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giovedì 27 febbraio 2020
 
 

Sanremo, Emma ha già vinto... Forse

14/02/2012  Radio Festival ha già pronunciato il suo verdetto: sarà proprio Emma a aggiudicarsi la vittoria sul palco dell'Ariston. Complice forse il popolo di "Amici" che voterà compatto?

La cantante Emma Marrone in posa davanti al cartellone del film "Benvenuti al nord", di cui interpreta la colonna sonora (foto Ansa).
La cantante Emma Marrone in posa davanti al cartellone del film "Benvenuti al nord", di cui interpreta la colonna sonora (foto Ansa).

Domenica scorsa l’Arena, il talk show litigarello condotto da Massimo Giletti, ha in qualche modo celebrato la non impossibile vittoria di Emma Marrone al Festival che sta per cominciare. Quando avevo ascoltato “Non è l’inferno”, la canzone scritta per lei da Francesco Silvestre, ovvero Kekko dei Modà, il gruppo con cui Emma aveva cantato a Sanremo 2011, non avevo capito bene il significato del testo. Certo la gran voce e il temperamento della ex vincitrice di Amici sovrastava ogni possibilità di comprenderla d’acchito. Comunque si tratta di un nonno che racconta al figlio le sue esperienze belliche e questa visione della vita sconsiglia il ragazzo di metter su famiglia.

Ma la domanda viene spontanea: come mai è una voce di donna a raccontare la storia di un nonno? Chiedo urgentemente di chiarirlo con l’autore ma non ci riesco e allora, grazie alla efficienza della Goigest, la società che rappresenta l’artista, la rintraccio al telefono e le chiedo se può chiarire i miei dubbi. “Sai - mi risponde Emma - io e Francesco abbiamo ripescato nel passato momenti di vita familiare, rintracciato ricordi dell’infanzia e abbiamo deciso di raccontarli”.

OK, Emma, ma resta il mistero della voce femminile, la tua. Come la spieghi?
“Diciamo che è come se leggessi una lettera di mio nonno che racconta la sua vita tra due guerre”.

Cerco di capire ma proprio non ci riesco e allora suggerisco garbatamente a Emma, proprio perché la stimo un’artista come ce ne sono poche di chiarire nelle sue interviste il concetto del nonno che racconta. Poi escono un po’ di interviste e in una si azzarda persino che quel nonno che ama tanto il suo Paese possa essere identificato nel Presidente Giorgio Napolitano. Bingo!!!. Così quando scrivo il mio giudizio su “Non è l’inferno” la definisco “criptica”. Identico vocabolo utilizzato proprio domenica da un collega del Corriere della Sera.

Intanto radio Festival ha già pronunciato il suo verdetto: sarà proprio Emma a aggiudicarsi la vittoria a Sanremo. Motivi, naturalmente tutti ipotetici: Emma è pesantemente sponsorizzata da Maria De Filippi, che ora avrebbe scelto come agente Lucio Presta, dotato di super poteri più forti di quelli dei supereroi dei fumetti della Marvel. Quindi il popolo di “Amici” voterà compatto. Ipotesi? Certo. Ma non basta: la canzone di Emma è omologa a quella di Vecchioni di un anno fa. Un bel pezzo, anche se quello di Roberto era comunque più efficace, ma comunque è una canzone schierata. “Non è una canzone politica - precisa Emma - perchè io mi occupo del sociale”. E al Festival una canzone socialmente impegnata fa parecchio comodo.

Ma torniamo all’Arena di Giletti, andata in onda alla vigilia del Festival: una vera e propria consacrazione, con tanto di filmati che mostrano Emma impegnata un anno fa a Roma alla manifestazione femminile “Se non ora quando”, alla quale conferma di aver partecipato anche quest’anno. E poi - ciliegina sulla torta - la citazione tratta dalle bozze (poi non pubblicate) del thriller “La confessione” di Enzo Ghinazzi, cioè Pupo, pubblicato da Rizzoli e ambientato al Festival con riferimenti non proprio vaghi a fatti e personaggi realmente esistenti. Compresa una giovane cantante in ascesa che di cognome fa Celeste. Cioè un colore, proprio come Marrone, il cognome di Emma. Ma si!

E per concludere in gloria, alla inevitabile domanda sul significato della sua canzone Emma risponde con un “si certo mi piace pensare che quel nonno possa essere proprio il nostro Presidente della Repubblica”. Emma, sei tra le migliori voci del panorama femminile italiano, ma quando ti avevo chiesto di spiegare la tua canzone “criptica” non pensavo proprio che saresti arrivata tanto in alto. E voilà. I giochi sono fatti. Ormai tratta solo di aspettare.

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