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venerdì 29 maggio 2020
 
26 gennaio
 
Credere

Prendiamoci cura della Parola

16/01/2020  Padre Gaetano Piccolo è un professore universitario ma nel suo blog sa comunicare la Sacra Scrittura con il linguaggio del Web. «Alla gente non interessano concetti astratti ma un incontro vero». In alto: padre Gaetano Piccolo, gesuita (foto di Carlo Gianferro)

«Rischiamo di perdere di vista ciò che viviamo nella quotidianità. Per questo una domenica della Parola di Dio è opportuna per non smarrirsi nell’abitudine». A sottolinearlo è padre Gaetano Piccolo: Gesuita napoletano, filosofo, ideatore del seguitissimo blog Rigantur mentes dove condivide le sue meditazioni bibliche, è noto ai lettori della nostra rivista perché, alternandosi con il teologo Robert Cheaib, è autore della rubrica Chiedilo a Credere.  La prima Domenica della Parola di Dio – istituita da papa Francesco  – si celebrerà tra pochi giorni, domenica 26 gennaio. «Ed è tanto più necessaria oggi, nel tempo dell’abuso delle parole», sostiene padre Piccolo. «Già nel 1935 il filosofo Heidegger diceva che la parola era diventata come un cartoccio per alimenti: usata per avvolgere altro, e poi buttata via come una cosa senza valore. Anche oggi usiamo la parola senza prendercene cura, senza responsabilità, senza consapevolezza dei suoi effetti. Essere superficiali con le parole rischia di farci diventare superficiali anche con la Parola di Dio. Le due cose vanno insieme: la domenica della Parola è anche una spinta a un recupero della parola in generale». Gesuita da 25 anni, padre Piccolo ci tiene a ricordare il suo quartiere di origine, Ponticelli, dove si vive una condizione simile al noto quartiere Scampia. «Lì ho conosciuto la dimensione della povertà e dell’ingiustizia, e vedere come sacerdoti e religiose lavoravano in quella terra ha mosso dentro di me le prime domande di adolescente», ricorda. Alla ricerca di una guida spirituale, il giovane Gaetano entra in contatto con i Gesuiti di Posillipo e decide di studiare filosofia. «Ma la risposta che cercavo non era lì. La filosofia era un punto di partenza importante, ma la risposta al desiderio che sentivo andava cercata altrove: da qui il percorso vocazionale per entrare nella Compagnia di Gesù».

La gioia dell’annuncio

Un percorso che lo conduce per due anni in Albania, anni che lo segnano grazie all’incontro con tante persone semplici, bisognose di essere volute bene al di là degli stereotipi attaccati loro addosso. Poi i superiori gli chiedono di tornare a impegnarsi nella filosofia: prima come direttore dell’Aloisianum di Padova, poi come professore presso la Pontificia università Gregoriana di Roma e prefetto degli studi per gli scolastici, ossia i giovani Gesuiti che studiano filosofia. Insieme agli impegni accademici, padre Piccolo conduce le altre attività tipiche dei Gesuiti: accompagnamento personale, predicazione, catechesi, conferenze. «Mi piace ricordare», chiosa, «che, quando i primi Gesuiti parteciparono al Concilio di Trento, sant’Ignazio chiese loro che la sera andassero negli ospedali a prendersi cura dei malati. Ignazio chiedeva di tenere sempre insieme la difesa della fede, grazie a una preparazione solida, e l’annuncio ai rudes, alle persone semplici. Negli Esercizi spirituali scrive che “Non è il tanto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente”. Il sapere è importante e utile al ministero, ma non è il punto d’arrivo». Così l’attività di predicazione di padre Piccolo è approdata anche sul digitale, con il blog intitolato Rigantur mentes (cajetanusparvus.com). «Significa “irrigare le menti”», ci spiega. «È un’immagine di san Tommaso d’Aquino sull’insegnamento: irrigare le menti con una sapienza che non è nostra». Il blog nasce in maniera imprevista, a seguito del crescente numero di persone che gli richiede il testo delle sue meditazioni. E diventa la fucina da cui sono nati i tre volumi di commento ai Vangeli sinottici (per le Paoline) intitolati Leggersi dentro. «Questo perché credo che la Parola di Dio legga, illumini, incontri le nostre situazioni umane. La Parola non è lontana da noi, né solo per alcuni, ma è per le situazioni che tutti attraversiamo: la salvezza ci attende dentro la realtà del nostro quotidiano».

Se la Parola parla alla vita

Ma qual è il segreto per una buona omelia? «Basta aver pregato su quella Parola e condividere con l’assemblea la propria esperienza. Il punto minimale è lasciare che quella Parola tocchi la nostra vita. La gente avverte se stiamo esponendo solo concetti o se ci riferiamo a un incontro vero, nel quale si possono riconoscere. Chiaramente prima di tutto questo c’è il momento dello studio. Io ogni giorno dedico un momento allo studio, poi alla preghiera, infine a come questo testo può parlare alle persone. Perché, tra tutto quanto è emerso, scelgo: qual è quella domanda, quel filo utile per le persone che mi ascoltano? Cerco sempre di partire da un problema esistenziale, da un quesito umano, che metta sullo stesso piano chi predica e chi ascolta. Poi annuncio che su quella situazione la Parola di Dio è una “buona notizia”, perché ti dice questo e questo». Le meditazioni di padre Piccolo hanno anche un’altra peculiarità: non si concludono con una risposta “pacificatoria” ma, al contrario, con una o più domande. «Confesso che questo metodo è nato perché all’inizio... avevo difficoltà a concludere le omelie! E allora ho cominciato a concluderle con una domanda. Tuttavia spesso l’unica cosa che le persone ricordano e si portano a casa sono proprio le domande finali, che li aiutano a continuare la meditazione sulla Parola».

La copertina del sussidio dal titolo "La Domenica della Parola di Dio" (Edizioni San Paolo)
La copertina del sussidio dal titolo "La Domenica della Parola di Dio" (Edizioni San Paolo)

26 gennaio, Domenica della Parola di Dio

La Domenica della Parola di Dio è stata istituita da Francesco con il motu proprio Aperuit illis. Il Papa ha stabilito che la giornata dedicata alla diffusione e all’approfondimento della Scrittura si celebri ogni terza domenica del Tempo ordinario, che quest’anno cade il 26 gennaio. La Domenica della Parola non è però una novità assoluta: l’idea era stata lanciata dallo stesso Francesco al termine del Giubileo ed era stata raccolta dalla Società San Paolo e dalla Comunità di Sant’Egidio, che organizzarono due Domeniche della Parola nel settembre 2017 e 2018. Il 26 gennaio, al termine della Messa delle 10 in San Pietro, Francesco distribuirà ai fedeli una particolare edizione della Bibbia. Dalle 16 alle 19 nella basilica di Sant’Agnese in Agone (piazza Navona) ci sarà la lettura continuata della Sacra Scrittura. Per le parrocchie, il Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione ha predisposto un sussidio (qui di fianco la copertina), che è disponibile a 2 euro nelle librerie e sul sito www.sanpaolostore.it.

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