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sabato 07 dicembre 2019
 
Vaticano
 

Santa Sede, nasce un superministero economico

24/02/2014  Il Papa crea un Consiglio che «determina le politiche e le direttive» della finanza vaticana, destinate poi a essere attuate da un'altra struttura nuova, la Segreteria dell'economia. A capo del tutto: il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney.

Tutte le operazioni economiche della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, il suo patrimonio, ogni suoi investimento, ogni partecipazione in società a qualunque livello e in tutto il mondo, faranno capo da ora in avanti ad un superministero dell’economia.

Papa Francesco ha deciso la prima grande e in questo caso clamorosa riforma del suo pontificato con un Motu proprio che porta la data del 24 febbraio e che è stato immediatamente pubblicato dalla Sala Stampa vaticana e dall’Osservatore romano. Bergoglio ha istituito un Consiglio direttivo, formato da 8 vescovi e da sette laici, con il compito di decidere le politiche della Santa Sede. Poi ha nominato un cardinale prefetto che le attua.

La sede dello Ior.
La sede dello Ior.

Sarà il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney, a capo di una “Segreteria”, che dovrà preparare ogni anno il bilancio, preventivo e consultivo e la pianificazione di tutte le attività economiche, investimenti e spese sia per il personale sia per i beni necessari. Inoltre il Papa nominerà un Revisore generale con il potere analizzare i conti di qualsiasi agenzia o istituzione della Santa Sede. Ciò significa che avrà il potere di controllare non solo le finanze vaticane in genere, ma anche l’amministrazione di tutte le donazioni che vengono fatte al papa in beni mobili e immobili in tutto il mondo. Avrà in pratica la stessa funzione che in Italia ricoprono la Ragioneria generale dello Stato e la Corte dei Conti.

Resteranno per il momento in vigore tutte le istituzioni finanziarie, compreso lo Ior, di cui non si dice nulla né nel motu proprio del papa, né nella nota di spiegazione del portavoce vaticano. Per la prima invece viene definita l’Apsa, che è la struttura che amministra il patrimonio della sede apostolica, “Banca centrale del Vaticano” con “tutti gli obblighi e le responsabilità delle istituzioni analoghe in tutto il mondo”. Da queste parole sembra evidente che ci si possa aspettare un ridimensionamento dello Ior e sicuramente un superamento dell’idea che esso dovesse diventare una banca a tutti gli effetti. Il fatto che non sia menzionato conferma anche che il lavoro ispettivo e istruttorio sullo Ior non è ancora finito. Con la decisione del Papa sparisce il Consiglio dei 15 cardinali voluto da Karol Wojtyla per esaminare i bilanci vaticani.

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