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8 marzo
 

Più donne in Parlamento, più aiuti alla vita umana

07/03/2019  Se tra i parlamentari almeno il 30% è donna si riduce la mortalità infantile e materna. Soprattutto nei Paesi ove vige un basso livello di democrazia. E' il risultato di una recente ricerca dell'Università Bocconi di Milano.

Più donne in parlamento, più salute per mamme e bambini. Lo dice una recente ricerca di una giovane docente dell'Univesrità Bocconi di Milano, Naila Shofia, co-autrice di uno studio condotto insieme a due università inglesi (Limerick e London School of Economics and Political Sciences). Questo si registra soprattutto  nei paesi meno sviluppati economicamente e meno democratici.

In questi paesi, quando la quota di donne in parlamento passa da meno del 10% a più del 30% (soglia auspicata dalle Commissioni per le Pari Opportunità delle Nazioni Unite), la mortalità infantile si dimezza, da 60 a 30 per 1.000, e la mortalità materna si riduce dell'80%, da 250 a 50 per 100.000. Dato che le donne danno priorità al benessere materno e infantile, è lecito attendersi che una quota maggiore di donne in parlamento si traduca in una minore mortalità materna e infantile.
 
«Secondo i nostri risultati», dice la ricercatrice, «le quote di genere sono utili soprattutto dove sembra meno scontato. Il buon senso suggerisce che, nei paesi sviluppati e democratici, i canali consolidati facilitino la trasmissione di politiche a sostegno delle donne. Tuttavia, nei paesi sviluppati esistono già sistemi di welfare che proteggono le donne e i bambini, con la libera stampa e le ONG a controllare che questi sistemi non vacillino. Di conseguenza, le parlamentari, in questo contesto, possono fare solo una differenza marginale. Nei paesi in via di sviluppo, al contrario, possono contribuire a creare tali sistemi di welfare sollevando la questione in parlamento nel caso in cui la stampa e le ONG non riescano a farsi ascoltare».
 
Per capire se la rappresentanza descrittiva (una congrua percentuale di donne in parlamento) si traduce in una rappresentanza sostanziale (una migliore rappresentanza degli interessi delle donne), gli studiosi hanno analizzato la composizione del parlamento e i tassi di mortalità materna e infantile in 155 paesi tra il 1990 e il 2014.
 
E' emerso, inoltre, che i migliori risultati riguardanti la salute di mamme e bambini  si registrano quando le donne detengono almeno il 30% dei seggi parlamentari. «La soglia è importante», dice Naila Shofia, «perché una bassa percentuale di parlamentari donne rischia non solo di essere inefficace ma anche di essere sfruttata come legittimazione per le politiche scelte dalla stragrande maggioranza di parlamentari uomini». 

La percentuale di donne nei parlamenti di tutto il mondo è aumentata dal 6,2% del 1975 al 20,4% del 2015, le quote sono in vigore in paesi come il Ruanda e 42 paesi hanno già raggiunto la soglia del 30% raccomandata dall'Onu

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