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martedì 25 settembre 2018
 
polemiche
 

Salvini, le pensioni e quel "fenomeno" di Boeri

05/07/2018  A nulla serve argomentare che gli immigrati serviranno a pagarci le pensioni. Per replicare e azzerare qualunque analisi basta qualche battuta e un paio di improperi all'indirizzo del presidente dell'Inps.

Il ministro degli Interni Matteo Salvini. In alto, il presidente dell'Inps Tito Boeri.
Il ministro degli Interni Matteo Salvini. In alto, il presidente dell'Inps Tito Boeri.

È una lotta ìmpari quella tra Tito Boeri e Matteo Salvini sull’utilità dei migranti nel sistema pensionistico. Per dimostrare che gli emigrati servono a pagarci le pensioni, soprattutto quelle di domani, il presidente dell’Inps si affida ai numeri, ai dati, alle dinamiche demografiche, persino alla grammatica e alla sintassi: da bravo economista della Bocconi argomenta, spiega, analizza, proietta slides, enumera cifre, si affida alla logica dei dati. Povero professore, è tutto tempo perso: non ha capito che in quest’epoca sciagurata sono molto più efficaci slogan e battute, possibilmente da bar. Logica e numeri sono materiale di scarto nell'era della globalizzazione.

A Boeri probabilmente sarebbero state più utili un paio di battutacce. Ma si sa che inseguire Salvini su questo terreno è come cercare di rincorrere Nibali sul Passo dello Stelvio: ancora non sei partito e già ti ha dato tre o quattro tornanti di distacco. La logica dell’insulto (“Boeri? E’ un marziano”) premia mille volte più di qualsiasi argomentazione. A che serve spiegare che “nei prossimi decenni solo maggiori immigrazioni regolari possono garantire il sistema pensionistico”? E’ vro, come dice Boeri “è una verità incontrovertibile”. Ma per confutare questa verità basta ricordare, come ha battibeccato Salvini, l’italiano di Sessa Aurunca, “preso a pugni da una di queste "risorse" che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perché c’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps, che dice che senza immigrati è un disastro”. Per poi aggiungere: “Ma ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici”. Sotto la nuova politica del battibecco si cela l'antica arroganza del potere.

Un discorso così  - l'esempio strampalato di un pensionato ucciso da un uomo con la pelle nera, che nulla ha a che fare con uno studio demografico basato su milioni di persone -  si poteva fare solo in un bar, e invece eccolo servito da un ministro della Repubblica. Boeri avrà il suo benservito. Inutile che ripeta che “per ridurre l’immigrazione clandestina serve aumentare quella regolare per quei lavori che gli italiani non vogliono più fare, come colf e badanti”. Inutile affermare che “azzerando l’immigrazione perderemo 700 mila persone con meno di 34 anni nell’arco di una legislatura”. Inutile persino fornire percentuali, ricordando che nelle mansioni a bassa qualifica i lavoratori stranieri sono il 36 per cento contro l’8 per cento degli italiani. Sono percentuali. Volete mettere un tweet?

Per mettere fine a ogni discussione basta l’epiteto sprezzante di “fenomeno” a uno che ha un curriculum accademico più lungo delle felpe padane di Salvini cucite tutte insieme. Ma Salvini è il principe delle battutacce.Stando ai sondaggi ha raggiunto il 31 per cento dei consensi a suon di battute. In questo senso, è lui il vero fenomeno.

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