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venerdì 07 agosto 2020
 
l'epidemia in brasile
 

Rio de Janeiro, il sambodromo diventa rifugio per i senzatetto

02/04/2020  La gigantesca struttura, simbolo del famoso Carnevale carioca, è stata trasformata in centro di accoglienza per arginare la diffusione del virus nella seconda città del Paese con il numero più alto di contagi (dopo San Paolo). A fine marzo il governatore dello Stato di Rio, Wilson Witzel, ha esteso le misure restrittive e l'isolamento sociale per altri 15 giorni.

(Foto Ansa: il sambodromo di Rio de Janeiro durante il Carnevale del 2018)

Una passarela che si estende per 700 metri, costeggiata da giganteschi spalti a gradinate che, nei giorni delle sfilate carnevalesche, vengono invasi da un mare di spettatori festosi, nel tripudio variopinto e sfavillante dell’allegria brasiliana. Il sambodromo di Rio de Janeiro è stato costruito nel 1984 su progetto del famoso architetto brasiliano Oscar Niemeyer (lo stesso che ha ideato la capitale Brasilia) lungo Avenida Marquês de Sapucaí. E’ il simbolo del Carnevale carioca, uno dei più famosi e seguiti nel mondo: nei giorni dei festeggiamenti è qui che prendono vita le spettacolari sfilate delle escolas de samba, le scuole o associazioni di samba, che con i loro carri percorrono l’intera passerella ballando e cantando a ritmo delle canzoni di ciascun gruppo, per esser giudicate dalla giuria che alla fine decreta la scuola vincintrice. 

Ma ora, nei giorni della pandemia del coronavirus che in Brasile ha colpito in modo particolare San Paolo e di Rio, il sambodromo è stato trasformato in un grande centro di accoglienza e rifugio per i tanti poveri e senzatetto della città, come misura di protezione contro la diffusione del virus per le persone più vulnerabili, facilmente esposte al contagio. I numerosi locali che si trovano sotto gli spalti sono stati riconvertiti in dormitori, dove vengono assicurati beni alimentari e materiale per l’igiene personale, con una capacità di almeno 400 posti, divisi in zone per uomini, per donne con o senza bambini, per anziani.

Come ha spiegato la segretaria municipale (assessora) dell’Assistenza sociale e dei diritti umani Tia Ju, nella città è stata rafforzata la ricerca per le strade dei senzatetto, di coloro che non possono stare in quarantena perché non hanno una casa, con un lavoro di convincimento e persuasione - non è un obbligo, ma una scelta personale dei singoli - affinché lascino la strada e accettino di essere accolti in un dormitorio.

Dopo San Paolo, Rio è la seconda metropoli in cui si registra il numero più elevato di contagi in Brasile: il sindaco Marcelo Crivella e il governatore dello Stato omonimo, Wilson Witzel, hanno varato misure di isolamento sociale e di restrizione delle attività economiche  e commerciali per arginare l’epidemia, in una città dove la quotidianità è scandita da una socialità molto intensa, vita in spiaggia e movida serale. A Rio si teme in particolare la diffusione dell’epidemia nelle popolose favelas. Nei giorni scorsi si sino registrati casi di contagio nelle comunità di Vidigal, nella zona meridionale, confinante con la favela di Rocinha,  e a Parada de Lucas, nella zona nord.  

In questa situazione di emergenza, sia il sindaco carioca che il governatore hanno preso le distanze dal negazionismo irresponsabile di Bolsonaro, che di recente ha criticato tutte le autorità statali e municipali che hanno imposto restrizioni e isolamento in casa. Nello Stato di Rio le scuole sono chiuse, i mezzi di trasporto ridotti, gli eventi pubblici proibiti, i ristoranti possono lavorare al 30% della loro capacità. A fine marzo il governatore Witzel ha deciso di estendere le misure di emergenza per altri quindici giorni, lanciando un duro avvertimento ai cittadini: «Non sfidate il virus, non sfidate la pandemia. Ma se lo farete, farò in modo che le sanzioni siano applicate. Sanzioni penali, per azione della polizia militare e civile. E altre potranno arrivare in seguito, comprese quelle di responsabilità civile».

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