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giovedì 21 novembre 2019
 
 

Un anno vissuto pericolosamente

09/12/2012  Ecco tutti i provvedimenti del Governo che hanno salvato il nostro Paese. Dalla credibilità mondiale recuperata ai conti messi in sicurezza.

Mario Monti (foto Ansa).
Mario Monti (foto Ansa).

Dodici mesi che hanno cambiato gli italiani. Un anno fa era bastata la prospettiva di un Governo a guida Monti per abbassare la pressione dei mercati sul debito pubblico dell'Italia. Lo spread, la differenza tra i tassi dei buoni del Tesoro italiani e quelli tedeschi che fanno da parametro, era subito sceso dai 575 ai 510 punti. Il rischio fallimento era ancora nell’aria, il “rischio Grecia” o “Argentina”, a seconda del Continente di riferimento degli osservatori internazionali era il duro fardello con il quale Mario Monti si era presentato in Parlamento per riceverne la fiducia (il 17 novembre al Senato con 281 sì, 25 no e nessun astenuto e il 18 novembre alla Camera con 556 sì, 61 no e nessun astenuto). La cancelliera tedesca Angela Merkel si era subito rallegrata per un premier «esperto che conosce molto bene l’Europa». Ed è sia sul piano europeo che su quello interno che si è spesa la fatica del Governo deiprofessori. Per riconquistare la fiducia persa, innanzitutto. Pochi giorni dopo l’insediamento, Monti era volato a Strasburgo per un summit a tre, presenti Merkel e Sarkozy, per analizzare la situazione dei mercati europei e il 15 dicembre aveva ottenuto l’approvazione del ddl per inserire in Costituzione il pareggio di bilancio.

Il riconosciuto ruolo di leader e di esperto economico di Mario Monti ha fatto sì che l’Italia abbia potuto guidare i processi economici in Europa al pari della Germania e della Francia. Grazie soprattutto al nostro premier aveva visto la luce il Patto per la crescita e si erano varati meccanismi di stabilizzazione dei mercati finanziari potenziando il mercato unico. «Ora contate di più in Europa», era stato il commento di Barack Obama che, il 9 febbraio 2012 aveva ricevuto Monti alla Casa Bianca. Archiviate le risatine ironiche di Sarkozy e della Merkel ai danni di Berlusconi, l’Italia incassava non solo la piena fiducia dei due leader europei, ma si sentiva dire dal presidente degli Stati Uniti: «Avete fatto passi impressionanti. Noi apprezziamo la poderosa partenza e le misure molto efficaci che sta promuovendo il Governo di Mario Monti in Italia. La relazione tra Italia e Stati Uniti non è mai stata così forte».

Intanto, sul fronte interno, il Governo si muoveva innanzitutto per l’attuazione dei provvedimenti attuativi del decreto Salva Italia. Anche la lotta all'evasione fiscale veniva intensificata, anche con provvedimenti spettacolari, come i blitz della Guardia di Finanza a Cortina e in altre località vip. Entrata in vigore il 6 dicembre 2011, la prima grande manovra di Mario Monti aveva permesso di “mettere in sicurezza il nostro Paese”, come si usa dire. E poi si era cimentato con la riforma della Giustizia, con la particolare attenzione del ministro Severino sul sovraffollamento delle carceri e i percorsi di rieducazione e con quella del lavoro. Il 23 marzo aveva visto la luce la normativa che prevede nuovi ammortizzatori sociali, la valorizzazione dell’apprendistato e alcune misure per favorire l’occupazione giovanile. E poi ancora riforma della protezione civile, delle pensioni, la controversa normativa sul Lavoro, l'introduzione dell’Imu anche per la primna casa, tassa non certo amata dagli italiani, con particolari sgravi per le famiglie con più figli. In cantiere ancora il decreto salva Ilva, il riassetto delle province, gli ultimi provvedimenti per l’attuazione completa del decreto sviluppo. Sarebbero potute essere altre boccate d’ossigeno, con un’Europa che cominciava a premiare abbondantemente il nostro Paese. Dopo aver ottenuto, infatti, complice anche la posizione della Bce guidata da Mario Draghi, l’ok allo scudo anti-spread, la linea economica del vecchio Continente era sempre più marcata Monti e Hollande con la Germania non più prima inter pares. Avremmo potuto cominciare a fare sogni più tranquilli, con uno spread finalmente sotto i 300 punti, ma domani, al risveglio delle borse, ci aspettano sicuramente brutte sorprese.


E' stato un anno intenso, un annus horribilis dal punto di vista fiscale, ma necessario per allontanarsi dal baratro. L'Italia ha recuperato prestigio internazionale. Un anno che ha cambiato gli italiani molto più di quanto si creda, non solo negli stili dei vita e nei modi di consumare, forse per sempre. 

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