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giovedì 14 novembre 2019
 
Armi
 

Sandra e il suo sogno, fermati per sempre da una pallottola vagante

23/11/2018  Uno sparo casuale l'ha uccisa a 13 anni nella sua cameretta a Milwaukee. In un tema premiato a scuola invitava la sua generazione a crescere preparata a prendersi la responsabilità di rendere il mondo meno violento, l'abbiamo tradotto e pubblicato.

Sandra Parks aveva 13 anni e pensieri profondi che esprimeva con una proprietà molto matura per la sua età. Lo aveva dimostrato vincendo nell’anno scolastico 2016717 una sezione del premio Dr. Martin Luther King, Jr. con un tema sulla violenza delle armi e sul messaggio di Martin Luther King.

È morta per una pallottola vagante che l’ha colpita dall’esterno mentre guardava la Tv nella sua cameretta di Milwaukee, in Wisconsin, dove viveva con la sua famiglia. Ha fatto giusto in tempo a dire: «Mamma, mi hanno sparato» e ad accasciarsi, senza che nulla restasse da fare.

In quel tema aveva parlato di bambini vittime di violenza senza senso perpetrata con le armi da fuoco, una violenza da cui ammetteva di scappare talvolta mettendosi le cuffie e rifugiandosi nella musica. L’assurda violenza che ha ucciso anche lei e che, forse, - ammesso che il tempo fugace dei social non la dimentichi troppo in fretta - la farà diventare un simbolo suo malgrado,  negli Stati Uniti nel 2018 ha ucciso 13.000 persone, altre 25.000 abbondanti sono state ferite. Tutti per colpi d'armi da fuoco. Sono gli ultimi dati diffusi dal Gun Violence archive, aggiornati al 23 novembre. Solo nel 2018, negli Stati Uniti, sono stati quasi 60.000 gli episodi in cui sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco, gli incidenti involontari, quelli che spesso riguardano i bambini in casa, sono stati 1.422. Senza contare le 317 stragi di massa, una media di una al giorno quasi.

Sono dati che dovrebbero farci riflettere ogni volta che siamo tentati di pensare che avere un’arma ci renda più sicuri. Come pure fanno riflettere le parole di Sandra, che pensava di avere una vita davanti quando scriveva il suo tema chiamando i suoi coetanei a raccolta, invitandoli a prepararsi ad assumersi la responsabilità di studiare per far nascere, nel futuro, un mondo più sicuro. Il suo scritto è stato diffuso sulla pagina dell’Associazione degli insegnanti di Milwakee: l’abbiamo tradotto al volo per renderlo accessibile a un pubblico il più possibile ampio.

 

La nostra verità

di Sandra Parks

Certe volte mi siedo e devo evadere da quello che vedo e sento ogni giorno. Mi metto le cuffiette e lascio che la musica mi porti via. Mi muovo al ritmo e cerco di riflettere sulla vita e su quello che significa. Quando lo faccio arrivo sempre alla stessa conclusione: siamo nel caos. Nella città in cui vivo, sento e vedo esempi di questo caos quasi tutti i giorni. Bambini piccoli sono vittime di insensata violenza da armi da fuoco. C’è troppa oscurità nella criminalità “nera”. Come afroamericana questo mi fa sentire depressa.

Molte persone hanno perso la fede nell’America e nella sua capacità di vivere nell’esempio del sogno del Dr. Martin Luther King! La verità è fede e speranza in ciò che le persone possono fare, è andata perduta nelle scelte scadenti che facciamo. We shall overcome (titolo della canzone ndt, “Ce la faremo”) è andata persa nell’inganno di quello che siamo diventati!

Così adesso, la verità è che dobbiamo riscrivere la nostra storia per credere e sperare in un domani migliore, è solo dentro di noi, ma ci crediamo e lavoriamo per tradurla in atto.

La prima nostra verità è che dobbiamo cominciare a prenderci cura gli uni degli altri. Abbiamo bisogno di entrare in empatia e provare a camminare nelle scarpe altrui. Ce la faremo se eliminiamo la negatività e i commenti cattivi che le persone si scambiano. Ce la faremo, se amiamo noi stessi e le persone attorno a noi. Allora, diventiamo custodi dei nostri fratelli.

La nostra seconda verità è che abbiamo bisogno di uno scopo. Siamo la generazione del futuro dobbiamo essere educati a rendere positive la differenze nel mondo. Siamo i leader del futuro, ma se non avremo un’educazione, non realizzeremo niente. Ce la faremo se usiamo la nostra educazione per rendere il mondo un posto migliore. Diventeremo il prossimo Presidente, diventeremo agenti delle forze dell’ordine, insegnanti, medici, avvocati, legislatori. Non possiamo continuare a scaricare la responsabilità sugli altri. Dobbiamo prendercela noi come futuri leader! Non dobbiamo permettere che l’inganno della violenza, il razzismo e il pregiudizio siano la nostra verità. La verità comincia da noi. Invece di passarci accanto l’un l’altro come navi nella notte, dobbiamo combattere per le nostre verità fino alla fine del mondo.

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