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giovedì 14 novembre 2019
 
Le promesse del Governo
 

Politiche familiari? È tempo di passare dalle parole ai fatti

09/10/2019  Un assegno per i minori a carico, nidi gratis, ampliamento del congedo parentale: sono impegni promettenti, ma occorre un confronto trasparente

Nel turbolento dibattito sui provvedimenti economici del nuovo Governo, rimettere al centro dell’attenzione le politiche di sostegno e promozione della famiglia sembra sempre più difficile. Le parole del ministro Elena Bonetti (anche su questo giornale, sul n. 40) sono comunque incoraggianti: la stessa espressione “Family Act” sembra rimandare all’ambizione di avere un progetto organico e non la solita serie di interventi frammentari su singole questioni e dal respiro temporale limitato e con destinatari circoscritti.

Purtroppo il passato non pare molto incoraggiante: il primo (e finora unico) Piano nazionale per la famiglia, approvato dal Governo a giugno 2012, è rimasto sostanzialmente chiuso in un cassetto. Questo sarà quindi il primo e più importante banco di prova della reale efficacia delle azioni del Governo sulla famiglia: la costruzione di un disegno organico, tendenzialmente universalistico, e che adotti un orizzonte temporale di lungo periodo perché è proprio questo ciò di cui hanno soprattutto bisogno le famiglie: di un impegno solido, da parte delle istituzioni, che non le lasci sole di fronte ai compiti di sviluppo di una famiglia, dal mettere al mondo un figlio fino alla sua età adulta, senza poi dimenticare il compito di prendersi carico dei propri familiari deboli e fragili, dei genitori anziani, dei propri membri in difficoltà.

Dal punto di vista del sostegno economico, l’idea dell’assegno unico, promossa anche dal Forum delle associazioni familiari, appare da incoraggiare con forza, purché si orienti da subito sui tempi di vita delle famiglie e si indirizzi a una platea di destinatari più ampia possibile. Per questo, però, servono risorse e questo significa, in termini politici, che l’assegno unico deve diventare priorità non solo del ministro Bonetti, ma anche delle scelte del premier Conte, del Governo nel suo complesso e dei partiti che lo sostengono: Di Maio ha più volte espresso il suo favore all’aiuto alle famiglie e il Pd (con la proposta Lepri) aveva già portato in Parlamento questo progetto. Ora è tempo di passare dalle parole ai fatti: cioè un consistente impegno di spesa, da garantire per più anni.

Anche gli altri impegni annunciati sono promettenti: asili nido gratuiti, maggior sostegno ai congedi dei padri, riorganizzazione dei vari strumenti. Per fare questo servirà un dibattito pubblico aperto e trasparente e magari una nuova Conferenza nazionale della famiglia: per rimettere al centro dell’azione del Governo la famiglia, che rimane tuttora una insostituibile risorsa di solidarietà e coesione sociale per l’intero Paese.

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