va conciliato con la parabola del buon Samaritano: come si può essere persone di fede se non si conosce il Vangelo? Non ci sono più parole.

SANDRA

Caro don Antonio, mi spiace di constatare la realtà e cioè che il diavolo Salvini non è stato sconfitto, ma ha vinto con grandissimo consenso. Codesta rivista e le altre a sfondo cattolico come Avvenire sono sicure di avere dato corrette informazioni e di avere operato bene in nome del Vangelo e degli insegnamenti di Gesù di Nazaret? Si sono stracciati le vesti perché il diavolo Salvini ha invocato, per loro strumentalmente, l’aiuto del Cielo.

A me, invece, ha fatto molto piacere per il semplice fatto che ha interpretato e messo in pratica la cultura religiosa buona e giusta della stragrande maggioranza dei cattolici semplici e praticanti, che è la cultura trasmessa dai nostri padri ma anche dalla Chiesa della mia giovinezza. Quella attuale, invece, ha scelto un’altra strada, lontana dagli insegnamenti di Gesù Cristo, figlio di Dio. In mio aiuto riporto un passo della lettera di Paolo ai Filippesi: «Alcuni, è vero, predicano Cristo con spirito di rivalità, con intenzioni non rette… Ma questo che importa? Purché in ogni maniera, per convenienza o per sincerità, Cristo venga annunciato».

ANGELO TODESCHINI

Riporto solo alcune lettere che sono arrivate sul tema elezioni, ministro Salvini, uso della corona del rosario. Ringrazio tutti. Anche per gli insulti, che non pubblico perché squalificano solo chi li ha scritti. Condivido quello che don Carmelo scrive sui veri problemi del nostro Paese. Mi auguro che il ministro dell’Interno e con lui tutto il Governo li affronti veramente. Finora, ed è già passato un anno, si è visto ben poco. Chi ha guidato l’Italia in passato, da destra o da sinistra, ha le sue responsabilità, ma non si può sempre dare tutta la colpa di ciò che non va a chi ci ha preceduto. Per il resto rimango della mia idea: l’uso del rosario, della croce e di altri riferimenti cristiani da parte del ministro è vergognoso. Perché, almeno da quanto appare dalle sue scelte, non si tratta di espressioni della fede, ma di semplice calcolo.

Lo ha messo bene in evidenza l’esperto di sondaggi Nando Pagnoncelli nel numero scorso: i numeri hanno dimostrato, nelle elezioni del marzo 2018, come l’uso di simboli religiosi abbia portato molti voti alla Lega. Chi pianifica la comunicazione del ministro lo sa bene. E usa ogni mezzo a proprio vantaggio. Con una strategia ben condotta. «La comunicazione di Salvini dell’ultimo anno», spiega Pagnoncelli, «alterna prese di posizione molto dure – il Decreto sicurezza, Cesare Battisti che deve marcire in galera, i porti chiusi, la castrazione chimica, la legittima difesa perché il cittadino si possa difendere – a una retorica che mette spesso al centro i valori cattolici, i valori in cui dichiara di credere, dove appunto c’è l’esibizione del rosario, l’invocazione alla Madonna, oppure parla da papà (“lo dico per i miei figli”). Usa artifici retorici in grado di rassicurare quell’elettorato che potrebbe essere spaventato da toni e temi al centro dell’agenda di Matteo Salvini».

Qualcuno dirà, come il signor Todeschini, che va bene tutto, «purché Cristo sia annunciato». Il problema è che san Paolo si riferiva, scrivendo ai Filippesi, a coloro che annunciavano il Vangelo per dimostrare di esserne capaci anche loro, visto che l’apostolo era prigioniero. Nel caso di Salvini, mi sembra che non ci sia un vero annuncio del Vangelo, che è incentrato sull’amore, ma un uso retorico a proprio esclusivo vantaggio. Non è però mai tardi per convertirsi.

C’è tuttavia una domanda di fondo: perché anche tanti cattolici hanno votato Lega? Le spiegazioni sono diverse: perché non hanno trovato alternative migliori; perché si sono fidati delle parole della propaganda leghista, semplici ed efficaci; perché, specialmente le persone più anziane, sperano di trovare risposte al legittimo bisogno di sicurezza eccetera. Io penso che oggi non ci sia nessun partito in grado di rappresentare in pienezza i cattolici. Qualsiasi scelta si faccia c’è sempre qualcosa che non corrisponde alla dottrina della Chiesa. Questo è evidente quando si pensa ai temi di bioetica in riferimento ai partiti di sinistra o al tema della solidarietà e della giustizia sociale con i partiti di destra.

Qualsiasi sia il partito che un cattolico sceglie, non si può semplicemente allineare sulle tesi di quel partito, come se fosse una specie di fede. Dovrebbe far sentire la propria voce, ricordando tutti i valori in cui crede. Vorrei che i cattolici non rimanessero zitti e allineati, ma ricordassero sempre, con lo stile umile e mite di Cristo, ciò che li ispira. Non ci può essere separazione tra fede e vita. In qualsiasi ambito, a scuola, sul lavoro, nell’impegno sociale e politico. Noi cattolici abbiamo il Vangelo come punto di riferimento. E abbiamo la dottrina sociale della Chiesa che lo attualizza, partendo da alcuni valori di fondo, come il rispetto della persona e la ricerca del bene comune.

(foto in alto: Ansa)

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