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martedì 17 luglio 2018
 
Giovani e fede
 

Se in parrocchia ci vanno solo per il calcio e le amiche

02/07/2018 

Più che un consiglio, vorrei avere un conforto! Durante l'anno ho cercato di coinvolgere i miei figli nelle varie attività che la nostra parrocchia organizza, nel periodo di Quaresima alla Via Crucis, le serate, gli incontri con esperti... Ma niente! Frequentano l’oratorio perché quello di 13 anni gioca nella squadra di calcio e l’altra di 15 ha le amiche, ma, a parte la Messa, non si riesce a renderli partecipi. Se chiedi conto di questo loro atteggiamento, ti dicono che non gli interessa e che sarebbe sbagliato fare qualcosa che non si sente dentro, perché bisogna essere spontanei e non essere forzati...

ALESSANDRO

— Caro Alessando, in quanti saremo a riconoscere il tuo “sconforto”! Ancor di più ti comprenderà bene chi ama la Pasqua più del Natale, stanco del contorno rumoroso e frastornante dell’Avvento e, per contro, innamorato di quella potenza salvifica che svela il senso di ogni dolore e fatica e persino della morte... Ma non sconfortiamoci e rassicuriamoci invece pensando che forse saremo stati così anche noi alla medesima età, con la sola differenza che non sarebbe stata inclusa nel regolamento di casa la possibilità di declinare l’invito e, tantomeno, di sostenere il peana di Regina Spontaneità, uno dei grandi miti della società attuale. Mi è piaciuto moltissimo quel che ha scritto su questo argomento Aldo Maria Valli in un libretto prezioso intitolato Le nuove beatitudini in famiglia (Elledici): «Il puro di cuore non è, come oggi si vuol far credere, colui che si lascia dominare da una certa genuinità ineducata, da un’impulsività senza controllo, dalla spontaneità eretta a dogma. La purezza di cuore è invece fatta di disciplina e soprattutto di autodisciplina, è fatta di autocontrollo... in una parola di padronanza di sé». Certo, penserai, ma come si fa a spiegarglielo? Credo che, ancor più a Pasqua, si debba gettare le reti e aspettare... che lo intendano vivendolo in prima persona quando verrà il giorno in cui – per realizzare un progetto agognato o farsi amare proprio da quella persona – essere spontanei non servirà, ma attraversare l’attesa, la fatica, il controllo, la perseveranza e anche la pazienza dei momenti più noiosi o meno divertenti, sì.

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